Corto circuito a Palazzo Rosso: sui trasporti anche il PD prende le distanze dal sindaco Abonante [Controvento]

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di Ettore Grassano

Clima incandescente a Palazzo Rosso, e Ferragosto non c’entra. I sindacati non mollano sul tema gestione parcheggi, servizi scuolabus e trasporto persone con disabilità, e con una lunga video intervista rilasciata a Radiogold

ricostruiscono la situazione nei suoi diversi aspetti, a partire ovviamente dai rischi occupazionali per 36 dipendenti di Amag Mobilità. Ma fanno riferimento anche alla possibilità che le prossime gare d’appalto, sul nostro territorio, possano essere impostate con gli stessi criteri, ossia senza tener conto di clausole sociali che, secondo i segretari provinciali di Filt Cgil e Uil Trasporti, sono garanzie standard presenti praticamente ovunque nei contratti dei trasporti collettivi, ma non qui da noi.

Pesantemente chiamato in causa il sindaco Abonante, non solo per scelte sulle garanzie dei lavoratori assolutamente antitetiche alla storia della sinistra (vediamo cosa ne pensa il Pd di Roma, a cui segnaleremo il tutto, dicono in sostanza i sindacalisti), ma per un atteggiamento un po’ troppo arrogante, che a quanto pare si protrae da mesi, tra incontri istituzionali abbandonati a metà e altre riunioni bellamente boicottate.

Ma, attenzione, qui viene il bello. Perché mentre fino ad oggi, ad una serie di segnali d’allarme lanciati dai sindacati e dall’opposizione di centro destra, ha sempre fatto da contraltare il comunicato ‘difensivo’ di rito della segreteria locale del Pd, pronta a valorizzare l’operato del sindaco e ad enfatizzare gli importanti risultati ottenuti dall’amministrazione Abonante nell’ultimo triennio (perché state ridendo mentre leggete?…no dai, così non vale), stavolta Pd provinciale, cittadino e gruppo consiliare si affrettano a chiedere un tavolo istituzionale a tutela dei lavoratori.

In sostanza questo cosa cambia? Dal punto di vista sostanziale, rispetto alla vicenda trasporti, potrebbe essere come chiudere la stalla dopo che sono scappati i buoi, se interpretiamo correttamente l’analisi del sindacato. Ossia: l’ennesimo tavolo oggi serve a zero, se non a lavarsi la coscienza davanti al proprio elettorato.

Unica strada possibile è il ritiro o l’integrazione del bando (tra l’altro anche lì i conti non tornano, sempre secondo i sindacati: ci sarebbero problemi anche di banali addizioni, insomma), e imparare a preparare i prossimi come Dio e legge comandano.

Ma dal punto di vista politico, persino in una città sonnolenta, rassegnata e svilita come l’Alessandria del 2025 questo dovrebbe essere un segnale fortissimo: anche il partito del sindaco prende le distanze dalle sue scelte, e da quelle della giunta. E, attenzione, sarà interessante capire, nelle prossime settimane, se davvero i vertici nazionali del PD saranno informati della vicenda, e più in generale dell’andazzo mandrogno.

Nel 2027 ci saranno non solo le elezioni comunali alessandrine, ma anche e soprattutto le politiche: quali le possibili ripercussioni?


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