Teleriscaldamento ad Alessandria: troppi punti interrogativi

Teleriscaldamentodi Ciro Fiorentino*

Nella relazione introduttiva dell’Assessore al Bilancio si è accennato all’ipotesi del teleriscaldamento, iniziativa in via di realizzazione al quartiere Cristo, case popolari, che coinvolge 299 alloggi dell’ATC e 104 alloggi dell’edilizia residenziale.

Già questa iniziativa comporta la perdita da parte di AMAG di circa 400 utenze. Il problema che l’Assessore non ha chiarito è di capire qual è l’intenzione dell’Amministrazione per quanto riguarda la città nel suo complesso, partendo dal presupposto che, se l’iniziativa va avanti, si metterebbe in campo un concorrente privato che danneggerà l’AMAG stessa e quindi l’Amministrazione comunale.
Oltre l’interesse particolare dell’AMAG e del Comune, come Federazione della Sinistra vorremmo capire quale può essere l’interesse per il cittadino-utente, tenuto conto che un’iniziativa di questo tipo comporta contratti di lungo periodo e quindi conseguentemente toglie autonomia e concorrenzialità sul mercato del riscaldamento.

Vi faccio un esempio: nel mio condominio abbiamo le centraline per il gas; con il teleriscaldamento e l’obbligo della caldaia centralizzata, io non potrò più scegliere con quale gestore stare e quindi L’AMAG mi perderà come cliente.

Moltiplicate questa scelta per migliaia di persone e ditemi se non è un puro formalismo sostenere, come dichiarate voi, signori della Giunta, che volete fare la grande AMAG.

E non dimentichiamolo, colleghi, questa tendenza potrebbe alla lunga coinvolgere anche l’AMIU, che fa parte della stessa filiera dei servizi ai cittadini che sono garantiti dall’Amministrazione.

L’eventuale realizzazione del teleriscaldamento, che non nasce ad Alessandria dall’utilizzo di risorse naturali _ come avviene ad Acqui _ ma che dovrebbe alimentarsi necessariamente a metano, di fatto comporterebbe una privatizzazione senza indennizzo della nostra AMAG.

Senza indennizzo per la città e senza indennizzo per gli utenti ai quali magari in un primo momento potranno essere offerti dei “benefit” ma che poi alla fine si troverebbero nelle mani di un solo gestore privato che potrebbe imporre i prezzi che viuole.

Questi sono, a mio parere, colleghi dubbi e perplessità seri, che si sarebbero potuti chiarire se ci fosse stato tempo e volontà di un esame serio e chiarificatore del problema. Invece non è stato così.

Spero che si possa correggere questo metodo in futuro, anche se non sarei sinecero se vi dicessi che, in proposito, sono ottimista.

Per questo, annuncio il mio voto di astensione, sul bilancio di previsione 2014.

 

*consigliere comunale Fds Alessandria