I Grigi come Bartali?

grigi-nuova-in-grigiodi Jimmy Barco

 
No, non sono un inguaribile ottimista ma, anche dopo la doccia scozzese di Viterbo, penso che per l’Alessandria questa stagione non sia ancora chiusa. Vero anche che il barometro per noi mandrogni segna “bassa pressione” ma l’esperienza mi suggerisce di aspettare verdetti definitivi.

D’altra parte, e lo ricordano coloro i quali mi hanno seguito nella mia transumanza a CorriereAl, non ho creduto neppure per un attimo che nel dicembre scorso avessimo già vinto il campionato, cosa invece data allora per scontata da più parti. E a chi dice ora “ma come si può perdere un campionato così?” rispondo che si può, oh se si può. E intanto affermo con buone ragioni che, se dovesse succedere (e non è ancora successo), le dinamiche e le responsabilità di un’annata sportiva come l’attuale sono ben diverse rispetto alle delusioni patite nelle due stagioni precedenti. Annate quelle deludenti, sì, ma solo per chi si era costruito un film con lieto fine incorporato.

Due conti: ci sono ancora nove punti in palio e non è detto che la Cremonese faccia percorso netto. Prevengo l’obiezione: ok, Jimmy, ma noi, spappolati come siamo, siamo in grado di inanellare tre vittorie consecutive? Non lo so, ma adesso abbiamo dieci giorni davanti prima del prossimo impegno in campionato e in dieci giorni, anche nel calcio, possono cambiare tante cose. Prima fra tutte, per esempio, prendendo prima coscienza se la squadra risponde ancora o non più alle sollecitazioni di Braglia, che sia il maremmano a pagare per tutti e magari vedere la prossima settimana un nuovo mister in Mi CorriereAlpanchina. La cosa che mi lascia perplesso è che una parola decisiva, relativamente ad un cambio di rotta nella guida tecnica della squadra, la dovrà dire colui il quale ha sbagliato tantissimo nelle ultime tre stagioni, cioè il DS Magalini.

E, d’altra parte, se neppure a Viterbo, in vantaggio di un gol, abbiamo visto un collettivo in grado di farsi fare dei falli per spezzettare il gioco o, ancora meglio, di commetterli i falli, giusto per incanalare il match in un certo modo, temo che, conoscendo le attitudini di Braglia, il problema più grosso non sia il mister…

Inoltre, se arrivassimo secondi, qualcuno tende a dimenticare che ci sarebbero i play off da giocare e da tentare di vincere. So bene che la formula applicata quest’anno per designare la quarta promossa in cadetteria impone un percorso disperato, con l’assurdo di 27 squadre a contendersi un posticino, ma una fra le partecipanti ai play off alla fine vincerà, quindi perché non provarci?

Il mesto balletto per Palazzo Rosso [Centosessantacaratteri] CorriereAlMi piacerebbe chiudere sottolineando che, chi pensava che le fortune sportive dei Grigi fossero un viatico per riportare uno sprazzo di luce in questa città depressa, si illude che un risultato sportivo, per quanto ambito, possa ribaltare una situazione economica, morale e culturale difficile come la nostra attuale. Faccio due conti: se si dovesse raggiungere la cadetteria si riporterebbe Alessandria fra le prime quaranta “piazze calcistiche” d’Italia. Alessandria però non è certo fra le prime quaranta città del Paese, anzi, a ben vedere, non è neppure fra le prime ottanta, quindi ….

Lo so, c’è chi sostiene che, per esempio, nel primo dopoguerra l’impresa sportiva che I Grigi come Bartali? CorriereAlha condotto Bartali alla vittoria del Tour de France avrebbe scongiurato una guerra civile nel nostro Paese lacerato dall’attentato a Togliatti. Ma il Tour non è una Serie B, Alessandria non è l’Italia intera, il PCI d’allora non c’è più e, soprattutto, Gonzalez non è Bartali. Per i processi invece aspettiamo ancora un po’, tanto, che si vinca o no, il giudizio tecnico e sportivo non cambia.