Alessandria, centro destra abbandona aula consiglio: “Su Pam 4 anni e mezzo fermi, e ora decidono in poche ore”

Condividi

Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e Movimento Civico per Alessandria non partecipano alla votazione: «Oltre 250 allegati, commissione convocata all’ultimo momento e nessun tempo per approfondire. Inaccettabile».

I gruppi consiliari di Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e Movimento Civico per Alessandria hanno deciso di non partecipare alla votazione sulla proposta di deliberazione relativa al nuovo polo logistico PAM, abbandonando l’aula dopo che la maggioranza non ha accolto l’invito a rinviare la discussione per consentire un adeguato approfondimento degli atti.

«Dopo quattro anni e mezzo di annunci e promesse, durante i quali questa amministrazione non è riuscita a concretizzare alcuna soluzione, improvvisamente si pretende che il Consiglio comunale esamini e voti in poche ore un’operazione urbanistica di enorme rilevanza. È un metodo inaccettabile, che mortifica il ruolo dei consiglieri comunali», dichiarano congiuntamente i quattro gruppi.

Il Consiglio comunale era stato convocato per discutere il bilancio consolidato. Solo all’ultimo momento, con una convocazione suppletiva, è stato aggiunto il punto relativo a PAM. La commissione consiliare è stata convocata per la stessa giornata, poche ore prima del Consiglio previsto alle 17, e per la prima volta in quattro anni e mezzo esclusivamente in presenza, senza possibilità di collegamento da remoto.

«Parliamo di una deliberazione accompagnata da oltre 250 allegati, identificati con sigle e codici incomprensibili, che rendevano persino difficile individuare i documenti fondamentali, come lo schema di convenzione contenente gli accordi con le società coinvolte. Come si può pretendere un esame serio e consapevole in queste condizioni?»

Le forze di opposizione precisano che la protesta non riguarda una contrarietà pregiudiziale all’investimento o allo sviluppo del territorio, ma il metodo con cui la Giunta ha imposto i tempi della decisione.

«Abbiamo chiesto semplicemente di rinviare la discussione per poter studiare gli atti, valutare gli impegni assunti dal Comune e verificare le conseguenze dell’operazione. La maggioranza ha deciso di procedere comunque. Non intendiamo avallare un metodo che riduce il Consiglio comunale a un semplice passacarte della Giunta».

«La Giunta ha avuto quattro anni e mezzo per decidere, ma ai consiglieri comunali non ha voluto concedere nemmeno qualche giorno per approfondire. Per questo abbiamo abbandonato l’aula: non per ostacolare un investimento, ma per difendere il diritto dei rappresentanti dei cittadini a svolgere seriamente il proprio ruolo. La fretta dell’amministrazione non può prevalere sulla trasparenza e sul rispetto delle istituzioni. E quando su operazioni così importanti si impone una fretta tanto ingiustificata, è inevitabile che sorga un dubbio: perché non si vuole lasciare ai consiglieri il tempo di verificare tutto? C’è forse qualcosa che non si vuole far approfondire?»

«Precisiamo inoltre che, secondo quanto concordato in Conferenza dei capigruppo, i lavori sarebbero terminati alle 21 e la mozione della minoranza sul regolamento per l’ex convento di San Francesco sarebbe stata discussa solo se si fosse concluso prima il punto sul polo logistico entro le 20,30. Superato quell’orario, la stessa capogruppo del PD ci aveva comunicato per le vie brevi che la mozione non sarebbe stata trattata. Il nostro abbandono dell’aula, annunciato pubblicamente in dichiarazione di voto, non ha dunque impedito la discussione di alcun altro provvedimento essendo già passate le ore 21».

I gruppi consiliari di Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e Movimento Civico per Alessandria


Condividi