Bardone: “la vera sfida comincia adesso, e diciamo ai tortonesi: aiutateci ad aiutarvi!”

Bardone GianlucaHa il passo fiero e baldanzoso Gianluca Bardone (nella foto), e ne ha tutte le ragioni: non solo perché ha vinto primarie (quelle del Pd tortonese per scegliere il candidato sindaco alle elezioni comunali del prossimo maggio) dall’esito tutt’altro che scontato, ma per come le ha vinte: più di 1.300 preferenze personali, e soprattutto 2.664 elettori che si sono recati alle urne a sostegno dell’iniziativa, rappresentano un dato di partecipazione eclatante per tutto il centro sinistra, soprattutto in una città ‘tendenzialmente’ di centro destra come Tortona. E’ un segnale di voglia di cambiamento vero? E come Bardone, che ha ora la responsabilità di ‘incarnare’ questa spinta, pensa di darle anima, corpo e gambe nei prossimi mesi? Lo abbiamo incontrato, per conoscerlo e farcelo raccontare.

 

Dottor Bardone, sinceramente: se lo aspettava un successo così, col ‘botto’?Graziano Marcella
Ci credevo, e sapevo che attorno a noi c’era un entusiasmo reale, concreto. Sa, Tortona è una città piccola, e soprattutto per chi ci è cresciuto e la vive giorno per giorno, è impossibile non coglierne gli umori, le sfumature, gli stati d’animo. E che ci fosse forte interesse per le primarie del Pd era evidente. Peraltro so per certo che sono venuti a votare anche parecchi elettori tradizionalmente di centro destra. E questo lo trovo non solo legittimo, ma una bella prova di partecipazione democratica. Se poi tanto mi dà tanto, e ci saranno persone che cambieranno idea, rispetto al loro voto del 2009, lo scopriremo a maggio: io me lo auguro, e lo ritengo possibile.

Scaglia ClaudioIl giorno dopo le primarie, a caldo, altrove (compresa la vicina Novi) qualche polemica c’è stata. Qui da voi ha colpito anche la ‘compattezza’, e la soddisfazione espressa immediatamente anche dagli altri due candidati, Scaglia e Graziano. Sconfitta ‘assorbita’ con classe?
Ma no, non c’è stata nessuna sconfitta, e Claudio e Marcella sono stati i primi a capirlo, e a sottolinearlo. Ha vinto il nostro progetto collettivo di cambiamento, per Tortona e i tortonesi. E quando dico nostro non intendo solo dei tre candidati alle primarie, ma di un team davvero straordinario di persone con competenze le più varie, che ci credono davvero e che da tempo stanno lavorando per ridare fiato e speranza alla nostra città.

E adesso, concretamente, che farete? Sette mesi di campagna elettorale sono tanti…
Ora, rinnovato anche il direttivo cittadino del Pd, non ci resta che rimboccarci le maniche, e raccontare ai tortonesi i nostri progetti, le nostre proposte. Aprendoci il più possibile alla città, incontrando le persone e ascoltandole. E’ questa la chiave per essere buoni amministratori.

A proposito, Bardone: lei la macchina comunale la conosce abbastanza bene, no?
Sono in consiglio comunale dal 1999, e mi sono occupato di diverse tematiche, sempre all’opposizione. Certamente in questi 14 anni la situazione è cambiata, e si è complicata, in parallelo con il complicarsi del percorso del Paese, e degli enti locali. Però va anche ricordato che le tre diverse amministrazioni di centro destra che si sono alternate alla guida della città ci hanno messo del loro. La galassia delle partecipate, in particolare, ha visto una moltiplicazione di scatole, poi il loro smembramento, poi ancora la cessione, o la dismissione, di alcune di queste. Il risultato finale è un impoverimento per la comunità tortonese, con serie conseguenze per le finanze pubbliche comunali.

Ad onor del vero, il sindaco Berutti in una recente intervista al nostro magazineBerutti Massimo non nega di aver ereditato, da chi l’ha preceduto, una situazione critica, al limite del tracollo. Ma dice anche di aver avviato un risanamento importante…
La responsabilità grave di Berutti è di essersi accorto solo con colpevole ritardo, e quando per una serie di motivi non poteva più fare altrimenti, della gravità della situazione. E di aver fatto ben poco per invertire la tendenza: anche se non ignoriamo le difficoltà generali, causate da un lato dal crollo degli introiti, a partire dagli oneri di urbanizzazione, dall’altro dal taglio di trasferimenti statali.

Non è ancora chiaro, tra l’altro, chi sarà il candidato del centro destra alle prossime elezioni: lei preferirebbe sfidare Berutti, o un volto nuovo?
E’ un problema che non mi pongo. A casa d’altri tocca ad altri decidere: noi dobbiamo metterci al lavoro, subito, per proporre ai tortonesi un progetto concreto di rilancio della città.

Municipio TortonaE cosa farebbe lei, Bardone, se diventasse sindaco? Le prime mosse essenziali…
La prima cosa da fare è una fotografia rapida, immediata,  del bilancio in tutte le sue pieghe, per non ricadere, appunto, nell’errore della giunta Berutti. Poi, occorre ridare fiato agli investimenti: che oggi, data la ridottissima capacità di spesa concessa, per legge, ai comuni, significa per forza di cose aprirsi ai privati, attrarre investitori. Per questo la burocrazia comunale va estremamente snellita, e resa efficiente. Oggi a Tortona molto può e deve essere migliorato. La macchina pubblica non deve essere per forza ‘respingente’ nei confronti degli imprenditori, ma invece attrattiva, rapida, e semplificare la vita a chi vuole aprire attività sul territorio. Non complicargliela.

