Fabbio: “Sono fuori dal consiglio comunale, non dalla politica: ma la calunnia lascia il segno”. Conversazione ‘a tutto campo’ con l’ex sindaco di Alessandria

fabbio-nuova“La cosa che più mi amareggia in questo momento è scendere da un treno che da Torino fa capolinea ad Alessandria, e constatare che nessuno mi saluta. Quando la propaganda politica diventa calunnia a livello personale, si arriva a questo”. Incontriamo Pier Carlo Fabbio, sindaco di Alessandria dal 2007 al 2012, proprio la sera in cui il consiglio comunale ratifica ufficialmente la sua ‘uscita’da Palazzo Rosso, dopo 32 anni consecutivi di attività, fra governo della città e opposizione. “Ruolo fondamentale, quest’ultimo, che personalmente ho sempre inteso e ancora intendo in senso critico, ma costruttivo. Altri invece prediligono la distruzione”.

Seduti al tavolino di un bar semi deserto, mentre la città ha di nuovo il ‘cuore in gola’ e tutti gli sguardi puntati sui suoi fiumi, proviamo a capire, ‘a bocce ferme’ ma ancora ‘a caldo’ rispetto alla sua decisione di dimettersi, qual è lo stato d’animo dell’ex sindaco (tutt’ora coordinatore cittadino di Forza Italia, e anche presidente provinciale del Movimento Cristiano Lavoratori), se e come continuerà il suo impegno politico, e come vede il futuro di Alessandria. E certo, sullo sfondo c’è anche la vicenda processuale (condanna in secondo grado per falso, con assoluzione per truffa e abuso di ufficio, oltre al procedimento in corso alla Corte dei Conti), che pesa come un macigno, e che è alla base della decisione di Fabbio di dimettersi dal consiglio comunale.

 
Professor Fabbio, perché ha scelto di dimettersi spontaneamente?Comune Alessandria sera
Per evitare di innescare un percorso che dalle aule di Palazzo di Giustizia, attraverso la Prefettura, sarebbe arrivato fino al consiglio comunale appunto, generando imbarazzo in molti degli stessi consiglieri, e accanimento terapeutico. Alessandria oggi ha bisogno d’altro. E poi, considerato che a Palazzo Rosso ci sono sempre stato 32 anni per mandato degli elettori, non mi pareva corretto uscirne per decisione dei miei avversari politici. Certo, avrei potuto oppormi, e buttare in là la palla, considerato anche che mancano solo 6 mesi alla fine della consiliatura, Ma non fa al caso mio: così come, non essendo De Luca o De Magistris, non utilizzerò il diritto partenopeo.

 

Palazzo Rosso consiglio comunaleTanti pesi, tante misure insomma. In tutta questa vicenda non può non stupire il suo straordinario autocontrollo: come fa?
C’è in me la consapevolezza di non avere mai rubato un centesimo, e di aver sempre operato per il bene di Alessandria, e questo aiuta. In più ho sempre considerato chi in politica ha idee diverse dalle mie un avversario, non certo un nemico. In questi giorni diversi esponenti del centro sinistra (Mazzoni, Abonante, Miraglia, Giancarlo Cattaneo e altri) mi hanno chiamato esprimendomi solidarietà umana, e ho apprezzato. Non so coltivare il rancore: certo, se alcuni di loro ci avessero pensato bene, prima di avallare un certo percorso, oggi forse non saremmo a questo punto. Dall’attuale sindaca invece non ho avuto nessun cenno: non dico umano, ma neppure istituzionale. Dopo 32 anni di consiglio comunale, magari…

A questo punto smetterà di fare politica, e di impegnarsi nella vita pubblica?
Ma no, neanche per sogno. Anzi, sul fronte del Movimento Cristiano Lavoratori intendo metterci anche più impegno: c’è da organizzare tutta una rete di servizi territoriali, per essere più vicini alle persone, e ai loro bisogni. In politica c’è, nell’immediato, l’impegno sul fronte referendum: il prossimo dibattito pubblico è questo giovedì, insieme a Massimo Brina, al prof. Livorsi e all’eurodeputato Alberto Cirio.

Come finirà domenica prossima? E soprattutto con quali conseguenze?referendum
Sono convinto che il fronte del no possa prevalere, perché tante persone, anche di orientamento politico e culturale molto eterogeneo, hanno compreso la debolezza e i rischi di questa riforma. Più difficile è prevedere cosa succederà dopo, sul piano politico. Potrebbe esserci a quel punto una spaccatura a sinistra, e una nuova fase di dialogo di Forza Italia con il Pd renziano.

Prove di Partito della Nazione insomma….
Sì, con tutte le cautele del caso. Personalmente preferirei che il Paese continuasse a muoversi con una logica di alternanza tra centro destra e centro sinistra, ma non possiamo ignorare che la presenza di un Movimento 5 Stelle al 30% costringe inevitabilmente a valutazioni diverse, e a valutare scenari nuovi.

