
Passata in silenzio lo scorso fine settimana la triste ricorrenza dell’Alluvione 2000 ci accingiamo ad affrontare la nuova stagione autunnale/primaverile con una certa apprensione viste le macro – previsioni meteo degli esperti in cui tutti segnalano la possibilità di eventi estremi causati dall’estate rovente e dall’eccessivo riscaldamento delle acque, martedì 20 ottobre si comincia con una forte perturbazione che interesserà con piogge abbondanti gran parte della Liguria (allerta arancione e scuole chiuse) e la parte meridionale e settentrionale della nostra regione (allerta gialla). La speranza come sempre è che non vi siano pericoli e danni alle persone mentre alle infrastrutture, abitazioni e cose si farà poi la conta dei danni.
L’alluvione del 13-17 ottobre 2000 ha causato in Piemonte e nel Nor-Ovest danni economici stimati in oltre 5 miliardi di euro, 23 morti, 4 dispersi e circa 50.000 sfollati di cui circa 10.000 solo nel territorio casalese. L’alluvione di ottobre 2000 ha causato danni in Piemonte per 1 miliardo di euro e l’ultima recente alluvione di aprile 2025 altri notevoli danni in Piemonte con l’evacuazione della nostra frazione Terranova.
IN UN PAESE NORMALE si prenderebbe coscienza che il 95% dei Comuni Italiani risulta a rischio per frane, alluvioni, erosione costiera o valanghe.
IN UN PAESE NORMALE lo Stato agirebbe preventivamente e non spenderebbe circa 3,3 miliardi di euro all’anno solo per riparare i danni causati dal dissesto idrogeologico (spesa triplicata negli ultimi 13 anni a causa degli eventi meteorologici estremi ).
IN UN PAESE NORMALE si sarebbe approfittato dei Fondi del PNRR per mettere in prevenzione e sicurezza la quasi totalità del territorio italiano (sarebbero bastati circa 20 miliardi- poco più del 10% dei Fondi PNRR)
IN UN PAESE NORMALE si sarebbe data la precedenza alla sicurezza idrogeologica , ai rialzi/adeguamenti arginali e alle opere necessarie alla mitigazione del rischio idraulico anziché spendere 357 milioni di fondi PNRR per la “Rinaturazione “di soli 37 km. del fiume Po.
IN UN PAESE NORMALE si sarebbe data SEMPRE la precedenza alla sicurezza idrogeologica anziché spendere 182 milioni di euro per la “Ciclovia VenTO” .
IN UN PAESE NORMALE la burocrazia verrebbe ridotta al minimo indispensabile per poter erogare in tempi ragionevoli i finanziamenti per le opere necessarie a mettere in sicurezza territori abitati da migliaia di persone e aziende .
IN UN PAESE NORMALE se un‘opera viene definita come urgente e prioritaria non si aspettano anni e anni per realizzarla ( sono passati 12 anni dall’annuncio alla conclusione dell’arretramento di 600 metri dell’argine di cascina Consolata, nuovo argine tra l’altro realizzato senza un franco arginale adeguato ed oramai più di 4 anni per il rialzo arginale Casale- Morano di cui si aspettano ancora i finanziamenti ). I ritardi su opere essenziali non devono essere tollerati .
IN UN PAESE NORMALE tutti gli Enti preposti alla messa in sicurezza idrogeologica dialogano abitualmente con i residenti del territorio , ascoltano le loro osservazioni e proposte , agiscono in modo propositivo e trasparente mettendo a disposizione i progetti e le risultanze tecniche degli studi effettuati senza che siano richiesti e più volte sollecitati dalla popolazione interessata .
IN UN PAESE NORMALE tutti gli Enti preposti (Comune, Provincia, Regione, Autorità di Bacino, AIPO, Politici locali e Ministeri vari ecc.) si confrontano costruttivamente con trasparenza tra loro e con i residenti del territorio nell’interesse comune per la sollecita messa in sicurezza idrogeologica.
Potremmo continuare ancora un po’ ma a questo punto sorge spontanea la domanda:
L’ITALIA E’ UN PAESE NORMALE ???
Noi del C.AL.CA. – Comitato Alluvionati del Casalese – in quanto portatori di interessi diffusi una certa opinione ce la siamo fatta e negli anni abbiamo predisposto oramai una consistente documentazione nel caso si verificassero ancora danni a beni, cose e persone per eventualmente tutelare nelle sedi opportune gli interessi del nostro territorio.
C.AL.CA . – Comitato Alluvionati del Casalese
per il Consiglio Direttivo
Massimo De Bernardi – Portavoce e Vice Presidente


