San Giorgio Festival: trasparenza e correttezza in discussione

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Lettera aperta a seguito dell’interpellanza presentata dal Consigliere Comunale Fabrizio Priano in data 18 Luglio, al Sindaco di Alessandria

Vogliamo esprimere perplessità rispetto alle modalità con cui l’Amministrazione Comunale ha gestito il bando pubblico per l’assegnazione del contributo legato al “San Giorgio Festival 2025” per il quale non vi è ancora la rendicontazione finale.

Tempistiche discutibili

È irriverente verso il mondo degli eventi, che un bando pubblico venga pubblicato nel mese di aprile per una manifestazione da realizzare appena due mesi dopo. Tempistiche così ristrette non solo scoraggiano la partecipazione di realtà serie e strutturate come la nostra, ma rendono pressoché impossibile costruire un cast artistico di qualità, coinvolgere fornitori affidabili e predisporre un’organizzazione professionale all’altezza delle aspettative per un festival annunciato quale evento di alta rilevanza.

Modifiche sostanziali post-assegnazione

Desta diversi quesiti il fatto che, a seguito dell’assegnazione, siano stati stravolti elementi fondamentali del progetto: la location e il periodo di svolgimento. Tali modifiche, avvenute senza alcun confronto pubblico né trasparenza, alterano di fatto le condizioni del bando, ponendo legittimi dubbi sulla correttezza della procedura amministrativa.

Conflitto con altri eventi

La decisione di riposizionare il Festival in un periodo in cui si svolgevano già due importanti manifestazioni cittadine, ha generato inevitabilmente sovrapposizioni dannose, dispersione del pubblico e indebolimento della proposta culturale complessiva della città.

La questione della Caserma Valfrè

È lecito chiedersi se alla pubblicazione del bando fosse già nota l’indisponibilità o inagibilità della Caserma Valfrè, sede indicata chiaramente nel bando, per lo svolgimento del Festival. Se così fosse, si tratterebbe di un atto di scorrettezza nei confronti dei partecipanti. Se poi la caserma non era agibile, perché indicarla quale location nel bando per poi asserire che non era vincolante? E soprattutto alla data di pubblicazione del bando, aprile 2025, già non si sapeva che la struttura non era agibile e disponibile?

Standard qualitativi disattesi

Il bando parlava esplicitamente di un progetto di elevata qualità culturale, attrattivo capace di valorizzare il patrimonio locale e generare attrattività turistica. Alla prova dei fatti, il programma realizzato si è dimostrato ben lontano da tali obiettivi: il numero di presenze (solo locali) lo dimostra e vedere sedie di plastica da giardino (non conformi) per accogliere il pubblico la dice lunga.

Segnalazione all’ANAC

Alla luce di quanto sopra esposto ed alle risposte ricevute sino ad ora dall’Amministrazione Comunale, che abbiamo ritenuto insufficienti e non esaustive, abbiamo definito coerenti gli estremi per inviare una segnalazione formale all’ANAC affinché venga fatta luce su eventuali violazioni delle normative in materia di trasparenza, concorrenza, imparzialità e corretta gestione delle risorse pubbliche.

Un danno alla concorrenza e alla fiducia

Pur avendo inizialmente valutato la partecipazione, abbiamo deciso di non presentare domanda, ritenendo impossibile garantire un progetto di livello qualitativo elevato con i vincoli economici imposti, in particolare per i costi di allestimento e messa in sicurezza della Caserma Valfrè. Fosse stato chiaro che era possibile modificare la sede, le date e ridurre drasticamente l’ambizione del programma, avremmo partecipato anche noi. Ci sentiamo quindi lesi nei nostri diritti e nella parità di accesso, elementi fondamentali in qualunque procedura pubblica.

Serve trasparenza e rispetto delle regole

Ricordiamo infine che bandi, gare e affidamenti pubblici sono regolati da norme precise in tema di trasparenza, concorrenza leale e parità di trattamento. L’atteggiamento assunto dall’Amministrazione Comunale, in questa vicenda, va in direzione opposta, minando la fiducia nel sistema e penalizzando chi lavora con serietà, rispetto delle regole e visione culturale, senza dimenticare che l’aggiudicatario ha avuto il vantaggio, a seguito delle condizioni variate, di poter operare in un ambito meno oneroso nell’allestimento a parità di contributo(?) ed inoltre ha avuto un’ulteriore vantaggio nello spostamento delle date, visto che probabilmente gli Artisti da lui contattati erano disponibili solo nel periodo di effettiva realizzazione del festival (dal 17 al 21 giugno), e non dal 26 giugno al 6 luglio come previsto nel bando; diversamente come si spiega la variazione anche del periodo di svolgimento ed in concomitanza con la kermesse Radici Urbane e la notte bianca del quartiere Cristo? Siamo un‘organizzazione che ama il proprio che lavoro e che vuole operare nell’etica, nella professionalità e nella correttezza. Piange il cuore nel vedere quanto gli eventi vengano trattati con superficialità, leggerezza e disattenzione disconoscendo l’importanza che hanno in un territorio a livello di ricadute sociali ed economiche. Un atteggiamento inadeguato ma soprattutto opaco. Occorrono ben altre attenzioni e visioni e, a riguardo, vogliamo adoperarci perché presto anche ad Alessandria, si possa andare nella giusta direzione, sperando si possano a breve, organizzare eventi davvero rilevanti e ampiamente e realmente partecipati. Non siamo interessati alle azioni legali o alle eventuali conseguenze del ricorso. Ci interessa di più lamentare e rendere noto atteggiamenti ed azioni incoerenti, superficiali e non chiare: la segnalazione all’ANAC lo abbiamo ritenuto un atto dovuto.

Grazie per l’attenzione.

Roberto Modellato

Event Manager – Docente ed esperto materia Organizzazione e Promozione Eventi


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