Anche le mogli dei calciatori hanno un’anima (e pure le palle …)

Barberis: “Al ballottaggio in Francia non avrei votato. Ad Alessandria sto con Oria Trifoglio, per dar voce anche a chi oggi non ce l’ha”. E sui Grigi…. CorriereAl 3di Jimmy Barco

 
E playoff sia. Delusi, certo. Ma guardiamo avanti. Oddio, chiamarli spareggi promozione è un eufemismo perché per andare in B ci toccano sei partite contro le migliori della categoria, escluse naturalmente le tre neopromosse. E le altre favorite di questa lotteria da un mesetto circa si preparano all’appuntamento per benino mentre noi ci arriviamo massacrati dall’epilogo beffardo della regular season e con la lingua lunga come un cocker in spiaggia ad agosto.

Ma sono fiducioso perché mi avevano spiegato, durante il girone d’andata, che questa Lasciatemi soffrire in pace: viaggio di un tifoso grigio attraverso le ultime giornate di 'follia' CorriereAlera una squadra imbattibile, che Gonzalez era l’uomo che faceva la differenza (infatti l’ha fatta, perché una ventina di gol per una seconda punta è un evento straordinario) e che ero un disfattista quando mi sono permesso di nutrire qualche dubbio sul fatto che avremmo vinto il campionato già a gennaio.

Adesso devo per forza affermare che, se questi giocatori formano un collettivo invincibile, qual è il problema? Si va in campo e si fa “vola”. Tra l’altro, novità recente, è stato defenestrato Magalini, DS campione d’Europa nello spargere negatività e malumori, al punto che, se fosse altrettanto bravo a fare le squadre, con gli investimenti fatti saremmo già in Serie A.

E’ tutto sbagliato, è tutto da rifare … o no? CorriereAlPoi abbiamo cambiato Mister ma, almeno nelle prime uscite, non ho ancora visto un fattivo contributo di Pillon alla causa. Bazzecole. O meglio, minchiatine se devo descrivere quello che sta succedendo fuori dal campo. Ci provo?

Ad Alessandria siamo ormai arrivati al “tutti contro tutti”, che è la versione barbara, inutile e sanguinosa della guerra civile, già di per sé non proprio una passeggiata di salute. E sto parlando dei Grigi, mica delle imminenti elezioni amministrative. La Società mi pare abbia perso persino il proverbiale aplomb sabaudo con dirigenti che si accapigliano verbalmente a fine partita davanti a tutti (meno male che a metterci i soldi è il solo Di Masi…). I fumogeni poi che entrano nello stadio come fossero accendini Bic nonostante uno stuolo di addetti alla sicurezza e steward sufficienti per un concerto di Vasco e poi tocca al Segretario Generale della società entrare in campo per portare i candelotti accesi a bordo campo.

I tifosi della curva che riprendono i tifosi della tribuna rei di incitare la squadra (!) e I Grigi e il convitato di pietra Di Masi CorriereAlpare che qualcuno della Nord si sia pure preso la briga di fotografare i più entusiasti della tribuna (perché non lo capisco, o meglio, non voglio capirlo…). I giornalisti poi, accusati dalla tifoseria di essere troppo morbidi con la Società mentre non penso che la Società sia così entusiasta della classe giornalistica mandrogna.

Sabato scorso poi è arrivato a sorpresa un nuovo attore di questa commedia tutt’altro che “umana“: il CMC, acronimo di Comitato delle Mogli dei Calciatori. E il Direttivo di questo neonato comitato ha voluto legittimamente testimoniare il proprio esordio sulla scena calcistica alessandrina attraverso uno striscione esposto in tribuna che riportava una frase di solidarietà nei confronti dei loro compagni e mariti (striscione peraltro fatto sparire in fretta e furia). A tutta questa confusione di ruoli, di parti in commedia, di minacce, di antiche omertà, di incapacità di lettura di cose e di uomini, di autoreferenzialità, di rivalità mai sopite, di vendette fredde di qualche decennio, di avvertimenti mafiosi, sabato scorso ha fatto da spoletta la Cremonese, squadra più scarsa della nostra, che ad un quarto d’ora dalla fine era inchiodata allo Zini sul pareggio dalla seconda squadra più maldestra di tutte le sessanta di Legapro.
Comunque sia, dove sta il problema? Allo stadio o davanti alla TV sediamoci tranquilli perché i nostri giocatori, dopo qualche mese di appannamento, dimostreranno quello che i loro procuratori magnificavano davanti ai dirigenti ai tempi di firmare il contratto dei loro assistiti (almeno biennale, naturalmente) e così vinceremo questi benedetti play off.

E vedrete che, d’incanto, ci sarà una tregua anche per la guerra civile in atto, almeno fino alla prossima remuntada.