CERTo ad Acqui Terme: l’energia condivisa diventa uno strumento per costruire comunità

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Cittadini, imprese e organizzazioni possono contribuire alla transizione energetica e generare benefici per il territorio. È questo il valore sociale delle Comunità Energetiche Rinnovabili che emerge dall’incontro del 16 ottobre. Molte le persone interessate ad approfondire le possibilità di adesione a CERTo.

Una Comunità Energetica Rinnovabile non è soltanto un modo diverso di produrre e consumare energia, ma un’opportunità per mettere in relazione persone, imprese e organizzazioni, condividere obiettivi e generare valore per il territorio. È questo il messaggio emerso dall’incontro “Condividere energia, costruire comunità”, che si è svolto venerdì 16 ottobre ad Acqui Terme, promosso da CERTo Società Cooperativa Impresa Sociale, in collaborazione con Fondazione Aurora per la Comunità Acquese ETS.

L’appuntamento ha riunito decine di partecipanti, tra rappresentanti di imprese e organizzazioni, professionisti e cittadini, per conoscere il funzionamento delle Comunità Energetiche Rinnovabili e approfondire le opportunità offerte dalla configurazione di condivisione dell’energia di CERTo in fase di attivazione ad Acqui Terme.
Dopo i saluti istituzionali dell’assessore regionale Marco Protopapa, l’incontro ha dato spazio alle esperienze cooperative del territorio. Francesco Munì ha presentato Araldica Castelvero, cooperativa agricola impegnata anche sui temi sociali e ambientali, mentre Giorgio Penna ha raccontato le attività di CrescereInsieme e Mago di Oz, cooperative sociali socie di CERTo. Realtà che, pur operando in ambiti differenti, condividono un’attenzione concreta all’ambiente, alle persone e ai bisogni della comunità. Proprio questa sensibilità rappresenta una delle spinte alla partecipazione a un progetto che mette la sostenibilità energetica al servizio di finalità collettive.

A portare un’esperienza concreta è stata Maura Casanova, che ha presentato la CER Costa d’Ovada, mentre l’intervento conclusivo di Laura Marchetti è stato dedicato a CERTo, alle realtà coinvolte nella configurazione acquese e alle possibilità di adesione.

Un aspetto centrale del confronto è stato il ruolo dei consumatori all’interno delle Comunità Energetiche Rinnovabili. Per partecipare a una CER non è necessario possedere un impianto fotovoltaico, cambiare fornitore di energia o modificare le proprie abitudini di consumo. Anche chi utilizza semplicemente l’energia elettrica può contribuire, attraverso i propri consumi, alla quantità di energia condivisa dalla comunità e quindi al raggiungimento degli obiettivi comuni. Un’opportunità che rende il modello accessibile a una platea ampia di cittadini e organizzazioni, valorizzando il contributo di ciascuno.

Un altro tema emerso con forza è quello del rapporto tra la governance della CER e il territorio. La condivisione dell’energia, infatti, è lo strumento attraverso il quale una comunità può perseguire obiettivi più ampi, ma è il coinvolgimento diretto delle realtà locali a permettere di individuare le priorità e orientare i benefici verso bisogni concreti.
«L’incontro di Acqui Terme ha messo in evidenza un aspetto per noi fondamentale: prima ancora di condividere energia, una Comunità Energetica deve condividere una visione. L’energia è uno strumento, non il fine. Il nostro obiettivo è costruire una rete di persone e organizzazioni che scelgono di collaborare perché hanno a cuore l’ambiente, il proprio territorio e il benessere degli altri. In questo percorso anche chi partecipa soltanto come consumatore ha un ruolo importante, perché contribuisce a generare valore per tutta la comunità. È altrettanto essenziale che le decisioni rimangano vicine al territorio, affinché i benefici prodotti possano rispondere ai bisogni reali delle persone», dichiara Fabrizio Ghisio, Presidente di CERTo.

L’incontro è stato sostenuto dalla Fondazione Compagnia di San Paolo, in collaborazione con Fondazione Aurora per la Comunità Acquese ETS.


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