
di Ettore Grassano
“E’ stato un anno complicato e certamente il 2026 lo sarà altrettanto ma lo affronteremo con la stessa determinazione, dando la priorità alle emergenze di tutte le nostre comunità, ma anche con un occhio sempre rivolto al futuro. Perché risanare i conti, dopo decenni di debiti accumulati dalle gestioni di centro sinistra, è necessario, ma senza rinunciare alla tutela dei territori”. Luigi Benzi, Sindaco di Quargnento, da oltre un anno è anche Presidente della Provincia di Alessandria, e giusto pochi giorni prima di Natale, in questa veste, ha ‘incassato’ dalla maggioranza dei primi cittadini l’approvazione del bilancio triennale di previsione 2026-2028. Documento ricco di numeri significativi, che raccontano il percorso di risanamento avviato dagli amministratori di centro destra, dal 2017 ad oggi, per evitare il dissesto finanziario dell’ente, “che partiva da un debito di circa 160 milioni di euro, accumulati dal 1995 al 2011 dalle amministrazioni di centro sinistra: sentire ora alcuni amministratori, che sono stati in passato consiglieri provinciali proprio in quel periodo storico, votare contro a un percorso di risanamento è un po’ paradossale, ma noi andiamo diritti per la nostra strada, che del resto è tracciata da un percorso che ridarà solidità alla Provincia e approvato dalla Corte dei Conti”. Proviamo, allora, a capire qualcosa in più di questi numeri, ma anche a capire se e come la Provincia di Alessandria sta affrontando le sue ‘funzioni’: dalla gestione delle strade agli edifici scolastici, fino alla tutela ambientale.

Presidente Benzi, nelle scorse settimane il Pd ha ‘alzato il tiro’ sulla gestione della Provincia: alcuni di loro del resto sono giovani, magari non ricordano proprio tutto….
(sorride, ndr) Magari è come dice lei ma basterebbe documentarsi un po’ per conoscere il passato recente dell’Ente e del nostro territorio. Peraltro alcuni degli attuali sindaci e amministratori di centro-sinistra c’erano..

Ricordiamo qualche numero ai lettori, allora..
Certamente. Il centro sinistra ha gestito la Provincia di Alessandria ininterrottamente dal 1995 al 2017, e al 31 dicembre 2011, anno degli ultimi mutui contratti, il debito complessivo ammontava a ben 159,2 milioni di euro. Ad oggi, il debito residuo grava ancora sulle casse provinciali per 107,6 milioni di euro (261 mutui attivi). Solo nel 2026, la Provincia dovrà sborsare 8,78 milioni di euro per il pagamento delle rate (quota capitale: 5,1 milioni; quota interessi: 3,68 milioni).
Il dato più allarmante riguarda il confronto con le risorse per le infrastrutture. La sola quota interessi (3,68 milioni di euro) supera l’intero trasferimento annuale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT), pari a 3,3 milioni, destinato alla gestione degli 1.829 km di strade provinciali.
Di fatto, l’11,5% dell’intero bilancio di parte corrente (78,5 milioni di euro) è assorbito dal pagamento di debiti storici. Se tali risorse non fossero vincolate agli istituti di credito (C.DD.PP., Dexia e Barclays), la Provincia potrebbe realizzare senza problemi gli interventi di manutenzione ordinaria (taglio delle banchine, copertura delle buche e segnaletica orizzontale e verticale).
Nel periodo 2012-2025 sono già stati versati 61,8 milioni di euro solo di interessi; entro il 2042, il totale degli interessi passivi raggiungerà la cifra incredibile di 95.582.085,13 euro.

Situazione molto complicata insomma: come se ne esce?
Con rigore, serietà, zero demagogia. A seguito dei rilievi della Corte dei Conti sul disavanzo strutturale creato fino al 2017, l’Ente sta seguendo un rigido cronoprogramma di rientro:
Disavanzo iniziale (2021): 17.187.433,99 euro.
Obiettivo raggiunto (31/12/2025): Il disavanzo presunto scenderà a 8.939.380,12 euro, un dato migliore rispetto alle proiezioni obbligatorie.
Tale risanamento avviene nonostante la drastica riduzione del personale dovuta alla Riforma Delrio (L. 56/2014): dai 627 dipendenti del 2013 si è passati ai 222 previsti per la fine del 2025, con una riduzione di circa il 65%.

