Sciaudone (FdI): “Un brand turistico per Alessandria? Esiste già, si chiama Marengo! Ma il prossimo sindaco dovrà partire da decoro, verde pubblico e sicurezza”

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di Ettore Grassano

“Quando leggo che la giunta Abonante si sta dannando l’anima per individuare il brand turistico di Alessandria, avendo a disposizione Marengo, che tutto il mondo conosce, mi cadono le braccia. Spero non stiano anche pagando qualcuno per scoprire l’acqua calda. E poi, chiunque diventi sindaco nel 2027, dovrebbe dire con onestà agli alessandrini: per due anni pensiamo a strade, marciapiedi, verde pubblico e cimiteri: come si fa a pensare ad attrarre turisti con una città in queste condizioni?”.

Il maresciallo Maurizio Sciaudone è consigliere comunale di Fratelli d’Italia a Palazzo Rosso, e vice presidente del consiglio comunale, ma anche consigliere delegato a Palazzo Ghilini (con deleghe importanti come Ambiente, Polo di Marengo, Pianificazione territoriale e Tutela biodiversità e difesa del suolo), e dopo tanti anni da amministratore locale (“sempre a destra, con coerenza”) non ha perso verve e passione, soprattutto quando si parla di Marengo o di Cittadella, due emblemi del territorio che certo meriterebbero altra valorizzazione, e dei quali non ha mai smesso di occuparsi. “E lo farò certamente, senza fare sconti, anche quest’anno, e fino alla fine del mio mandato: poi alle prossime elezioni vedremo. Non nego di essere un po’ stanco di lottare contro i mulini a vento”. Intanto, però, le battaglie di Sciaudone continuano: e pare irrealistico immaginarsi, almeno per ora, un suo ritiro dalla scena politica locale.

Consigliere Sciaudone, partiamo da una valutazione complessiva sulla giunta Abonante, a poco più di un anno dal voto..
Sono all’opposizione, le mie critiche sono scontate. Ma provate a girare per la città, nei quartieri, nei sobborghi. Trovate qualcuno davvero soddisfatto di questa amministrazione, e intervistatelo: quello sì che sarebbe uno scoop! Francamente in quasi quattro anni di attività questa amministrazione ha combinato davvero poco, e credo che la cartina di tornasole sia il degrado che la città sta vivendo. Strade impercorribili in centro come nei sobborghi, marciapiedi pericolosi, verde pubblico e cimiteri in abbandono. Una città che nessun centro zona della provincia riesce più ad avere come riferimento positivo: semmai come realtà da non imitare. Il nuovo sindaco, chiunque sarà, a mio avviso dovrebbe ripartire da qui, con franchezza: un patto con i cittadini non per andare sulla luna, ma per riportare Alessandria in condizioni dignitose.

Cosa fa più arrabbiare, oggi, l’alessandrino medio?
Non devo neanche rifletterci troppo: una gestione dei rifiuti a dir poco scellerata. I costi della Tari sono esagerati, e oltretutto mistificati e camuffati: quest’idea di far pagare a parte, e a carissimo prezzo, la movimentazione dei cassonetti dai cortili dei palazzi alla strada è semplicemente folleme ancor più lo è il balzello sugli stralci del verde: se in questi tre anni non si fosse mandato a ramengo l’impianto dell’Aulara il verde si trasformerebbe in energia, altro che farlo pagare ai cittadini. Che infatti sono giustamente imbufaliti. Non solo: nei giorni scorsi è stata anche resa pubblica la raccolta firme dei lavoratori di Amag Ambiente, tutti contrari alla privatizzazione, preoccupati per il futuro dell’azienda, e dei loro posti di lavoro. Dal sindaco attendiamo risposte: possibilmente in consiglio comunale, non sui social o sui giornali.

Polo di Marengo: ci spiega a che punto è la situazione? Prima di Natale lei ha fatto precisazioni importanti, ribadendo che il complesso è di proprietà della Provincia, e che la gestione del comune di questi anni è stata largamente insoddisfacente. Ora che succederà?
Al momento il Presidente della Provincia e il Sindaco di Alessandria si sono accordati per una proroga della gestione, da parte di Costruire Insieme, delle 18 sale museali. Non so quanto durerà a proroga, ma so invece che in questi anni mai alla Provincia è pervenuti un programma di valorizzazione. I pezzi antichi in custodia nelle teche poi, per fare un esempio, si stanno arrugginendo, mentre personalmente mi sono adoperato, in questi anni, per la valorizzazione delle sale museali, portando diverse armi in esposizione avute in prestito dal Museo Storico Nazionale di Artiglieria di Torino (cannoni, fucili e spade originali del 1800). Grazie alle varie iniziative tematiche sviluppate in Auditorium abbiamo trasferito ogni anno circa 600 visitatori paganti al museo o pagati dall’Unione Giornalisti e Comunicatori Europei. Nello specifico delle necessità attuali, è evidente che, prima ancora delle velleità, servono le competenze degli addetti museali; esempio su 20 visitatori stranieri 14 sono francesi e andrebbero accolti e accompagnati in lingua francese, non a caso l’Unione Giornalisti e Comunicatori Europei, grazie alla nostra convenzione, ha provveduto anche in questo senso.

Quindi, al di là della transitoria proroga di gestione, che ne sarà del Museo di Marengo?
Va fatto un discorso più ampio. Nell’ambito delle opere finanziate del Marengo Hub sono in corso interventi importanti, che necessitano credo di almeno ancora un paio d’anni di lavori. L’obiettivo finale è avere una struttura fruibile e appetibile, dotata non solo del Museo, ma di un parco (che, faccio notare, avrà necessità di adeguata manutenzione: o farà la fine del verde pubblico cittadino, e dei cimiteri), di un book shoop e di un posto ristoro. A quel punto, la Provincia potrà procedere ad una gara, o manifestazione di interesse, per individuare un gestore interessato alla gestione complessiva, ovviamente a fronte del riconoscimento di un canone annuale.

