
Inviata ai 187 Sindaci del territorio la proposta di delibera contro inganno sull’origine dei prodotti.
L’iniziativa è stata presentata dai vertici Coldiretti al Presidente della Provincia Luigi Benzi
Parte dal territorio la nuova iniziativa di Coldiretti Alessandria per fare chiarezza sull’origine dei prodotti agricoli e alimentari e contrastare le distorsioni generate dall’attuale normativa europea sul codice doganale.
Coldiretti Alessandria ha avviato, infatti, una fase di condivisione con i Comuni proponendo delle delibere che chiedono una revisione della disciplina sull’ “origine doganale” dei prodotti agroalimentari, oggi basata sul criterio dell’ultima trasformazione.
“Abbiamo scritto e chiesto a tutti i 187 sindaci della provincia alessandrina di approvare una delibera comunale contro gli inganni sull’origine dei prodotti agricoli. Un pomodoro cinese trasformato in Italia non può diventare automaticamente made in Italy: le materie prime restano straniere. La qualità è diversa. Prodotti stranieri, spesso extra Ue, di bassa qualità vengono italianizzati grazie a lavorazioni anche minime permesse dalla regola dell’ultima trasformazione sostanziale, per essere esportati all’estero come Made in Italy e, chi ci rimette, sono gli agricoltori e i consumatori”, ha affermato il Presidente Coldiretti Alessandria Mauro Bianco.
Coldiretti chiede una cosa semplice: modificare il Codice doganale europeo in modo che l’origine del cibo sia determinata dalla provenienza delle materie prime, non dall’ultima lavorazione. Trasparenza totale. Regole uguali per tutti. Reciprocità.
L’iniziativa è stata presentata dai vertici Coldiretti Alessandria al Presidente della Provincia, Luigi Benzi, in un incontro organizzato a Palazzo Ghilini durante il quale sono stati toccati anche altri temi di scottante attualità agricola: dal Mercosur ai pannelli solari su terreni fertili, dai prezzi al ribasso allo stato di crisi che stanno attraversando alcune colture, nocciole in primis.
“La battaglia sull’origine del cibo rappresenta uno dei pilastri dell’azione di Coldiretti, dal contrasto ai traffici ai valichi e ai porti alla raccolta firme tra i cittadini, fino a questa nuova fase che punta a rafforzare il peso politico dell’iniziativa attraverso il sostegno formale delle istituzioni locali – ha aggiunto il Direttore Coldiretti Alessandria Roberto Bianco -. Ci siamo messi a disposizione delle Amministrazioni Comunali del territorio per supportarli nella discussione e nell’adozione dei relativi atti, certi che verrà compresa l’importanza dell’iniziativa. L’azione è mirata a ottenere l’impegno di sindaci e presidenti di Regione ad attivarsi nelle sedi istituzionali competenti, a partire da ANCI e dalla Conferenza Stato-Regioni, fino al coinvolgimento dei parlamentari europei, affinché l’Europa modifichi una disciplina ritenuta inadeguata per il settore agroalimentare”.
Un meccanismo che produce effetti ambigui e fuorvianti per i consumatori e penalizza le produzioni agricole nazionali. L’attuale regolamento europeo consente infatti di attribuire l’origine di un prodotto all’ultimo Paese in cui avviene l’ultima lavorazione, anche quando è stato prodotto all’estero. Esempi emblematici sono la pasta, spesso realizzata con grano estero, o il doppio o triplo concentrato di pomodoro, importati a basso costo e successivamente confezionati in Italia con il solo obiettivo di ottenere un’etichettatura “made in Italy”.
Da qui la richiesta di escludere i prodotti agricoli e alimentari dall’ambito di applicazione del codice doganale e di adottare come unico criterio di individuazione dell’origine l’indicazione del luogo di provenienza, così come previsto dalla normativa sull’informazione ai consumatori. Questo con l’obiettivo di garantire trasparenza, tutelare la salute dei consumatori ed il valore del cibo italiano.


