Ponte Meier e lavori pubblici, che succede? Le critiche dell’opposizione, il silenzio della maggioranza

Ponte Meier 1di Pier Carlo Lava

 

Come dice Crozza, “siamo il paese delle meraviglie”, e i numerosi fatti di cronaca che ogni giorno i media ci propongono lo confermano ampiamente. I temi sono molti ma in questo caso ci limitiamo ad un unico argomento: i lavori pubblici. Un fronte sempre molto caldo, dato che quando si tratta di lavori pubblici gli stessi vengono annunciati con solerzia, precisando una data di partenza che poi non viene quasi mai rispettata ed inoltre, soprattutto a livello nazionale, solitamente si registra anche una incredibile variazione in aumento dei costi. Rimanendo a livello locale, in queste ultime ore pare che per quanto riguarda il ponte Meier ci siano dei problemi: in un primo tempo i lavori dovevano finire come massimo (ma già con molto in ritardo) entro il 2015, poi l’ing. Marco Neri aveva precisato che se tutto fosse andato per il meglio sarebbero terminati entro marzo 2016, ora sono fermi da qualche mese.

Le notizie su modifiche e variazioni continuano: la prima a sparire fu la Ponte Meier 2piazza ipogea che avrebbe dovuto riavvicinare la città al Tanaro, ora i due “affacci”che avrebbero dovuto compensare la perdita della piazza e infine anche la passeggiata fra il palazzetto dello Sport e il ponte Meier pare che non siano più previsti.
C’è chi ipotizza che queste modifiche siano legate ad una riduzione dei fondi del P.I.S.U. (12 milioni di euro di finanziamento regionale a valere su fondi europei concesso nel 2010) a causa dei ritardi nei lavori, e in effetti occorre ricordare che sin dall’inizio c’era questo rischio.

Per cercare di fare chiarezza abbiamo provato ad interpellare esponenti politici di maggioranza e opposizione. Questi ultimi decisamente più solerti a rispondere, mentre nel centro sinistra si preferisce, per ora, attendere gli sviluppi in silenzio.

 

barosini_nuovaGiovanni Barosini
Consigliere comunale e Presidente della Commissione bilancio

In materia di lavori pubblici mi limito, succintamente, a commentare due tra le questioni più importanti per la Città: Il Ponte Meier ed il Piano Integrato Sviluppo Urbano (Pisu). Due temi accomunati quantomeno da alcune zone d’ombra, che in termini amministrativi possiamo tradurre in scarsa trasparenza e questo è un fatto grave.
Sul Ponte Meier, a parte qualche recente velleitaria operazione propagandistica, non sappiamo ancora – ufficialmente – quando potremo assistere all’ultimazione dei lavori.
E’ mio proposito presentare una specifica interpellanza urgente in cui si chiede all’Amministrazione la data precisa in cui l’opera finalmente verra consegnata alla Città; quali saranno contrattualmente le penalità pecuniarie bilaterali (dell’impresa costruttrice ed anche del Comune) qualora, per qualche motivo, la predetta data non venisse rispettata; a quanto ammonterebbero i mancati finanziamenti regionali e/o europei in caso di ritardi nella ultimazione dell’opera; quali saranno i precisi costi a carico della nostra Comunità per la manutenzione ordinaria dell’opera; la precisa definizione (anche qui in termini di ultimazione lavori e, soprattutto, se i relativi costi siano già previsti e compresi nel contratto dell’opera) della viabilità in entrata ed uscita dal Ponte stesso.
Sul Pisu, considerata la medesima carenza di informazioni, visto che ad oggi anche noi Consiglieri comunali incomprensibilmente non siamo in possesso di tutte le carte, non possiamo non sospettare anche che possa essere viziato per coprire le necessità del Ponte.
Anche quest’ultimo sarebbe un fatto gravissimo, perché la destinazione dei fondi del Pisu è chiaramente ed espressamente vincolata.
Se così fosse, il progetto riqualificazione post-alluvionale, scemerebbe in termini qualitativi e risulterebbe sterile per rilanciare Alessandria, ma aspettiamo le carte.
Altre opere urgono una accelerazione per restituire vita al tessuto socio economico, per esempio il Teatro, ma confermo la carenza di trasparenza oltreché una sorta di immobilismo politico-amministrativo.
Alessandria è al buio.

 

Piercarlo FabbioFabbio Piercarlo nuova
Consigliere comunale e Presidente del Gruppo PDL

Quando a scuola, nel lavoro, nella vita, non si è convinti di una cosa, la si finisce per stiracchiare. Ci è voluto poco per comprendere che il ponte Meier, il Pisu e il rifacimento di piazza Santa Maria di Castello non fossero opere sentite da questa amministrazione come proprie. È bastato guardare l’orologio, poi il calendario, infine il cielo in cerca di un segnale di speranza, per comprendere ciò che già sapevo.

E dire che il ponte Cittadella, con le tecnologie dell’epoca, fu iniziato nel 1889 e terminato solo due anni dopo.
Vero che oggi la necessità di un passaggio sul Tanaro è compensata dal Tiziano, dal Forlanini, dalla Tangenziale e dalle autostrade che in allora non c’erano, ma qualcosa che stride c’è, eccome.

E, paradossalmente il desiderio di coprire i gravi errori condotti nel passato dalla sinistra locale nell’osteggiare l’opera, non riescono ad essere superati dalla convinzione che ci vuole per terminarle in tempi ragionevoli. È due anni che la data di apertura del ponte viene continuamente spostata in avanti, senza che vi sia un’alzata di scudi da parte di alcuno. È così? Pazienza. Prima o poi sarà finito.