Fino ad allora, quindi per un altro paio d’anni, sarà il comune di Alessandria, tramite Costruire Insieme, a gestire il Museo?
Questo lo vedremo. Quel che mi pare evidente è che i finanziamenti del Marengo Hub sono certamente legati alla realizzazione delle opere che ho citato, e temo che il comune potrebbe perderli se non si procedesse nella direzione già definita. Quanto poi alla qualità della gestione sin qui espressa da parte del Comune di Alessandria, ho già avuto modo di esprimere le mie perplessità. E’ dai tempi della compianta Cristina Antoni che non viene organizzato da parte di Costruire Insieme un solo evento di rilievo. Tutto sin qui si è retto sulle spalle della Provincia, e dell’Unione Giornalisti e Comunicatori Europei, con una serie di iniziative di incontro e valorizzazione culturale di respiro internazionale, con una presenza significativa di turisti stranieri anche grazie alle manifestazioni napoleoniche con i rievocatori.

Intanto l’assessore Barosini cerca un brand che renda Alessandria turisticamente attrattiva..
Non mi faccia parlare: mi auguro che quanto meno questa ricerca non sia onerosa, per i contribuenti alessandrini. Ma che quel brand, conosciuto a livello internazionale, esista e sia Marengo credo lo capiscano anche i bambini. Ma insomma: a Loano fanno ogni anno la rievocazione storica della battaglia, a Pizzo Calabro rievocano la morte di Murat. Possibile che Alessandria, che è stata con tutta la piana della Fraschetta e fino a Tortona e Novi Ligure il teatro naturale della grande battaglia non riesca a valorizzare questo brand come succederebbe in qualsiasi altro territorio?

Da Marengo passiamo alla Cittadella, consigliere Sciaudone: altra ferita aperta?
Eccome. Me ne occupo da tanti anni ormai, dopo averci lavorato dal 1979 alla chiusura del 2007, alluvione compresa. La Cittadella è un bene di grande valore non solo architettonico, ma storico. Simbolo del nostro Risorgimento, qui per primo sventolò il tricolore, come ricordato anche dal Presidente Mattarella negli anni scorsi. Eppure giace da tanti anni tra incuria e sotto utilizzo. Di recente ho scoperto, tramite canali romani, che dal Ministero sono stati stanziati 240 mila euro in tre anni per la ristrutturazione e manutenzione di locali in cui custodire i reperti archeologici della Cittadella. L’assessore competente, da me interpellato, ha risposto di non sapere nulla non solo di queste risorse, ma neppure dei reperti archeologici. Che se ci pensate è paradossale: se neanche sai quali sono i reperti archeologici presenti, e quanto valgono, ovvio che non ti interessa delle risorse disponibili per la manutenzione. Ma attenzione: se il comune di Alessandria ha in custodia la Cittadella, è o dovrebbe essere responsabile anche dei reperti in essa conservati. O no?

Insomma, una gestione un po’ così, alla ‘tiriamo a campare’: ma i famosi 25 milioni stanziati dal Ministro della Cultura di 10 anni fa, Franceschini, e pomposamente presentati all’epoca, con sfilata in Cittadella delle autorità governative al fianco del sindaco Rossa, che fine hanno fatto?
Sicuramente non sono stati utilizzati, al momento, date le condizioni della Fortezza. Speriamo non vadano definitivamente persi, di questo passo. E lo ricordo, da ex militare e da amministratore: la Cittadella è patrimonio europeo, e fu Fortezza militare: non avrebbe senso pensare ad un suo utilizzo che vada in altre direzioni: la sua storia va rispettata.

Però già oggi vi si organizzano eventi di grande richiamo, pensiamo ad Alecomics..
Gli eventi culturali una tantum vanno benissimo. Ma, anche qui, andrebbero rispettati i termini dell’intesa con la Soprintendenza, che prevedono la possibilità di organizzare iniziative di interesse culturale per la cittadinanza. Ma quando da queste iniziative gli organizzatori ricavano introiti significativi, dovrebbero riconoscere al Comune di Alessandria un canone, da utilizzarsi proprio per la manutenzione della struttura. Ora, nel 2025 risultano eventi anche di una certa rilevanza, con più di diecimila visitatori paganti, e biglietti a 16 euro. Possibile che al Comune di Alessandria non solo non venga riconosciuto nulla, ma addirittura che tutte le utenze come energia elettrica e acqua siano a carico dell’ente? A me non pare un grande vantaggio per i cittadini di Alessandria, e neppure per la Cittadella.

Insomma consigliere Sciaudone, anche nel 2026 non mancheranno le occasioni per dare battaglia: e poi?
E poi mi auguro che il centro destra, nei prossimi 12 mesi, riesca a ‘fare sintesi’, individuando non solo un candidato sindaco all’altezza, ma un progetto condiviso da sottoporre al giudizio dei cittadini, per far ripartire Alessandria dopo questi anni davvero bui, in cui quasi tutto quel che di buono era stato avviato durante la gestione Cuttica è stato abbandonato, fermato o quanto meno rallentato. Alessandria merita di più, su questo credo che tutti siamo d’accordo. Ed io, prima di grandi progetti o voli pindarici, mi metterei al lavoro sulla manutenzione quotidiana della città e dei sobborghi: i cittadini chiedono prima di tutto pulizia, decoro urbano, sicurezza. Oggi tutto ciò l’amministrazione Abonante non mi pare sia in grado di garantirlo.


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