Sa bene, Presidente Benzi, quali sono le obiezioni: come si possono comunque erogare servizi al territorio, in queste condizioni?
Certamente si fa fatica, e proprio per questo mi aspetterei, dall’opposizione, un atteggiamento responsabile e non demagogico. Faccio un esempio: per la manutenzione ordinaria e straordinaria delle strade di nostra competenza (1829 chilometri) abbiamo a disposizione dal MIT circa tre milioni l’anno, con una programmazione triennale, da chiudere entro marzo 2026, che interessa tutto il territorio provinciale. Bastano? Certamente non per fare tutto ma segnalo che, nel 2025, abbiamo risolto tante situazioni critiche, anche in zone periferiche. Compresa quella Val Borbera da cui ora, giustamente, arrivano nuove richieste di intervento, che andremo a soddisfare già in gennaio. Così come ci segnalano problemi sulla Provinciale Novi-Ovada: e li affronteremo: ma si tratta di circa 22 chilometri di tragitto, su cui abbiamo già investito negli ultimi due anni quasi due milioni di euro.

Situazione ponti?
A Bassignana abbiamo quasi completato un intervento complesso che ha comportato purtroppo qualche ritardo tecnico. Sui ponti di Ovada invece, ad esempio, i lavori sono stati completati addirittura in anticipo, anche se il rappresentante del Comune ha votato contro all’approvazione del Bilancio di previsione 2026-2028. Ma non importa, noi lavoriamo per i cittadini e il territorio, i partiti facciano come credono. Nel 2026 ci aspettano altre sfide impegnative, risorse permettendo: il ponte di Lerma e speriamo anche quello di Oviglio. Lo ricordo, la Provincia cerca anche di andare oltre la manutenzione ordinaria, anche perché ha sempre avuto al suo interno una squadra di tecnici di prim’ordine, con grandi capacità. Ricordo, ad esempio, la nuova tangenziale di Gavi, per la cui progettazione il MIT ci ha messo a disposizione cinque milioni di euro. Abbiamo a disposizione 30 mesi, a partire dal dicembre 2025 ma è nostro obiettivo impiegarci anche meno, in maniera che si possa poi passare alla fase successiva.

Il nuovo Ponte Bormida vi coinvolge? Pare ci siano a disposizione già 40 milioni di euro, e che non bastino ma per progettare un’opera pubblica bisogna necessariamente avere già in cassa il 100% delle risorse?
No: se così fosse, credo che nessuna opera di una minima complessità sarebbe mai partita. Il nuovo ponte Bormida non è di nostra competenza ma certamente non ci tireremo indietro, se sarà richiesto un nostro contributo, quanto meno sul fronte delle competenze tecniche: credo sia evidente a tutti, al di là di ogni posizionamento politico, che si tratta di un’infrastruttura indispensabile non solo per Alessandria, ma per tutta la parte di provincia che va verso Tortona e Novi. Prima si comincia, dunque, e meglio sarà per tutti.

Per la gestione dell’acqua, o meglio del servizio idrico integrato, il 2025 è stato un anno decisivo ma non mancano le ‘code’ polemiche..
Lei si riferisce alla vicenda dell’Ato6, che ci vede azionisti di maggioranza: anche se va precisato che la Provincia di Alessandria, con un peso meno rilevante, è presente anche in altri due Ato. La gestione del ciclo idrico integrato in Ato6, con la nascita della nuova società So.Ge.Ri., e il pieno riconoscimento del percorso da parte del Ministero, con conseguente erogazione delle risorse a fondo perduto necessarie per il rifacimento delle reti idriche, ha conosciuto una svolta fondamentale. Ora occorre procedere nel percorso. Vero che c’è chi non ci sta, e ha presentato diversi ricorsi: al momento però mi risulta che siano stati tutti rigettati, e che le diverse autorità preposte al controllo abbiano sempre certificato la correttezza delle procedure. Ora l’importante è investire sul futuro: gli assetti societari sono fondamentali ma interessano agli addetti ai lavori. Ai cittadini importa che sia erogato un servizio idrico di qualità e a costi sostenibili.

