Settore edile: ripresa in sicurezza

di Paolo Tolu*

 

 

Il Settore delle Costruzioni attende con ansia la ripresa dei lavori per il 4 maggio 2020, nel frattempo è stato definito il protocollo per il settore edile. Il documento definisce le linee guida che le imprese edili dovranno seguire per poter preservare i lavoratori dal contagio da Covid-19 e assicurare la ripresa delle attività produttive.

La Feneal Uil ci tiene a premettere che ogni cantiere presenta situazioni peculiari che possono modificare in tempi brevi e quindi dovranno essere analizzate attentamente da tutti i soggetti coinvolti.

La riapertura dei cantieri sospesi potrà avvenire solo dopo aver attuato tutte le misure di contenimento, ivi comprese le modifiche alle dotazioni igienico-sanitari di cantiere, l’effettuazione delle sanificazioni necessarie nonché tutto quanto altro previsto per legge.

E fatto chiaro come la prosecuzione delle attività produttive è in ogni caso subordinata alla presenza di condizioni che assicurino ai lavoratori adeguati livelli di protezione.

Pertanto risulta indispensabile rispettare nuove categorie di obblighi in capo al Datore di Lavoro e ai suoi Preposti.

Innanzitutto bisogna provvedere all’obbligo di informazione dei dipendenti, il datore di lavoro deve informare i propri dipendenti, nella maniera più chiara e comprensibile per tutti, su quali siano le regole fondamentali di igiene per prevenire le infezioni virali, sull’obbligo di rimanere al proprio domicilio in presenza di febbre o altri sintomi influenzali ovvero di comunicare prontamente lo sviluppo di sintomi o il contatto con un soggetto infetto durante l’orario di lavoro.

Il personale, prima dell’accesso al cantiere dovrà essere sottoposto a controllo della temperatura corporea e sarà permesso l’accesso solo se non risulterà superiore ai 37,5°.

In caso contrario, il lavoratore dovrà essere momentaneamente isolato e fornito di mascherina e dovrà fare ritorno a casa.

Siccome la rilevazione della temperatura corporea costituisce un trattamento di dati personali e, pertanto, questa dovrà avvenire ai sensi della disciplina privacy vigente.

Inoltre l’azienda deve mettere a disposizione idonei mezzi detergenti per le mani. Le soluzioni idroalcoliche (gel disinfettante) devono essere collocate in punti strategici quali l’ingresso dei cantieri, dei baraccamenti, mense, spazi comuni, ecc.

Deve essere effettuata la pulizia giornaliera e la sanificazione periodica di locali e ambienti chiusi. Si dovranno in ogni caso fornire o rendere disponibili specifici detergenti per la pulizia degli strumenti individuali.

Dovranno essere fornite ed utilizzate le mascherine di protezione in conformità a quanto previsto dalle indicazioni dell’OMS o dell’autorità sanitaria. All’interno del cantiere sarà richiesta ai lavoratori il rispetto della distanza di 1 metro durante l’attività lavorativa e, ove ciò non sia possibile, strutturare un’eventuale diversa organizzazione del lavoro, al fine di favorire la differenza temporale e spaziale delle lavorazioni. Laddove non fosse in alcun modo possibile rispettare la distanza interpersonale di un metro come principale misura di contenimento, adottare idonei dispositivi di protezione individuale: mascherine e altri dispositivi di protezione (guanti, occhiali, tute, cuffie, camici, ecc.).

Ci sono particolari disposizioni per i cantieri edili, il cui contesto presenta pecularità particolari rispetto a altri luoghi di lavoro.

Il Coordinatore alla sicurezza, dovrà procedere all’integrazione del Piano di Sicurezza e Coordinamento inserendo l’analisi sul rischio di contaminazione da Covid-19 dei lavoratori; L’impresa Esecutrice dovrà recepire nel proprio Piano Operativo di Sicurezza le misure specifiche facendo le necessarie integrazioni secondo la programmazione prevista dei lavori. Il Preposto dell’impresa avrà la responsabilità di vigilare sull’applicazione del piano in cantiere;

I subappaltatori dovranno recepire le disposizioni contenute nel Piano di Sicurezza e nel Piano Operativo dell’impresa affidataria;

Il Protocollo del 14 marzo 2020 prevede peraltro che in ogni azienda si costituisca un comitato tra datori di lavoro e rappresentanze dei lavoratori, che ne monitori l’applicazione. Questo nelle imprese di piccole dimensioni diventa difficile bisognerà provvedere tramite accordo delle parti datoriali e sindacali territoriali di istituire questo comitato a livello territoriale dove dovranno farne parte CPT territoriale e RLST.

Comunque per la riapertura dei cantieri si consiglia in ogni caso di chiedere la collaborazione dell’Ente Bilaterale Territoriale che si occupa di sicurezza sui cantieri. Di visionare Il documento della CNCPT (Commissione Nazionale dei Comitati Paritetici Territoriali).

Come si può intuire affrontare la fase 2 non è assolutamente semplice, bisognerà verificare tre criteri, l’esposizione, la prossimità e l’aggregazione. L’esposizione significa la probabilità di venire a contatto con fonti nello svolgimento del lavoro ed è più problematico nell’ambiente sanitario, la prossimità può rivelarsi un problema in cantiere in quelle lavorazioni dove i lavoratori non possono rispettare la distanza di un metro soprattutto in questo momento dove in alcuni casi diventa difficile reperire i DPI, in questo caso l’organizzazione del lavoro dovrà mutare.
L’organizzazione sarà complicata sia sui grandi cantieri pubblici dove bisognerà organizzare gli spostamenti sui mezzi per raggiungere il cantiere o la postazione di lavoro.

L’aggregazione indica la tipologia di lavoro che prevede il contatto tra più lavoratori e anche con altri soggetti oltre ai lavoratori dell’azienda, per esempio nelle mense dove dovranno organizzare turni di entrata e distanziamenti oltre un metro.
Quindi una ripresa lavori con moltissimi accorgimenti ma che diventa essenziale per la ripresa del settore ed anche dell’economia italiana. Molte imprese purtroppo avranno più difficoltà con il rischio di venir inghiottite da questa emergenza sanitaria e catastrofe economica, soprattutto le imprese che lavorano nel privato che si troveranno a dover fare i conti con una crisi di liquidità da parte dei committenti.

Come Feneal Uil Piemonte e come Organizzazioni Sindacali cercheremo di andare incontro alla risoluzione delle problematiche mettendo comunque al primo posto la salute dei lavoratori, invitiamo tutte le imprese a rivolgersi per consulenze, formazione e informazione agli enti bilaterali di settore territoriali per una ripresa certa ed in sicurezza.

* SEGRETARIO REGIONALE FENEALUIL PIEMONTE