di Graziella Zaccone Languzzi
1) Un bel 2 ai parlamentari italiani in Europa che hanno espresso un voto che danneggia L’Italia. La notizia: “Molinari (Lega): “Pd e M5s distruggono l’automotive: polverizzati 70 mila posti di lavoro in Italia”. Già il titolo dice tutto, e bene ha fatto Riccardo Molinari a denunciare tale situazione perché si sappia che perderemo migliaia di posti di lavoro in tutto il Piemonte a favore della Cina in nome di una falsa sostenibilità visto che la Cina inquina più di Usa, India, Russia e Giappone messe insieme. Si tratta di 70 mila posti di lavoro in Italia e centinaia di aziende italiane della filiera automotive. Lo stop alle auto a benzina e diesel che l’Europa ha imposto dal 2035 è una misura che distrugge deliberatamente la produzione in Italia e il lavoro di migliaia di persone. Chi ha votato a favore di questo scempio vuole smontare il nostro sistema pezzo per pezzo, e rappresenta un serio pericolo per il nostro Paese: “Filocinesi e anti-italiani. È bufera sui dem per il voto in Ue”. I rapporti tra Enrico Letta e la Cina destano più di qualche dubbio. Il segretario Dem dovrebbe pensare all’economia, alle eccellenze italiane a interi territori cresciuti economicamente grazie all’industria dell’automobile, quindi ai lavoratori, alle famiglie italiane, e non nascondersi dietro la foglia di fico dell’ambiente. La domanda è: noi italiani quando veniamo chiamati al voto europeo siamo consapevoli di chi mandiamo a rappresentarci? Leggete ciò che scrive Marco Zacchera ne “Il Punto n.866 del 10/06/2022”, su tale voto espresso in UE sul blocco di produzione nel settore automobilistico: “Sono sempre più disgustato dalla politica europea. Siamo un continente amministrato e diretto da una minoranza politica “presunta green” ma in realtà “demagogico-sessual-progressista” che fa quello che vuole. E’ solo una “cupola” che decide la politica estera, le scelte finanziarie, i regolamenti, la politica monetaria o quella dell’immigrazione. Poche persone, espressione di una ristretta elite, che non risponde a nessuno, nessuna trasparenza contabile. Perché l’Italia deve essere rappresentata soltanto da uno come Gentiloni (presidente del PD) indicato da un partito minoritario, da un governo che non c’è più e che comunque era allora presieduto da un leader Conte che neppure si era presentato alle elezioni e oltretutto sostenuto da una maggioranza opposta a quella uscita dalle urne? Gentiloni, come la sua predecessora Mogherini (sempre del PD) lo ha forse votato il nostro Parlamento? Assolutamente no, così come non sono stati i cittadini europei a votare Ursula Von der Leyen, Charles Michel e tutto il resto della combriccola. Quando poi qualcuno dissente (vedi Ungheria) allora è messo al bando e coperto di insulti. No, questa non è più la “mia” Europa” . Ho voluto trascrivere in toto il pensiero di Zacchera sulla UE, gli italiani hanno sempre meno fiducia in questo carrozzone con giusta consapevolezza, e dopo la pandemia e a guerra in atto a fine maggio già ci ha bacchettato sui conti… Draghi in Europa non conta più?
Voto: 2
2) Caro Carburanti e i problemi nelle autostrade: due politici del nostro territorio di area opposta lamentano tale situazione, che interessa milioni di italiani.
