
Non si ferma la battaglia, a questo punto legale oltre che politica, in merito alla gestione del sistema idrico integrato.
La Società Gestione Acqua S.p.A., con riferimento al provvedimento deliberativo assunto dall’Ente di Governo dell’Ambito Territoriale Ottimale n. 6 (Egato6) in data 26 giugno 2025, comunica la propria ferma e irrevocabile decisione di impugnare tale atto nelle competenti sedi giurisdizionali.
La delibera presenta profili di manifesta illegittimità
Il suddetto provvedimento, con il quale si dispone l’estromissione di Gestione Acqua S.p.A. dalla concessione del servizio idrico integrato e la sua contestuale anomala ricollocazione nel ruolo subordinato di “Gestore salvaguardato” – figura peraltro non definita né sotto il profilo normativo né operativo – presenta profili di manifesta illegittimità e introduce gravi elementi di incertezza e criticità nella gestione di un servizio pubblico essenziale.
La delibera evidenzia una palese contraddittorietà dell’azione amministrativa di Egato6
La Società intende evidenziare, in primo luogo, la palese e insanabile contraddittorietà che caratterizza l’azione amministrativa di Egato6, volta a realizzare una palese e pretestuosa estromissione di Gestione Acque dalla gestione.
L’Ente, infatti, mentre da un lato resiste in giudizio dinanzi al Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, per difendere la legittimità dell’affidamento in essere a tutti i gestori fino al 2034 e quindi anche per la stessa Gestione Acqua S.p.A.; dall’altro lato, adotta provvedimenti di segno diametralmente opposto, volti a prefigurare un nuovo e differente assetto gestionale basando le proprie decisioni su incontri con referenti di M.I.T ed ARERA, i cui esiti non risultano da documentazione scritta.
Tale comportamento viola i principi di coerenza, trasparenza e buona fede che devono presiedere all’azione della Pubblica Amministrazione, generando una situazione di paralisi e confusione giuridica.
Il nuovo affidatario risulta il meno affidabile dei gestori presenti
In secondo luogo, desta la massima preoccupazione la scelta di individuare quale nuovo affidatario la società Amag Reti Idriche S.p.A. (futura Società Gestione Riunita Idrico S.p.a.) che sinora si è dimostrata non affidabile, non avendo realizzato gli impegni previsti dal Piano infrastrutturale, a differenza di Gestione Acqua S.p.A., come da evidenze formali elaborate dalla stessa Direzione di EGATO6.
L’affidamento temporaneo ad Amag, inoltre, avviene su un operatore che, allo stato attuale e come già rilevato nella nota tecnica a suo tempo predisposta del Direttore di EGATO, versa in una condizione di comprovata precarietà gestionale e finanziaria già evidenziata nei propri bilanci.
Gestione Acqua ha operato diligentemente e si vedrà costretta a rivalersi nei confronti di Egato
Gestione Acqua ha operato diligentemente sulla base di un affidamento legittimato dallo stesso Egato e posto alla base degli ingenti finanziamenti richiesti al sistema bancario, erogati su autonome valutazioni in merito alla legittimità dell’affidamento del servizio idrico integrato sino al 31 dicembre 2034, coerentemente alle deliberazioni Egato6 n. 37/2018 e n. 21/2019.
Le recenti e contradditorie deliberazioni di Egato, pertanto, espongono la società a potenziali danni di natura patrimoniale, con conseguenti forti implicazioni di natura anche sociale. Gestione Acqua, di conseguenza, non potrà che rivalersi nei confronti di Egato stesso.
La delibera n. 17/2025 prevede un nuovo affidatario del servizio, prendendo atto delle indicazioni in materia di affidamento di M.I.T. ed ARERA, che per giurisprudenza consolidata non hanno tale potere.
Questo atteggiamento dell’Ente Egato mina la credibilità del sistema locale delle imprese efficienti e comporta la distruzione del valore creato da società virtuose come Gestione Acqua che si ritrovano estromesse senza ragioni oggettive dal ruolo di gestore cui hanno adempiuto con correttezza e lealtà.
La delibera fallisce l’obiettivo del superamento della frammentazione gestionale
Si rileva, inoltre, come la delibera assunta da Egato6 fallisca clamorosamente l’obiettivo, dichiarato e normativamente imposto, del superamento della frammentazione gestionale. Lungi dal risolvere la tematica del Gestore Unico d’Ambito, il provvedimento ne perpetua la parcellizzazione, creando un assetto ancora più complesso e disorganico che vede la coesistenza di un affidatario formalmente designato ma operativamente incerto, e uno o più “gestori salvaguardati” privi di un chiaro mandato.
Per tutte le su esposte ragioni, Gestione Acqua S.p.A., forte della legittimità del proprio titolo e della correttezza del proprio operato, continuerà ad esperire ogni azione a tutela dei propri diritti e interessi legittimi, a salvaguardia della stabilità e della funzionalità di un servizio fondamentale per i cittadini e il territorio e a tutela delle maestranze degli enti territoriali di riferimento e del tessuto economico costituente l’indotto della società.


