Confcommercio: “Ecco le aspettative dei consumatori per la Fase 2”

Fipe Business School: arriva ad Alessandria il corso per ristoratori di successo CorriereAl 2Si sta avvicinando la Fase Due, quella della riapertura di alcune attività commerciali e produttive e, in attesa delle informazioni certe sui protocolli di sicurezza che saranno richiesti per contenere e prevenire il contagio, la Confcommercio di Alessandria ha condotto un sondaggio on line sulle aspettative e sui comportamenti di acquisto dei consumatori sia in relazione a come si preferirebbe effettuare gli acquisti sia in relazione a quali strumenti ci si aspetta di trovare per garantire la sicurezza dei clienti.

Il 60% degli intervistati sta trascorrendo il periodo dell’emergenza nel capoluogo, il restante 40% suddiviso nel restante territorio provinciale.

 

Gli acquisti adesso

Il primo dato è una fotografia degli acquisti nella situazione attuale con una sostanziale distinzione tra i prodotti alimentari e i prodotti non alimentari.

Per gli alimentari, il 68,33% delle persone ha dichiarato di recarsi direttamente presso i negozi aperti, il 19,75 effettua l’ordine a distanza (tramite e-mail, telefono, internet) chiedendo la consegna a domicilio, l’8,15 % chiede ad altre persone di effettuare i propri acquisti, il 3,45 % utilizza l’e-commerce di negozi di vicinato e solo lo 0,31 % utilizza le grandi piattaforme online.

La situazione cambia decisamente per i prodotti non alimentari: il 44,78% si reca direttamente presso i negozi aperti, il 31,34% utilizza l’e-commerce di grandi piattaforme come Amazon ed ebay, il 16,71% effettua l’ordine a distanza chiedendo la consegna a domicilio, il 4,48% utilizza l’e-commerce sui negozi di vicinato ed il 2,69% chiede ad altri di effettuare i propri acquisti.

I prodotti non alimentari più acquistati in questa fase di emergenza sono gli articoli per l’igiene della casa e della persona per il 38,95%, farmaci per il 32,16%, libri per il 6,53%, abbigliamento e calzature per il 5,78% e cartoleria per il 5,53%. Il restante 11,04% raccoglie tutte le altre tipologie di acquisti non alimentari.

 

La previsione degli acquisti nella Fase Due

Il primo dato significativo rispetto alle intenzioni di acquisto per la Fase Due è che il 63,1% degli intervistati intende recarsi direttamente presso i negozi aperti, il 15,2% intende effettuare l’ordine a distanza (tramite e-mail, telefono, internet) chiedendo la consegna a domicilio, il 12,5 % intende effettuare gli acquisti tramite e-commerce sulle grandi piattaforme come Amazon ed ebay, il 7,8% intende utilizzare l’e-commerce delle attività di vicinato. Solo lo 0,5% degli intervistati chiederà ad altre persone di effettuare gli acquisti per sé, mentre lo 0,9% immagina altre modalità per effettuare gli acquisti.

Per il campione che ha dichiarato di voler effettuare gli acquisti nei negozi aperti, il 36,1% ha dichiarato di voler andare liberamente come prima del Covid-19, negli orari di apertura del negozio,  il  25,79% intende effettuare un pre-ordine telefonico o via e-mail recandosi in negozio per il ritiro, il 25,5 % vorrebbe accedere per appuntamento, in modo da ridurre il numero di persone che si incontreranno, il 7,74 % intende utilizzare l’e-commerce dei negozi e ristoranti di vicinato e recarsi in loco per il ritiro ed il 4,87% immagina altre soluzioni.

 

Gli orari di acquisto, preferenze per la Fase Due

Sempre prendendo in considerazione il campione di chi intende recarsi presso le attività commerciali, sono state analizzate diverse fasce orarie, distinguendo tra negozi e pubblici esercizi, che hanno abitualmente orari di accesso differenti.

Per i negozi, ecco le fasce orarie con le percentuali di preferenza dei consumatori: la fascia pomeridiana delle 15.30-19.30 è stata scelta dal 23,92% del campione, la pausa pranzo 12.30-15.30 dal 22,9%, la mattina 9.30-12.30 dal 17,81%, la fascia 19.30-21 dal 15,78% e la prima mattina 7-9.30 dal 10,94%. L’ultima opzione di preferenza riguarda l’8,65% di coloro che hanno risposto che vorrebbe recarsi nei negozi “liberamente in tutte le fasce orarie di apertura come prima dell’emergenza”.