Competenza delicata della Provincia è l’Ambiente, in termini di autorizzazioni, ma anche di verifiche e controlli. Stiamo parlando di un territorio dove le criticità abbondano..
Purtroppo sì, pensiamo solo all’emergenza prenatalizia della Bioland a Casalcermelli, ma anche a Ecolibarna, o alla vicenda Pfas a Spinetta e non solo. I nostri tecnici lavorano su tutti i fronti, incessantemente e in stretta sinergia con gli altri organismi competenti, a partire da Arpa. Posso dire che, in tutti i casi citati, come in altri che si manifestano sul territorio provinciale, la nostra priorità assoluta è sempre la salute pubblica. In questo la sintonia con la Regione Piemonte è totale, anche perché l’assessore alla Sanità, Federico Riboldi, è di Casale Monferrato: con Eternit il tema della salute pubblica lo conosce purtroppo in maniera approfondita, e se ne occupa da sempre. Su Ecolibarna, preciso che c’è stata una triste strumentalizzazione di un passaggio tecnico. Abbiamo restituito 2 milioni e 890 mila euro alla Regione Piemonte solo per evitare che fossero ‘inglobati’ nell’avanzo vincolato: sempre in riferimento al risanamento dei conti. Ora faremo una nuova convenzione con la Regione Piemonte, saranno nuovamente trasferite le risorse e nei prossimi due anni la bonifica dell’area Ecolibarna sarà ripresa.

Altro tema delicato, e tutt’ora sospeso, è il Deposito Nazionale delle scorie Nucleari: che succederà?
La procedura risulta sospesa, e noi come sindaci del territorio e associazioni abbiamo sempre ribadito, in maniera compatta, che i diversi siti dell’Alessandrino non sono idonei ad ospitare il Deposito Nucleare e Parco Tecnologico, al riguardo è stata anche ovviamente presentata adeguata documentazione. Pare di capire che, a livello nazionale, si stia riflettendo sull’opportunità di diversi depositi territoriali, come del resto già avviene oggi, anche in considerazione del fatto che va capito come il nostro Paese gestirà il Nucleare (modalità di produzione dell’energia già a suo tempo bocciata per via referendaria dal popoli italiano, ndr) nei prossimi anni. Si realizzeranno nuove centrali, e di che tipo? Oggi si parla di ‘mini-centrali’ considerate pulite e sicure ma è un percorso anche tutto in via di definizione.

Torniamo alla Provincia Presidente, anzi alle Province: la Riforma Del Rio viene da tutti additata come la madre di tutti i mali di oggi: si riuscirà a superarla, e in che modo?
Certamente il disastro di questi anni è stato causato da due governi di centro sinistra, Letta e Renzi, e dalla famigerata riforma che lei cita. Per questo quando sento gli esponenti del Pd di casa nostra fare certe affermazioni non so se sorridere, o che altro pensare. In ogni caso, il problema è che da quel momento ogni Regione ha cercato di ovviare alle Province a modo suo, con Legge Delega specifica. La Lombardia, ad esempio, ha mantenuto più funzioni in capo alle Province. Il Piemonte ha scelto altra strada, e oggi tornare indietro è molto complicato. Cito il nostro caso: dai 627 dipendenti del 2013 si è passati ai 222 attuali, e con un bilancio in risanamento che impone di destinare enormi risorse al pagamento di mutui e debiti del passato. E’ chiaro che senza un intervento complessivo del Governo centrale, e un ridisegno complessivo delle Province, non si può pensare di risolvere la situazione. Purtroppo quando si parla del tema, qualcuno lo pone in maniera errata: la questione non è solo se tornare per le Province ad elezioni dirette (il che sarebbe comunque un indice di democrazia), ma come riorganizzarle, con quali funzioni e le conseguenti risorse.

Chiudiamo con un pensiero per Quargnento, comune di cui è Sindaco? I suoi concittadini si sentono trascurati?
(sorride, ndr) Ma no, sanno benissimo che ogni mattina alle 8 passo in comune prima di venire a Palazzo Ghilini, e che dedico al paese ogni mia energia, anche con presenza fisica due mezze giornate alla settimana (martedì e giovedì mattina), oltre ovviamente al sabato mattina: come del resto facevo prima, avendo un lavoro impegnativo in azienda privata. Poi ho la fortuna di avere in comune collaboratori splendidi, facciamo un grande gioco di squadra: siamo una bella comunità a Quargnento, tutte persone orgogliose del proprio paese e con un grande senso di appartenenza, pronte a fare la propria parte ogni volta che serve.