Peccato che interconnesso al ponte, almeno alla sua passerella, pur in non computazione di finanziamento specifico, avendo il Comune, già a disposizione, prima dell’inizio dell’opera dell’archistar americana, l’intera dotazione di risorse, vi sia il PISU, cioè lavori di riqualificazione che interessano borgo Rovereto e Borgo Cittadella e che rischiano di vedere compressi i complessivi 12 milioni di euro stanziati dall’Europa e dalla Regione per effetto dei ritardi operativi accumulati negli ultimi anni.

Infine piazza Santa Maria di Castello. Fondi stanziati dalla Giunta Calvo, progetto presentato dalla Giunta Fabbio che peraltro aveva dovuto demolire il cosiddetto ecomostro costruito con autorizzazioni degli amministratori precedenti, ed ora da ben quattro anni dormiente nei capienti cassetti di un Palazzo Rosso che si è trovato a dover affrontare queste importanti opere senza crederci, senza convinzione. Ma neppure credendo a qualcosa di alternativo da proporre ad Alessandria.

 

Sarti Roberto nuovaRoberto Sarti
Consigliere comunale Lega Nord

 
Premessa fondamentale che si tende sottilmente a far dimenticare: le risorse per la costruzione del ponte Meier sono parte integrante dei finanziamenti contenuti nel PISU (progetti integrati di sviluppo urbano) finanziati dall’Europa, gestiti dalla Regione Piemonte a giunta centro-destra,Presidente Cota, e posti in essere dalla precedente Amministrazione comunale di centrodestra Ricordo anche che l’attuale Sindaco di Alessandria e il centrosinistra in genere erano totalmente contrari al Meier, mentre oggi pare che sia diventato parte integrante del programma elettorale dell’attuale maggioranza.

Questo per dovere di cronaca ed onestà intellettuale. Detto questo, come sta accadendo ultimamente in questa città, si parte con progetti avveniristici, strombazzati a destre e manca, per poi essere modificati, rettificati, ridotti. Per quanto concerne il Meier, al di là dei trampolini di lancio nei suoi due punti di entrata ed uscita, Vi ricorderete che la prima a sparire fu la famosa piazza ipogea che avrebbe rappresentato la rampa di lancio per tutta la zona del Borgo Rovereto.
Adesso sono pure stati cancellati i due affacci che avrebbero dovuto supplire alla “sparizione” della piazza. Motivo di queste improvvise “sparizioni”? Risposta più che ovvia: mancano le risorse, i soldi. E dove sono finiti? Sarebbe utile saperlo, magari nella Commissione Consiliare competente o tramite un normale accesso agli atti.

Questo ultimo atto amministrativo parrebbe semplice, ma non nel nostro Comune dove da tempo attendiamo notizie precise sull’impiego delle risorse ed anche sui costi di manutenzione del ponte Meier ,di certo rilevanti, sullo stato di avanzamento lavori nei diversi cantieri.
Pare proprio che il palazzo di vetro sbandierato dall’attuale Amministrazione in campagna elettorale si sia trasformato in un bunker inaccessibile.

Altro che trasparenza! E stiamo parlando di circa 12 milioni di finanziamento regionale. Non mi voglio soffermare poi sullo stato di estremo degrado del parco Italia e del parco Lella Lombardi, situati ai due lati del Meier, ormai regno incontrastato di tossici, spacciatori e malintenzionati. In sintesi anche in questo caso, una importante occasione persa di riqualificare quella parte storica della città.

Segnale questo della totale mancanza di una linea di azione, di un percorso da seguire, in sintesi di un progetto di città. Non vorremmo che le mancanze che ho evidenziato si ripetano anche in occasione del rifacimento di Piazza Santa Maria di Castello, guarda caso anche questo un progetto della precedente Amministrazione. Staremo a vedere.

 

Domenico Di FilippoDi Filippo nuova
Consigliere comunale M5S

Che cosa succede al Ponte Meier e ai lavori del P.I.S.U. (Progetto Integrato Sviluppo Urbano.)
Quando alla fine di gennaio scorso un giornalista locale in una video intervista mi chiedeva cosa ne pensassi del ponte Meier e di tutta la serie di lavori legati al Pisu, non ebbi dubbi e mi fu facile rispondere a questa domanda perché abito in vista dalla costruzione del famosissimo ponte.

I lavori nell’area cantieristica di Piazza Tanaro sono fermi. Dopo la passeggiata a nostro avviso, inopportuna e pericolosa del 31/12/2016, fatta solamente per pubblicità gratuita, in barba alle regole sulla sicurezza derogando azioni che mai a un privato si concederebbero, i lavori si sono arrestati. Tantissimi dubbi e alcune certezze vengono alla mente, a una prima riflessione e dichiarazione alla video intervista, sulla mancanza di risorse. Voglio ricordare a tutti che il Ponte Meier doveva essere inaugurato in contemporanea con l’inaugurazione del l’Expo 2015 come letto e pubblicizzato sul sito del portale dello sviluppo dell’acciaio: L’inaugurazione dell’opera, grazie alla rapidità di assemblaggio tipica delle costruzioni di acciaio, potrà essere effettuata in contemporanea con l’inizio di EXPO 2015.
Rimandano continuamente la data dell’inaugurazione, ci si chiede cosa è capitato per arrivare ormai a più di un anno di ritardo per questo evento.

Sui lavori del P.I.S.U. a che punto siamo? Vorremmo sapere cosa sta succedendo sul serio da questa amministrazione:
1. Come mai i lavori sono in pratica fermi?
2. E’ vero che i soldi stanziati sono finiti?
3. E’ vero che alcuni lavori non sono stati terminati in tempo utile il che ha fatto scattare delle penali, se non la sospensione dell’assegnazione dei fondi per terminare l’opera?