Cari candidati sindaco alessandrini, i vostri programmi dove sono? [Le pagelle di GZL]

Condividi

Scomparso a 90 anni l'avvocato alessandrino Bruno Fracchia, a lungo parlamentare del Pci CorriereAldi Graziella Zaccone Languzzi

 
1) Elezioni amministrative 2017, ad Alessandria otto candidati sindaco: ma i programmi? A “babbo morto”. Traduzione: “elettori votatemi, se poi sarò eletto si vedrà quel che si potrà fare”. Queste riflessioni provengono da una delle tante chiacchierate fatte sulla politica locale con il Prof. Garavelli, alessandrino di Valmadonna, Direttore della Struttura Complessa di Malattie Infettive dell’Azienda Ospedaliero Universitaria “Maggiore della Carità” di Novara e insegnante presso la locale Facoltà di Medicina. Il Prof. Garavelli da tempo si lamenta perchè alla stessa e specifica domanda che pone puntualmente ai candidati alessandrini nei commenti su Corrieral o su Facebook “cosa vorreste fare, con quali risorse e come pensate di trovarle” i candidati sindaco non rispondono. Nel porci tale domanda, abbiamo supposto che, escludendo l’uscente Rita Rossa che ha in mano i conti reali, nessuno dei restanti sette candidati potrebbe conoscere nel dettaglio la reale situazione economica del Comune che troverà se vincerà, e quindi i loro programmi sono impostati con un punto interrogativo. Consapevoli del resto della pessima condizione in cui ‘versa’ la città, e che mi pare sia evidente a tutti, nonostante i ‘rattoppi’ da campagna elettorale. Alle condizioni odierne e ispirati dallo slogan alla Gino Bartali in questa città “l’è tutto sbagliato… l’è tutto da rifare”, i candidati stanno sul generico e di programmi ben costruiti come chiede Garavelli non c’è traccia. Eppure il professore ha ragione quando dice: “mi pare assolutamente dignitoso che vengano poste in ordine di priorità le cose da fare, con quali costi, come si intenda finanziarle e se anche con risorse di privati come si voglia attrarre questi capitali, tutto questo solo per chiarezza”. Quindi caro prof. Garavelli non ci resta che attendere, con fiducia o con rassegnazione.
Voto: 4

 
2) Al Governo e ai parlamentari eletti sul nostro territorio provinciale. Su Provincia di Alessandria, firmata la convenzione con l’Università di Genova per ospitare studenti in tirocinio formativo CorriereAlun giornale online leggo questa notizia: “Provincia, “buco” in bilancio di 4 milioni – Un buco da 4 milioni di euro per il bilancio consuntivo 2016 approvato dal consiglio provinciale, riunito a palazzo Ghilini. Nonostante la buona gestione dell’ente, (dice il presidente) i tagli progressivi del governo centrale rischiano di non consentire per il 2017 la manutenzione delle strade e delle scuole”. Ripeto: “i tagli progressivi del governo centrale” e a seguire vengo al punto. I “paciughi” del malgoverno Renzi, che ha spogliato l’ente Provincia di risorse mettendolo in un limbo (e ad oggi il governo fotocopia di Gentiloni non si preoccupa certo di riparare al danno), si evince che lo Stato per la nostra Provincia non “scuce” un centesimo, ma tanti sono gli euro che destina per accogliere masse di “risorse”, mantenendo e permettendo a quanto pare un business di alto livello, come da denuncia del Procuratore Zuccaro. Se questo fosse vero (ma non avrei molti dubbi), allora direi che con le ONG siamo andati oltre all’eccesso, e abbiamo superato la vicenda “terra di mezzo” di Carminati&Buzzi. Mentre noi italiani grazie ai “poteri romani che ci governano” ci sobbarchiamo il costo dell’accoglienza (è previsto per il 2017 un costo di 4,2 miliardi di euro, destinato a salire e a carico tutto italiano), è dei giorni scorsi la notizia di altri progetti di accoglienza, su scala alessandrina, promossi dalla Prefettura. Lo scopo a loro intendere è la crescita di qualità per questi signori, considerati dalle nostre istituzioni “risorse essenziali”. Vale a dire che senza queste ‘risorse’ noi saremmo spacciati: ma chi vogliono prendere in giro per giustificare incapacità o interessi incomprensibili? I parlamentari eletti in questa provincia, oltre ad occuparsi di beghe di partito, perché non provano ad occuparsi anche degli interessi dei cittadini alessandrini, e degli sprechi dell’accoglienza all’italiana?
Voto: 2

 

Cari candidati sindaco alessandrini, i vostri programmi dove sono? [Le pagelle di GZL] CorriereAl3) Domani, martedì 9 maggio, si celebrerà la “Festa dell’Europa”. L’argomento Europa ci riguarda tutti. Per noi cittadini italiani spesso il ‘saldo’ è negativo, ma mica per tutti. Pensate a come stanno bene quei (pochi, ma potenti) italiani che in Europa rivestono ruoli politici, o operano in lobby economico-finanziarie, o che comunque
grazie a parentele e conoscenze hanno trovato a Strasburgo o a Bruxelles un lavoro sicuro, senza essere obbligati a “giocare a calcetto”, come consigliato dal ministro Poletti. Questa pagella è la reazione provocata dalla visione della campagna di comunicazione che dal 28 aprile passa sui vari canali TV. Il suo contenuto offende la pur modesta nostra intelligenza, raccontandoci di un roseo futuro che non esiste. La campagna è promossa dal Dipartimento per le Politiche Europee per sensibilizzare la cittadinanza sui valori dell’appartenenza all’Unione Europea, e accompagnare il dibattito in corso per tutto il 2017 sul futuro del progetto europeo. Lo spot riporta le testimonianze di otto persone, diverse per età, sesso ed occupazione. Un’anziana signora, che ha vissuto l’esperienza della guerra sorride all’Europa unita, pacifica e solidale. Un carabiniere, che rappresenta la sicurezza e l’azione comune che i paesi europei stanno realizzando a difesa dei diritti e della libertà di ogni cittadino. Una studentessa universitaria, che testimonia le possibilità di studio all’estero offerte in Europa. Un operaio, che apprezza l’opportunità di un lavoro più stabile grazie ai cantieri europei. Un imprenditore, che rappresenta i benefici che le aziende possono trarre dai fondi comunitari per sostenere le proprie attività. Un impiegato, che presenta le opportunità offerte da un importante lavoro all’estero con una società italiana che opera anche oltre il confine nazionale. La madre di un bimbo, che guarda con ottimismo al futuro del suo piccolo poiché l’Europa unita è il futuro per le nuove generazioni. Il messaggio conclude con l’invito ad una responsabile partecipazione: “L’Europa è anche tua”. Ma la realtà è completamente diversa. Il tempo delle festose immagini tipo “Mulino Bianco” è finito, e questi signori non hanno ancora percepito che quella parte di italiani a cui l’Europa per mezzo dei “quaquaraquà” di casa nostra chiede solo sacrifici non sono più disposti ad essere presi in giro e insultati.
Voto: 2


Condividi