Per i bar e ristoranti la preferenza è per la fascia dell’aperitivo e apericena 19.30-21 che ha registrato un 31,51%, immediatamente seguita dall’orario per le colazioni 6-9.30 scelto dal 19,27% del campione, poi dalla fascia della cena 21-24 con il 13,8%, la mattina 9.30-12.30 con il 13,54% delle preferenze, la pausa pranzo 12.30-15.30 sempre con il 13,54% delle preferenza e la fascia pomeridiana 15.30-19.30 con l’8,54 % delle preferenze.

 

I dispositivi di sicurezza

Andando ad indagare quali misure per tutelare la sicurezza i clienti si aspettano di trovare, il 33,39% ha dichiarato di aspettarsi l’utilizzo di mascherine e guanti monouso da parte del personale di vendita, il 21,8 % di aspettarsi gli ingressi contingentati in negozio, il 16,69 % la presenza di dispenser con gel igienizzanti, il 12,33% l’utilizzo di apparecchiature per l’igienizzazione della merce, il 7,52% i rilevatori di temperatura all’ingresso dei negozi, il 7,07% l’installazione all’interno del negozio di separatori in plexiglass e l’1,2% immagina altre soluzioni.

 

La sfida del commercio di vicinato

Le informazioni della rilevazione ci permettono di effettuare valutazioni interessanti ed importanti per l’analisi della situazione dell’ultimo mese e per la programmazione delle attività per l’immediato futuro. – dichiarano il presidente ed il direttore provinciale di Confcommercio Alessandria Vittorio Ferrari e Alice PedrazziUna parte significativa del campione ha effettuato acquisti con consegne a domicilio (tra il 20 ed il 17% circa) sia per prodotti alimentari che per prodotti non alimentari. Questa è una modalità di vendita che prima dell’emergenza non veniva effettuata e ci rivela come il commercio di vicinato sia stato in grado di rispondere, pur in condizioni mai vissute prima, ai bisogni dei consumatori. Si tratta di un grande merito e riconoscimento ai nostri negozi, bar e ristoranti, che hanno sempre, nei momenti difficili, lo stimolo e la capacità di rimboccarsi le maniche e reagire alle avversità, interpretando quel ruolo di servizio alla comunità che non vogliamo e non dobbiamo dimenticare”.

 

Fase Due

“Il dato più significativo e decisamente positivo per il nostro comparto è relativo alle modalità di acquisto per la fase due con più del 63 % delle persone che intende recarsi direttamente nei negozi aperti.aggiungono Vittorio Ferrari e Alice PedrazziLe significative percentuali di preferenza per l’organizzazione di appuntamenti e per gli ordini telefonici o via mail (complessivamente oltre il 50%) ci fa comprendere come sarà necessario un ripensamento nel  riorganizzare la propria attività: probabilmente sarà necessario, per alcune categorie, prevedere almeno una parte della propria fascia oraria di apertura tramite appuntamento e svolgere, parallelamente alla vendita istantanea in negozio, la vendita a distanza, con consegna a domicilio o ritiro a cura del cliente accordandosi sugli orari. Per questa esigenza la nostra Associazione ha sviluppato uno strumento completamente gratuito: il portale www.alxte.com con le attività che effettuano consegne a domicilio, che permette di gestire una agenda per le prenotazioni degli appuntamenti personalizzate ed utilizzabile direttamente dal commerciante e dal cliente”.

 

Gli orari

“In tema di orari sarà necessario effettuare una riflessione coordinata e condivisa anche tra categorie, zone e quartieri. – aggiungono Ferrari e Pedrazzi –  Sarà probabilmente necessario orientarsi verso aperture prolungate o in orari differenti da quelli abituali. Per i negozi l’apertura in pausa pranzo è stata scelta dal 22,9% delle persone: un dato significativo, che può orientare per alcune categorie all’introduzione del continuato, così come la preferenza per l’accesso ai bar e ai ristoranti in orario da aperitivo e da colazione, quasi ad indicarci a cosa non si vuole rinunciare non appena ci sarà la possibilità di uscire”.

 

I dispositivi di sicurezza

“Relativamente ai dispositivi di sicurezza, la maggioranza si aspetta di trovare gli addetti alle vendite con guanti e mascherine monouso, ingressi contingentati e i dispenser di gel igienizzante: su questo importante e delicato fronte le aspettative dei consumatori devono essere incrociate con le linee guida ufficiali che chiediamo e attendiamo affinché i nostri imprenditori possano organizzarsi per tempo – concludono il Presidente Ferrari ed il Direttore Pedrazzi In Associazione abbiamo organizzato videoconsulenze personalizzate con i nostri esperti di sicurezza nei luoghi di lavoro per orientare le imprese verso decisioni coerenti con la normativa attualmente disponibile, anche sconsigliando costosi investimenti finché non sono ancora definiti i protocolli richiesti”.