Secondo lei la vittoria del no avrebbe conseguenze immediate? Ossia: c’è la possibilità di elezioni politiche anticipate nel 2017?
Credo che non sia un’opzione impossibile, anche se appunto la questione è: ci si arriverà con questo quadro politico tripolare, o dopo il referendum le carte potrebbero rimescolarsi? Non resta che attendere in primis l’esito del referendum.

Fabbio RossaDi sicuro fra 6 mesi si voterà per rinnovare consiglio e sindaco al comune di Alessandria: se lei dovesse fare una previsione, a sei mesi dal voto?
Più che una previsione, faccio un ragionamento. Se lo scenario nazionale dovesse evolvere verso uno scenario da Partito della Nazione, è chiaro che anche qui cambierebbe tutto rispetto ad oggi: dalle alleanze, ai candidati sindaco. Per il momento ragioniamo sull’esistente però: e dico che a me Alessandria non sembra, nel suo dna, una città ‘grillina’. Ovviamente dipende però da quello che sapranno proporre gli altri due schieramenti in campo: in termini di progettualità, e ovviamente di persone in grado di realizzare quei progetti.

A proposito di programmi, lei ha parlato di Alessandria 4.0: cosa intende?
Ho semplicemente mutuato un termine dal dibattito economico internazionale di questi mesi, quello sull’industria 4.0. Il senso è chiaro credo: dobbiamo progettare una città del tutto nuova, dove non esiste più la ‘scansione’ tradizionale casa, lavoro, istituzioni sociali e politiche, e dove i modelli classici, dalla grande fabbrica al lavoro pubblico come ‘polmone’ occupazionale, si sono esauriti. Come si costruisce il nuovo, e quale deve essere in questo contesto il ruolo del comune? Credo che, ad esempio, non sia più il tempo per un comune di gestire i servizi pubblici, che vanno affidati al mercato.

Ossia lei propone di privatizzare la Multiutility?Amag gruppo
Io avevo già ai tempi proposto e cercato di realizzare un percorso diverso, finalizzato a cedere in concessione i servizi, adeguatamente retribuiti. Ma questo è il passato. Stando così le cose, ragionerei certamente sulla privatizzazione delle diverse business unit del Gruppo Amag. Anche perché, attenzione: la redditività del gas è in contrazione, e non si possono caricare sulle spalle di Alegas le gestioni di trasporti e rifiuti. Non funzionerebbe. Per quanto mi riguarda ragionerei con i privati anche sul fronte della capogruppo, ma qui naturalmente entrano in campo visioni diverse, sulle quali confrontarsi.

Il suo giudizio sull’attuale amministrazione è del tutto negativo?
(sorride, ndr) Chieda in giro cosa ne pensano gli alessandrini: basta ascoltare. Non è stato fatto nulla per quattro anni e mezzo, nascondendosi dietro il dissesto. Non un’idea, non un progetto realizzato: certo, ora asfaltano quattro strade in campagna elettorale, o sbandierano il nuovo ponte come fosse opera loro. La sindaca urlava ai quattro venti che non c’era un centesimo in cassa, ma non che c’erano opere finanziate per 50 milioni di euro. Comunque sì: giudizio completamente negativo, assoluta mancanza di visione strategica.

Per restare nella sua metà campo: perché il centro destra sembra far così fatica ad identificare un candidato condiviso? Pare quasi una corsa a sfilarsi, anziché ad esserci.
(risorride, ndr) Beh, sostenere che la vicenda di cui sono stato protagonista e vittima, insieme ad alcuni altri, non influisca sarebbe ipocrita. Ma allargherei la riflessione su scala nazionale. La sensazione netta è che in questo paese la magistratura si sia fatta usare da una certa parte politica, e questo non fa bene a nessuno, alla lunga: a partire dalla credibilità delle stesse istituzioni. Per citarle I Miserabili di Victor Hugo, io ho trovato qui ad Alessandria il mio personale ispettore Javert, e ne sto subendo fino in fondo le conseguenze: non si può però pretendere che le persone, se non esistono le condizioni per farlo, si assumano rischi personali così grandi, solo per aver scelto di far politica in una certa parte. Questo, però, alla lunga impoverisce tutti, e ce ne accorgeremo: anzi ce ne stiamo già accorgendo.

Maconi nuovaMa c’è un suo candidato sindaco ideale per Alessandria, nel centro destra?
Tra i nomi che sono circolati in questi mesi, ritengo che certamente Antonio Maconi avrebbe le caratteristiche necessarie per coalizzare in maniera credibile tutto il centro destra, e per presentare agli alessandrini un progetto di sostanza, davvero orientato a dare un futuro a questa città. Naturalmente però non entro nelle valutazioni e nelle scelte personali: così come è necessario che i partiti arrivino ad una sintesi condivisa. Per quanto mi riguarda, sto già lavorando al programma, disponibile come sempre a fare la mia parte.

Ettore Grassano