Un clima fortemente collaborativo, e l’auspicio che la ‘triangolazione’ fra associazioni di categoria, comune di Alessandria e politica romana possa rivelarsi a breve davvero ‘virtuosa’, e regalare ai commercianti alessandrini un po’ di serenità, dopo mesi di incertezza, confusione ed inquietudine di fronte alle ‘gabelle’ di Ica, nuovo riscossore (dal luglio 2015) delle imposte comunali sulla pubblicità: multe, spesso ‘salate’ e contestate, incluse.
I vertici di Confesercenti Alessandria (il presidente provinciale Sergio Guglielmero
e il presidente di zona Manuela Ulandi) hanno scelto la strada del dialogo, e del confronto costruttivo, ‘ospitando’ a casa loro, ieri mattina, l’assessore al Bilancio, Giorgio Abonante e i senatori PD Federico Fornaro e Daniele Borioli, oltre ad un osservatore ‘partecipante’ sempre in prima fila nella denuncia dei problemi della categoria come Simone Lumina, commerciante di abbigliamento alessandrino che tutti conoscono. Diretta soltanto telefonica (a causa di una piccola indisposizione) del sindaco di Alessandria Rita Rossa, che però via etere è stata chiarissima: “siamo già in piena attività per trovare soluzioni, e ci teniamo a rilanciare la città dando fiato al commercio, e non certo penalizzandolo”.
All’assessore Abonante il compito di spiegare concretamente quale potrebbe essere il percorso: “Ci sono due livelli: uno è quello nazionale, relativo alla legislazione del 1993, su cui il comune non ha potere di intervento. L’altro sono i regolamenti comunali, e lì qualcosa certamente si può cercare di fare, ovviamente tenendo conto che non si può andare contro la legge stessa”.
Lo snodo, pare di capire, potrebbe essere però una (rapida: i tecnici comunali sono già al lavoro) rimodulazione del regolamento approvato dal consiglio comunale di Palazzo Rosso nell’ormai lontano 2005 (consiliatura Scagni), che di fatto inserisce tutte o quasi le vie cittadine (persino quelle dei sobborghi) nella cosiddetta ‘categoria speciale’, ossia soggetta a possibili maggiorazioni di tariffa fino al 150%.
Gli amministratori comunali del 2005 erano dunque incoscienti, o sprovveduti? Non proprio: semplicemente la scelta dell’epoca fu probabilmente l’attuazione di tariffe di base molto basse (e forse anche una maggior flessibilità da parte del soggetto incaricato all’epoca della riscossione, ossia Aspal), ma inserimento per tutti o quasi nella categoria ‘speciale’.
“Lo scenario è poi cambiato radicalmente nel post dissesto – ha spiegato l’assessore
Abonante -, e oggi l’applicazione dei massimi di legge per tutti, fino al gennaio 2018, è un obbligo ineludibile. Quel che si può fare è ridiscutere, e ridurre drasticamente, il perimetro della categoria speciale. Tenendo conto dei cambiamenti avvenuti commercio cittadino, ma anche rifacendo i conti sul fronte degli introiti previsti per quest’anno, per capire questo cosa significherebbe sul fronte del bilancio dell’ente”.
Tecnici già al lavoro dunque, e ‘apertura di credito’ da parte di Confesercenti: “Constatiamo un cambio di passo nell’applicazione della stessa normativa che ci pone dei dubbi che vorremmo fossero dipanati. Qualcuno troppo clemente e qualcun altro troppo zelante? Se questi cambiamenti li devono pagare i commercianti, raschiando le scritte dalle vetrine non va bene. La legge non deve essere interpretabile, ma applicabile” – dichiara il presidente provinciale Sergio Guglielmero.