Cominciamo dal caro carburanti, la notizia: “Fornaro su rincaro carburanti: Indispensabile tornare a prezzo amministrato”. Federico Fornaro è il capogruppo di Liberi e Uguali alla Camera, e in una nota spiega: “nonostante l’intervento sulle accise, non si può continuare ad assistere inerti al nuovo, progressivo aumento dei prezzi di benzina e diesel. Il carattere straordinario della situazione impone un intervento altrettanto forte. È indispensabile ritornare, fino al 31 dicembre, al prezzo amministrato con un controllo centralizzato, ponendo così fine a fenomeni di aumenti ingiustificati. È tempo che il Governo dia un segnale forte a favore dei consumatori e di contrasto agli speculatori” . Io e tutti coloro che vivono in questa città, provincia, regione, tutta l’Italia compresa sappiamo di essere vittime di questa situazione che ci sta rovinando e siamo d’accordo con lui, politico di area governativa di stanza a Roma alcuni giorni la settimana, a cui chiedo di trovare il modo di vedere Draghi e presentare l’istanza per “dare un segnale forte a favore dei consumatori e di contrasto agli speculatori”? Se io fossi nella sua posizione lo avrei già fatto e poi ai nostri giornali locali avrei comunicato: “ Sono riuscito a convincere Draghi a riportare il prezzo dei carburanti al 31 dicembre 2021, con la rassicurazione del controllo che pone fine a fenomeni di aumenti ingiustificati.” Al contrario, se Draghi rispondesse “picche”, farei comunicato con scritto: “ Ci ho provato ma Draghi mi ha mandato a quel paese insieme a tutti gli italiani”. Fino a che è solo un comunicato diretto a questa periferia del Piemonte, a Draghi e Governo manco gli passa per la “capa” di fare qualcosa di possibile e concreto per l’Italia. Passiamo alle Autostrade: “Rabbia del sindaco Riboldi per i problemi in autostrada: Dobbiamo fare la rivoluzione?” Federico Riboldi (Fratelli D’Italia) è il Sindaco di Casale Monferrato, il suo è un durissimo attacco nei confronti di Autostrade per i disagi che lui stesso ha patito nei giorni scorsi rientrando in città. La lamentela è relativa alla recente chiusura del casello di Alessandria Ovest, non comunicato sulla A26 per chi proviene dalla direzione opposta a Occimiano. Nel suo duro attacco condivisibile si legge: “Dobbiamo fare la rivoluzione per trovare un governo capace di usare il pugno di ferro con chi gestisce in modo così delinquenziale le autostrade?” Il partito di Riboldi non fa parte del Governo, ma gli eletti a Roma potrebbero fare una interpellanza in merito alla gestione Autostrade. Federico Riboldi ha ragione, a questo paese manca un vero Governo che funzioni, manca una classe politica più interessata a svolgere il suo compito, mancano dirigenti ministeriali più attivi, questo paese a livello governativo è un colabrodo in ogni settore, noi italiani manteniamo la peggior “industria improduttiva” nazionale … i carrozzoni pubblici del potere.
Voto: 2
3) L’ultima novità che arriva da un componente di questo Governo “bislacco”: “Elezioni, D’Incà propone il voto postale per combattere l’astensionismo”. Secondo il ministro il metodo all’americano consentirebbe di esprimere la propria preferenza nei giorni precedenti l’election day, in qualunque parte d’Italia, in uffici postali o comunali e sarebbe particolarmente utile per i fuorisede. A Federico D’Incà ( Movimento 5 Stelle) direi due paroline. La prima: l’Italia non è l’America e il voto per corrispondenza ha creato parecchie discussioni pure là durante le elezioni con la vittoria di Joe Biden contro Donald Trump. Risultato finale con un enorme punto interrogativo. In Italia già ci sono dubbi nonostante noi abbiamo una seppur antica forma regolare controllata e sicura, con il voto “per posta” gli inciuci fioccherebbero, ci sarebbero elezioni meno accurate e più fraudolente, ne sono sicura. Siamo in Italia non scordiamolo mai! Come dovrebbe funzionare? Al posto della tessera elettorale, un documento digitale che funzioni come il green pass, e seggi diffusi negli uffici postali per votare anche in anticipo e in un comune diverso da quello di residenza. Sono due delle proposte per contrastare l’astensionismo elettorale. La novità è stata elaborata da una commissione istituita a dicembre dal ministro per i Rapporti con il Parlamento, Federico D’Incà, per trovare soluzioni al calo dell’affluenza alle urne. La seconda parolina da parte mia, diretta al ministro stellato D’Incà: perché le persone non vanno a votare? SFIDUCIA caro ministro, SFIDUCIA. Il crescente distacco tra noi cittadini e voi istituzioni che si registra non è imputabile solo a qualunquismo, disinteresse o protesta, più o meno consapevole nei confronti di una classe politica inadeguata e in molti casi corrotta. E’ indice di qualcosa di più grave: una radicale perdita di fiducia che oggi interessa non solo i più poveri e i più svantaggiati ma anche la classe media. La politica, i governi devono farsi un esame di coscienza, capire che non può tirare troppo la corda, dopo l’astensionismo la società quella più schiacciata dalle “troiate” quotidiane in cui viene afflitta, può esplodere pericolosamente e gli esiti sono difficili da prevedere sulla rabbia degli esclusi e degli impoveriti. Come sempre a Roma ogni giorno qualcuno “batte i coperchi” cercando soluzioni quando la soluzione è ovvia: riconquistarsi la FIDUCIA! Dodici mesi sono ancora troppi in attesa di andare al voto.
Voto: 2


