A rivederci [Il Flessibile]

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di Dario B. Caruso.

E così si conclude gennaio.
Il primo mese di ogni anno sta diventando ogni anno più pesante.
Perché sono molte le persone che in gennaio decidono di passare dall’altra parte, concludono il loro percorso terreno senza fare rumore.

Probabilmente gennaio è un buon mese per morire, penseranno.
Diranno che le giornate miti d’inverno sono gradevoli e inducono al riposo.
Diranno che è meglio non affrontare un nuovo intero anno faticoso e incerto.
Che le festività natalizie sono state usuranti.
Oppure più verosimilmente che il male si è fatto profondo e talmente aggressivo da provocare un corto circuito irreversibile.

rivederci_flexLasceranno occhi straziati, parole utili e ricordi indelebili.
Lasceranno mariti e mogli affranti, figli nudi, amici distratti fino al giorno prima.
E soprattutto lasceranno vuoti pieni di gente che raramente ritroverai.

Alla santa messa di oggi, domenica 31 gennaio, la seconda lettura recitava: “Quand’ero bambino parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino. Divenuto uomo ho eliminato ciò che è da bambino ” (prima lettera di San Paolo apostolo ai Corinzi)
Questo gennaio mi ha portato via una persona vicina e cara che conobbi che ero poco più che un bambino.
Nonostante tutto mi sforzo di non perdere il bambino che ero e proseguo nella convinzione che, presto o tardi, tutto si ricomporrà .

Dunque saluto un altro difficile gennaio col sorriso.
Con una certezza: a rivederci.