Viene in mente il caso di M&G (Mossi e Ghisolfi), che ha costruito il proprioCrescentino impianto M&G impianto pilota per la produzione di bioetanolo a partire dalle biomasse a Crescentino, dopo che qui è stato praticamente messo alla porta. Pare tra l’altro che l’economia locale della stessa Crescentino sia decollata…
Purtroppo quello è stato un caso emblematico di un’azienda di eccellenza fondamentale ‘respinta’ da Tortona, e indotta a collocarsi altrove. Con l’aggravante, se vogliamo, che ad andarsene, almeno per quel progetto, è stato un gruppo tortonese doc, e di rilievo mondiale.

Sul fronte terzo valico quale sarà l’impatto sull’area tortonese?
Il terzo valico è progetto varato a livello nazionale, su cui i singoli comuni non hanno potere di veto, neanche se lo volessero. Altra questione, naturalmente, è esigere che ci sia il massimo di sicurezza ambientale, e che i rischi dell’opera siano assolutamente minimizzati. D’altra parte non dimentichiamoci che Tortona è già oggi terra fertile per la logistica, con la presenza di due grandi gruppi come Gavio e l’Interporto di Rivalta, di proprietà di un gruppo belga, Katoen Natie, tra i più importanti al mondo nel settore. Siamo già il riferimento logistico della provincia di Alessandria, insomma.

Teatro DellepianeDi recente è tornata sotto i riflettori, anche televisivi, la vicenda del Delle Piane: un teatro che non ha mai visto la luce, e probabilmente mai la vedrà. Con uno spreco di denaro pubblico di una decina di milioni di euro…
E’ una vicenda grave, l’esempio di un progetto che poteva avere un grande respiro, e non è mai stato completato. A questo punto, con grande pragmatismo, si tratta di decidere che farne: certo non lo si può abbandonare così com’è: oltretutto di recente si è anche scoperta una serie di furti all’interno, con asporto di materiali elettrici, termosifoni e quant’altro. Bisognerà ragionarci rapidamente: credo che una parte dei fabbricati possa anche essere recuperata, ad uso area artigianale. Ma il teatro vero e proprio, con i suoi 700 posti, difficilmente lo si potrà adibire ad altro uso. Sicuramente, questo mi sento di garantirlo ai tortonesi, la questione Delle Piane nel corso del quinquennio, se toccherà a noi guidare la città, sarà risolta.

Un’altra criticità, almeno per chi arriva a Tortona in auto da non residente, sono iParcheggio blu parcheggi…
In realtà si va a ‘macchia di leopardo’, e i disagi ci sono soprattutto in centro, dove c’è in effetti una sproporzione tra strisce bianche e strisce blu. E con una scarsa valorizzazione, per tanti motivi, del parcheggio sotterraneo che c’è nella piazza dietro la sede del comune, la ex Caserma Passalacqua. Mentre mi pare che i pendolari, con gli ampi parcheggi disponibili appunto oltre la stazione, con sottopasso che porta direttamente ai binari, abbiano comunque a disposizione una buona soluzione.

A proposito, dottor Bardone: Tortona ha un numero di pendolari esorbitante. E’ illusione pensare che si possa dare maggior impulso ad un’economia del territorio, ed evitare a molti giovani di ‘espatriare’?
Non lo dica a me, che ho due figli diciottenni, che naturalmente dovranno seguire le loro inclinazioni personali. Ma a me farebbe piacere eccome se loro, come gli altri ragazzi e ragazze della loro età, potessero vivere e lavorare nel tortonese, che è un territorio splendido. Da questo punto di vista il Comune credo debba tornare a giocare un ruolo da protagonista (che oggi ha assolutamente perso) nel coordinamento delle tante potenzialità, economiche e culturali, della nostra zona: da Castelnuovo Scrivia alle Valli Curone e Grue, per intenderci. E’ mai possibile, per fare un esempio, che si svolgano manifestazioni enogastronomiche affini, nella stessa giornata e in concorrenza, a pochi chilometri di distanza? Eppure oggi succede, e anche spesso.

Un tema spinoso dottor Bardone: le alleanze. Il Pd può vincere le comunali a Tortona da solo?
Le alleanze sono un tema assolutamente centrale, a cui dedicarci da subito, insieme alla nostra segreteria cittadina. No, non ha senso che il Pd corra da solo: anzi dobbiamo dialogare sia a sinistra sia al centro, misurandoci sui programmi, da costruire ascoltando le esigenze dei tortonesi. Ma quando parlo di alleanze non penso solo ai partiti: mi riferisco alla città, al vivace mondo dell’associazionismo e del volontariato. Alle tante anime di Tortona, insomma, che credono in una città migliore. A cui diciamo e diremo: aiutaci ad aiutarti.

Bardone 2Un ultimo flash personale, soprattutto per i lettori non tortonesi che non la conoscono: chi è Gianluca Bardone, al di fuori della politica?
Ho 47 anni, e sono ispettore del lavoro: mi occupo in particolare delle problematiche legate alla sicurezza sui luoghi di lavoro. Sono sposato, e ho due figli gemelli, diciottenni. E una grande passione che ho coltivato fino a pochi mesi, e per la quale tanti tortonesi mi conoscono: ho allenato per vent’anni le squadre giovanili di calcio del nostro territorio: negli ultimi 10 anni il Derthona, in particolare. Quindi sono un po’ come il maestro dei paesi di una volta: mi conoscono tutti.

Ettore Grassano