Ulandi (Confesercenti): “Ad Alessandria la novità dell’autunno sarà il VegFestival: e speriamo che l’emergenza viabilità finisca. Tante le iniziative in tutta la provincia”

Condividi

di Ettore Grassano

“Certamente non possiamo ignorare le difficoltà del commercio di prossimità, così come non abbiamo la bacchetta magica per risolverle: peraltro in un frangente poco entusiasmante anche per tante altre attività economiche. Ma questo non significa arrendersi, tutt’altro: vuol dire però che rimboccarsi le maniche non basta più, ma che occorre, per farcela, fare effettivamente rete non solo tra commercianti, ma con le associazioni, le istituzioni, i decisori ai diversi livelli: siamo certi che questo sia davvero avvenendo?”.

Manuela Ulandi, segretario generale di Confesercenti per la provincia di Alessandria, anche in tempo di ferie non rinuncia a qualche piccola provocazione, ma è come sempre lucida nella sua analisi, e disponibile a confrontarsi sullo stato di salute dell’economia di prossimità, come ormai si è soliti definire il commercio tradizionale nei centri storici delle nostre città. Il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto? Come sempre occorre rifuggire dalle semplificazioni, e cercare di analizzare dati e tendenze mese per mese, e area per area.

Dottoressa Ulandi, per qualche anno abbiamo parlato con entusiasmo dei Distretti Urbani del Commercio, strumento innovativo per il Piemonte, e certamente l’impegno più corposo, in termini di investimenti pubblici e privati, da decenni a questa parte. Ma oggi qual è la situazione?
Purtroppo tocchiamo un tasto dolente. Nel 2026 abbiamo atteso invano un nuovo bando della Regione, almeno fino ad oggi, e la sensazione condivisa tra gli operatori è che le poche risorse disponibili sia state dirottate altrove. Sulla sanità? Così si dice, e naturalmente sappiamo quanto quel settore sia centrale e delicato per tutti. Il timore però è che, in tempi di coperta corta, il commercio all’interno dei centri storici sia ritenuto ‘sacrificabile’, non essenziale quanto meno.

Eppure da anni ci diciamo che l’economia di prossimità non è solo posti di lavoro e benessere economico, ma presidio sociale di comunità: significa cura, decoro, sicurezza..
A parole nessuno si dirà mai contrario a questa visione, che mi pare intuitiva per tutti. Però da parte di chi rappresenta le istituzioni e dai decisori, da Roma a Torino ai territori, spesso non arrivano segnali così concreti. O quantomeno non tali da evitare il declino di alcuni comparti. Faccio l’esempio del mercato ambulante: dopo il blackout del covid circa il 40% delle attività non è più ripartita, o ha chiuso nei due/tre anni successivi. E non si tratta, attenzione, delle attività più modeste: anzi spesso il fenomeno è contrario. Per cui poi magari ci si lamenta se non si riescono ad allestire bei mercatini per Natale, o in settori ‘verticali’ di grande richiamo, e che un pubblico potenziale lo avrebbero, eccome. Ma è banale: non si riesce perché non ci sono proprio più gli operatori, dimezzati dalle difficoltà, e spesso ignorati da chi dovrebbe mettere in campo operazioni di sostegno adeguate.

Intanto però, come ci annunciò mesi fa, Procom e Confesercenti mettono in campo in autunno un nuovo importante appuntamento, niente di meno che un Festival Vegano..

Capacità di innovare, e di intercettare le nuove esigenze dei consumatori, rimangono l’abc del commercio. Con AlessandriaVegFestival il 10 e 11 ottobre andremo a proporre nella nostra città un evento che è buon cibo, sostenibilità ambientale, cultura del dialogo e del rispetto. Un’iniziativa analoga, già proposta a Torino, ha avuto un successo travolgente, e abbiamo buone ragioni di essere ottimisti. I Giardini di Corso Crimea per un week end saranno il trionfo del ‘vegan’, con tanti stand di qualità aperti fino alle 22. Ma AlessandriaVegFestival ambisce ad essere anche altro: informazione scientifica, show cooking e approfondimenti tematici, rispetto degli animali, educazione rivolta ai cittadini di domani, ossia i bimbi di oggi. E’ un ‘work in progress’ in questo momento, ma confidiamo che ad ottobre il risultato sia apprezzabile. Per aprire un nuovo ciclo, e diventare appuntamento da ripetere. Chiariamolo però: non è un Festival contro qualcuno, o contro la tradizione enogastronomica alessandrina. E’ un tentativo di dialogo, di confronto, di scoperta.