E Manuela Ulandi rincara la dose: “Siamo consapevoli che la società di riscossione delegata dal Comune svolga il suo lavoro secondo il dettato legislativo. Vogliamo, però, responsabilizzare l’Amministrazione, con l’obiettivo di aggiornare il regolamento comunale. Ci rivolgiamo pertanto alla politica nazionale, perchè metta mano alle correzioni di tutte le storture attualmente in vigore. Fatta salva l’applicazione della legge nazionale chiediamo infine all’Amministrazione di rivedere il regolamento comunale inserendo il “buonsenso” che tuteli il diritto sacrosanto di fare impresa.”
Interessanti anche le osservazioni del commerciante Simone Lumina: “Alessandria
dal punto di vista commerciale è drasticamente cambiata dal 2005 ad oggi: se ha senso considerare ancora area di pregio Corso Roma o via San Lorenzo, davvero che qualcuno pensi che gli stessi parametri si possano applicare a via Guasco, o a negozi che hanno sede in Pista e nelle frazioni? Invece ci sono zone della città, da via Giordano Bruno all’area di Panorama per citarne due, che all’epoca erano estrema periferia, mentre oggi catalizzano gran parte del traffico commerciale cittadino”. Il che conduce ad un ‘cavallo di battaglia’ di Lumina, ossia
la necessità di capire se e quanto Ica (e quindi il comune, di cui Ica è semplice ‘riscossore’) stia incassando dalla grande distribuzione rispetto ai negozi tradizionali, per lo più piccole attività di tipo famigliare. Stesse regole per tutti, o due pesi e due misure?
E se Lumina è pronto a riconoscere i meriti dell’assessore Abonante (“lui e il suo partito, il PD, sono gli unici ad aver preso una posizione in questi due mesi: dove sono le opposizioni? Sono minimamente interessate alle esigenze di artigiani e commercianti o no?”), lo stesso Abonante parla chiaro: “Occorre fare chiarezza su quali fossero le dinamiche della riscossione Aspal, e quale utilizzo si sia fatto all’epoca delle risorse raccolte. Sono in corso accertamenti per capirne di più. Oggi con Ica il rapporto è di massima trasparenza, e renderemo noto a quanto ammonta il ricavato 2015, a quanto la percentuale riconosciuta ad Ica, e soprattutto qual è l’utilizzo che il comune farà di queste risorse”.
I due senatori presenti, Fornaro e Borioli, hanno ascoltato, preso appunti e poi si sono pronunciati con equilibrio, e senza facili promesse: “Potremmo cavarcela dicendo – ha evidenziato Fornaro – che promuoveremo un disegno di legge ad hoc, ma statistiche alla mano il provvedimento stesso avrebbe scarsissime probabilità di essere approvato. Chi segue i lavori parlamentari sa benissimo che questo è uno dei motivi per cui si è deciso di superare il Bicameralismo perfetto: oggi le iniziative legislative sono quasi tutte di matrice governativa”. E allora che fare? “Ho parlato con il sottosegretario Morando (novese, ndr), e il Ministero è disponibile a dare rapidamente spiegazioni e ‘interpretazioni autentiche’, ovviamente a fronte di richieste specifiche che devono arrivare dal mondo delle associazioni”. Su questo fronte, il presidente provinciale Sergio Guglielmero ha già preso contatti con
l’ufficio legale nazionale di Confesercenti, “anche perchè – ha sottolineato il senatore Borioli – stiamo parlando di una vicenda che interessa tutto il paese, anche se ad Alessandria assume forse, a causa della normativa legata al dissesto, una valenza maggiore. Certamente però il primo passo è intervenire sul fronte della modifica dei regolamenti comunali, e muoversi con una logica di estremo buon senso, facendo in modo che i commercianti possano contare su regole chiare, trasparenti e comprensibili”.
Che ne sarà a questo punto della proroga, fissata al 29 febbraio prossimo, per la denuncia e regolarizzazione della situazione 2016?
E’ probabile che già nei prossimi giorni, e settimane, da Palazzo Rosso arrivino nuove indicazioni e chiarimenti. Calma e gesso dunque: per il momento meglio non essere precipitosi, ed attendere l’evoluzione degli eventi.
E. G.

