Alessandria, M5S, il cervello che pulsa e l’orgoglio che manca [Centosessantacaratteri]

Sozzetti Enricodi Enrico Sozzetti
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Alessandria torna sugli scudi. Ancora una volta per un episodio di cronaca che verrà travolto da acidi e squilibrati commenti politici, da analisi superficiali, da linciaggi morali che lasceranno ancora una volta lo spazio al deserto. L’arresto di Angelo Malerba, capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio comunale, per avere rubato denaro all’interno di un armadietto di una palestra ha conquistato in poche ore tutte le prime pagine. La macchina tradizionale dell’informazione colpisce ancora. Mai una volta che accada per fatti che, al contrario, testimoniano come in questo Paese vi sia ancora una vita normale.

Siamo ad Alessandria, capoluogo provinciale sonnolento e triste, autoreferenziale e incapace di dare vita a un sistema forte e autorevole. Siamo ad Alessandria, città all’avanguardia in molti settori. Ai primi posti per ricerca universitaria, industria di qualità, specialità ospedaliere. La riflessione arriva dopo la lettura di un lungo articolo (dodici pagine) del settimanale ‘Internazionale’ che ha scelto di dedicare il pezzo di copertina al testo dello scrittore norvegese Karl Ove Knausgard, pubblicato sul New York Times Magazine.

Lo scrittore racconta il viaggio che ha fatto l’estate scorsa a Tirana per assistere a due operazioni del neurochirurgo britannico Henry Marsh. La particolarità? Gli interventi avvengono su pazienti svegli per asportare tumori al cervello con una precisione millimetrica e una efficacia di gran lunga superiore alla tecnica tradizionale. Knausgard ha voluto narrare della “terribile bellezza” di queste operazioni seguendo Marsh, nato a Oxford nel 1950, chirurgo specializzato in questo tipo di operazioni al cervello. Il racconto è affascinante. Rilancia le emozioni profonde e coinvolgenti dei medici, dei pazienti, di Tirana e di una Albania che lo scrittore scopre per la prima volta girando per la città, visitando i musei, osservando la gente. Cosa lega questo racconto ad Alessandria? Gli interventi al cervello con i pazienti svegli. Nel reparto di Neurochirurgia dell’azienda ospedaliera avvengono infatti da anni. Pietro Versari, scomparso qualche tempo fa, ha portatoBarbanera Andrea la tecnica ad Alessandria, ha eseguito numerosissimi, complessi e delicati interventi. E la tradizione e l’insegnamento di Versari proseguono grazie ad Andrea Barbanera (nella foto), oggi alla guida del reparto, che lo stesso Versari aveva voluto al suo fianco.

Ho avuto la possibilità di assistere a un intervento con il paziente sveglio. Ho raccontato le fasi cruciali di manovre che, benché supportate da tecnologie di avanguardia, sono decisive solo grazie alle capacità del chirurgo. Ebbene, come ha reagito Alessandria? Con una alzata di spalle. Con il disinteresse di chi pensa che sia una cosa banale e scontata avere a due passi da casa una opportunità di cura come questa. Lo scrittore norvegese lo ha infatti sottolineato bene: alcune di queste patologie colpiscono in giovane età, senza lasciare scampo. La tecnica chirurgica invece non solo allunga l’attesa di vita, ma in alcuni casi guarisce del tutto. Ma per la città è più facile polemizzare su buche e feste di quartiere, contestare le criticità ordinarie senza sapere valorizzare quello che c’è davvero. La ricerca e le specialità ospedaliere che oggi sono il patrimonio della sanità alessandrina che potrebbe così trasformarsi in Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico (Irccs), non devono certo fare dimenticare i problemi, le criticità, le carenze, le disorganizzazioni di una struttura da oltre duemila dipendenti e centinaia di posti letto.

Ma avere più coscienza e orgoglio di quello che si ha, sarebbe altrettanto doveroso. Se Alessandria fosse finita sulle pagine di un giornale internazionale per questa tecnica chirurgica, chissà quali eventi sarebbero stati organizzati. Se il racconto arriva dal basso è invece più facile fare spallucce e rimanere ingessati nella scontata ordinaria, grigia e sonnolenta esistenza.