10 al dottor Sarti sullo ius soli. Eco chiese silenzio per dieci anni: rispettatelo! [Le pagelle di GZL]

Sarti Roberto nuovadi Graziella Zaccone Languzzi

 
1) Al Dott. Roberto Sarti per aver trattato l’argomento ius soli senza autocensurarsi come ormai accade a chiunque, visti i tempi bui nel poter esprimere liberamente le proprie opinioni su un argomento tanto delicato. Per moltissimi cittadini che la pensano come il Dott. Sarti esiste il timore di essere tacciati di populismo, razzismo e peccare di “benaltrismo”. Ma è purtroppo la dura realtà con tutti i problemi in essere nel paese a danno di tutti: italiani e no. Quindi la legittima opinione dei cittadini viene auto-soffocata, pena essere catalogati “di destra” quindi cattivi. I buoni o finto tali sono tutti quelli che stanno nelle “sinistre”, che vorrebbero accogliere tutto il continente africano, offrendo ogni diritto e pure lo ius soli. Questi ultimi sono cosiddetti “buonisti”: politici, cittadini, giornalisti che si arrogano tale status e ‘tacciano’ di populista o razzista chi non la pensa come loro. Il documento del Dott. Sarti dice cose sensate: “Vi pare che per gli italiani lo ius soli sia oggi una priorità? Ma per favore…” questa frase che forma il titolo la condivido. Interessante la prima frase dell’articolo: “Da diversi giorni, troppi, il dibattito politico si è incancrenito su un argomento, il cosiddetto “ius soli”, che certamente non rappresenta il problema vitale per questo Paese in quanto basta guardarsi in giro per accorgersi che gli italiani sono alle prese con altre problematiche molto più importanti e contingenti”. Esatto! Stanno perdendo tempo su un qualcosa che sarà da fare certamente ma non da un Governo tenuto in piedi da una politica litigiosa, e personaggi politici che hanno perso credibilità. Lo ius soli dovrà essere “confezionato” da un Parlamento di eletti e da un Governo che ne sia diretta espressione. Serve una Legge come si deve, e non ‘spiattellata’ là come la “deiezione” di un’oca mentre corre starnazzando in un’aia. Questa è l’immagine precisa che mi offre il parlamento su questo argomento.
Voto: 10

 

2) Ritorna la proposta di titolare il Liceo Plana a Umberto Eco. Sono certa La sinistra alessandrina strumentalizza Umberto Eco...e intanto dimentica Delmo Maestri CorriereAlche gli affezionati estimatori di Eco avranno vagliato ogni possibilità per trovare qualcosa di adeguato alla sua grandezza, in maniera da da poter finalmente soddisfare il desiderio di immortalare questa figura mondiale per il suo genere. Non l’hanno trovata! D’altra parte Alessandria offre nulla di talmente grande da poter porre quel nome a peritura memoria, come se Umberto Eco avesse necessità di essere ricordato vista la grande impronta che ha lasciato su questo pianeta. Agli estimatori di Eco, sfugge il suo testamento che dice: “Per 10 anni non parlate di me”. Questo desiderio fu espresso tramite la moglie Renate: “Nel testamento ci chiede, a me e ai nostri figli, di non promuovere o autorizzare convegni su di lui per 10 anni”. Aggiungo che Umberto Eco nel 2008 in una “Bustina di Minerva” scriveva a proposito dell’intitolazione di strade: “C’è da considerare, almeno per rispetto alle persone defunte, che intitolare a qualcuno una strada è il modo per condannarlo alla pubblica dimenticanza e a un fragoroso anonimato. Francamente la cosa è diventata insopportabile e c’è un unico modo per uscirne: una legge che proibisca di intitolare una strada a chi non sia morto da almeno cento anni“. Il riferimento era una strada, ma voglio credere che il professor Eco si riferisse a titolazioni in genere. E se lo lasciassero in pace nel limite dei dieci anni richiesti? Questa notizia però, ha evidenziato un modo becero di fare giornalismo: “Alessandria, il sindaco leghista dice no all’intitolazione del liceo a Umberto Eco: “Lede la memoria.” Particolare del sottotitolo: “La città si divide. Il Pd in Senato: “Decisione che offende e rattrista”. Ma non raccontiamoci “palle”! Quale città si divide? Semmai un gruppetto di cittadini su due linee di pensiero: e quanto a quelli del PD in Senato, non hanno di più urgente da fare? Infine: quanto mai ho letto un titolo con scritto, “Il sindaco comunista ha detto, oppure ha fatto, ha deciso”.…MAI! Che il sindaco sia leghista non è disdicevole, ma si percepisce che viene scritto in forma dispregiativa. Sarebbe bastato scrivere “Il sindaco di Alessandria dice no” etc.etc. Non credete?
Voto: 2

 
Le ragioni di una scelta CorriereAl3) Fra i molteplici “ambaradan” confezionati in questi anni da una brutta e anomala situazione governativa ed istituzionale del nostro paese, una buona notizia a vantaggio di tutti: riconoscere e valorizzare i piccoli comuni italiani. La notizia è giunta alla nostra conoscenza tramite il Senatore Federico Fornaro. Sono sempre stata favorevole alla sopravvivenza, ma soprattutto al rilancio dei piccoli comuni, evitando di incorporarli a realtà maggiori che già faticano a conservare se stesse, le frazioni di appartenenza e ad essere amministrate nel miglior modo possibile. Un brutto tentativo fu razionalizzare e ‘sfoltire’ i piccoli comuni fu quello del Governo Letta: fortunatamente proposta accantonata. Sono 5.585 i piccoli Comuni in Italia che amministrano più della metà del territorio nazionale, e sono circa 10 milioni di italiani che ci vivono. Negli anni le piccole comunità hanno perso molti servizi come uffici postali, presidi medici, agenzie bancarie, negozi di alimentari e merceologia varia etc.
Un plaso dunque alla nuova legge approvata nei giorni scorsi, di cui fu promotore, l’on. Ermete Realacci, nell’ormai lontano 2013. Legge approvata alla Camera il 28/09/2016 e trasmessa al Senato dalla Camera il 29/09/2016: qui l’iter alla Camera e nelle Commissioni. Il 27/09/2017 il disegno di Legge n.2541 composto da 17 articoli è stato approvato in via definitiva al Senato. Un iter andato a buon fine dopo “soli” quattro anni. Un record, giacché paragono lo Stato italiano ad un bradipo per giunta azzoppato.
Voto: 9