Oltre alla new entry vegana, rimangono confermati gli appuntamenti autunnali classici?
Certamente, la tradizione continua, quindi semaforo verde per Gagliaudo, Mercato Europeo e San Baudolino. Si tratta di autentici punti di riferimento per la comunità alessandrina, capaci però di attrarre anche un pubblico più ampio ed eterogeneo, stranieri inclusi, che ormai anche nel capoluogo, come un po’ in tutta la provincia, sono una presenza in costante crescita. Una fetta di mercato significativa, per il commercio di prossimità capace di offrire qualità, e peculiarità locali. Viene naturale pensare immediatamente agli esercizi della ristorazione, dell’enogastronomia e dell’accoglienza, ma anche altri comparti, dal lusso all’abbigliamento, ne possono trarre beneficio.

Ovviamente occorre fare i conti con l’accesso al centro storico delle città, e anche qui Alessandria è caso paradigmatico: quest’anno, tra nuove regole ztl e apu, varchi elettronici ovunque e continue deviazioni per lavori sulle strade, entrare ed uscire da Alessandria senza prendere multe è sempre più problematico. Qualche giorno fa sul web girava anche un ‘simpatico’ giro dell’oca, con penalità di ogni tipo. Fase transitoria, per arrivare ad uno scenario migliore?
(silenzio, lungo respiro, ndr) Eh….posso rispondere solo cosi? Scherzi a parte, è evidente che il problema esiste. Nessuno mette in dubbio le buoni intenzioni, partiamo dal presupposto che l’obiettivo di tutti rimane quello di rendere Alessandria più aperta e accogliente, non chiusa e ‘respingente’. Ma è vero che ad oggi può diventare naturale puntare su altre zone della città, dal Quartiere Cristo che sta lavorando benissimo ai centri commerciali che non hanno questo problema di ‘accesso’, e di costi di parcheggio, e talora pure di transito. Lo dice un’amante degli spostamenti ecologici a impatto ambientale zero, ossia in bici: ma anche su due ruote le difficoltà non mancano.
La questione dei parcheggi, peraltro, è annosa ma ineludibile. Se vogliamo che Alessandria torni ad essere un centro di gravità non solo per chi abita in centro, ma per chi arriva da fuori, dobbiamo fare in modo che esistano modalità di accesso non da maratoneti della camminata, ma pensate per tutti, compresi coloro che faticano a muoversi. Mi sembra di dire sempre le stesse cose, ma non ci stanchiamo di farlo, nella certezza che prima o poi le cose miglioreranno.

Confesercenti, con Procom, continua ad essere iperattiva in tutta la provincia: da settembre a fine anno avete pronto un calendario di manifestazioni imponente, anche in tanti piccoli centri..
Ci crediamo: in una fase storica in cui, per tante ragioni sia di qualità della vita che di risorse economiche in calo, tante persone scelgono di tornare a vivere nei paesi, non solo nella casa dei nonni, ma magari arrivando qui da Milano, Torino o Genova, e dall’estero, e comprando un immobile nei tanti piccoli comuni dell’Alessandrino, provare a rendere quei centri più vivaci e accoglienti, anche sul fronte commerciale, non è solo nel nostro dna: è una sfida piacevole e stimolante. Lì peraltro la collaborazione delle amministrazioni locali, delle associazioni, delle pro loco e degli stessi abitanti è sempre straordinaria. Diamoci appuntamento a fine 2026: vi racconteremo come è andata!


Condividi