Ravazzi: “Non una, ma 3, 4, 10 Coesioni”. Alessandria ‘apripista’ e baricentro: ora tocca a Monferrato, Astigiano e Albese: confronto aperto anche con Tortonese e Val Bormida

di Ettore Grassano

 

Sono le 20,30 di venerdì sera, ma per Gianni Ravazzi è come se fossero le dieci del mattino, o le tre del pomeriggio: “esco ora da una riunione fiume con Oddone, il sindaco di Valenza: anche lì hanno capito le potenzialità enormi del progetto Coesione, e si stanno muovendo bene. Sono soddisfatto, ma domattina si ricomincia!”. Ravazzi, studioso di etologia, appassionato di botanica, e autore di oltre 70 pubblicazioni, è stato il primo, nel 2018, ad intuire la forza dirompente della Coesione Territoriale, e nella sua veste di consigliere comunale ha presentato il progetto al sindaco di Alessandria, Gianfranco Cuttica di Revigliasco: “lui però ha il grande merito di averci creduto, primo tra i sindaci dei capoluoghi di provincia in Italia, e di avermi dato il via libera per muovermi in maniera istituzionale, con il supporto del qualificato staff che abbiamo costituito a Palazzo Rosso: e certamente essere stati i primi, come Bacino del Tanaro, fa sì che oggi siamo un prezioso punto di riferimento per le altre Coesioni, che stanno muovendo i primi passi”. Si procede a passo spedito dunque, e senza nessuna gelosia o spirito competitivo: “Al contrario – precisa Gianni Ravazzi -, perché la Coesione non nasce come progetto ‘chiuso’, e i suoi benefici non si fermano certamente al confine di un comune con l’altro: per cui se, come spero, a nostra ‘ruota’ partiranno almeno altrI quattro progetti tra le province di Alessandria, Asti e in parte Cuneo saremo davvero felici, e ci saranno ricadute positive per tutti”.

Consigliere Ravazzi, due mesi fa ci ha aiutati a fare il punto sulla Coesione Territoriale: ma abbiamo capito che si sta correndo, e che si tratta di un progetto dalle potenzialità talmente ampie da necessitare di aggiornamenti costanti. A che punto siamo?
Si procede spediti, in effetti. La Coesione del Bacino del Tanaro, prima a partire, con capofila Alessandria, è ormai pienamente operativa: abbiamo prodotto un documento di oltre 200 pagine, coinvolgendo tutti i 33 comuni alessandrini e astigiani partner del progetto: una vera e propria strategia di sviluppo d’area, che parte da un’attenta, valutazione dello stato dell’arte dell’intero territorio e ne individua punti di forza e necessità, per arrivare ad uno sviluppo socio-economico che non perda mai di vista anche la sostenibilità ambientale. Si sono così individuati i quattro pilastri strategici fondamentali su cui fondare lo sviluppo del Bacino del Tanaro: Ambiente, Turismo, Agricoltura, Benessere locale. Potranno essere presentati, valutati e finanziati progetti sia pubblici, che privati, che in partnership. Per i progetti pubblici approvati il finanziamento potrà arrivare al 100%, per quelli privati al 50%. Fondamentale il ruolo del Comitato per la Coesione Territoriale e il Turismo diffuso del Piemonte, partner privato di progetto, sia perché è l’Europa a dirci che per creare una Coesione territoriale occorre una sinergia pubblico-privato, sia perché è stato fondamentale in questi mesi per lavorare alla stesura della strategia di programma insieme ai 33 sindaci. La scelta di questo Comitato come partner è avvenuta secondo una procedura di pubblica evidenza, questo perché, nonostante la collaborazione sia a titolo gratuito, volevamo essere certi che ogni nostro passo fosse proceduralmente inattaccabile, oltre che tecnicamente funzionale al progetto.

Ma andiamo al sodo: qualche esempio di progetto che potrà essere realizzato…..
Parto da un esempio che sta a cuore a tutti, e che davvero potrà avere un impatto benefico su un territorio anche assai più ampio, in termini culturali ed economici: la realizzazione del Campus universitario ad Alessandria, agli Orti. Con il Rettore Avanzi il confronto è serrato, e soprattutto concreto e costruttivo: è una persona che ha davvero compreso le potenzialità della Coesione e vuole imprimere un’accelerazione allo sviluppo della nostra Università.
Ma cito anche, sempre in connessione con l’Upo, e in particolare con la facoltà di Medicina, i progetti di sanità territoriale e l’Irccs: ne stiamo parlando con Antonio Maconi, in particolare, a capo del Dipartimento delle Attività Integrate Ricerca e Innovazione dell’Aso di Alessandria, e anche qui davvero ci sono le condizioni per realizzare un percorso di vera eccellenza. Sempre con Upo ci sono interessanti possibilità di sviluppare collaborazioni su tematiche ambientali. E potrei citare anche diversi altri progetti in fieri con altri soggetti: ma lo faremo un po’ alla volta.

Si parla della Cittadella come potenziale ‘baricentro’ del progetto Coesione Bacino del Tanaro….
Certamente la Cittadella di Alessandria è una struttura e un’area di enormi potenzialità, che merita un recupero adeguato. C’è un confronto avviato con la Sovrintendenza ai Beni Culturali, proprietaria dell’area, e ci sono progetti molto ambiziosi. Ricordiamo sempre però che per ogni progetto sulla Cittadella le decisioni non sono solo nostre: per fortuna le interlocuzioni avvenute ci fanno ben sperare che anche su questa eccellenza del territorio si possano realizzare interventi importanti. intanto c’è un sogno condiviso con il sindaco di Alessandria e con tutti i sindaci della Coesione: quello di farne il cuore pulsante dell’intero progetto, con un ampio bioparc che coinvolga le aree verdi, e con un uso dei fossati che, mantenendoli attivi, li renda anche attrattivi turisticamente e ambientalmente (sorride sornione ma non va oltre, ndr), con un recupero delle strutture architettoniche per una valorizzazione turistico-culturale e tanto altro. Intanto però stiamo discutendo, con tutti i comuni della Coesione del Bacino del Tanaro, di una rete di piste ciclabili in grado di interconnettere l’intero territorio, ad uso sia dei residenti che di un un turismo ‘bike oriented’ sempre più diffuso. E si sta lavorando ad una serie di iniziative legate all’economia green, compreso il primo workshop italiano sull’agrovoltaico. Va beh, questa mi è scappata, è notizia di pochi giorni fa, ancora da ufficializzare: le ho dato un piccolo scoop…..

A proposito di economia green e rinnovabili, è vero che ci sono primarie realtà industriali, anche multinazionali, che stanno valutando insediamenti nella zona del Bacino del Tanaro?
E’ vero che ci sono state diverse richieste di approfondimento da parte di moltissimi stakeholder, molti dei quali non locali, alcuni dei quali hanno anche presentato delle proposte molto concrete; ma naturalmente è prematuro fare nomi su questo fronte. Posso però dire serenamente che abbiamo cominciato a confrontarci con diversi importanti interlocutori per tutto ciò che riguarda lo sviluppo delle industrie green legate alla plastica, alle rinnovabili e a tutto quel grande contenitore che chiamiamo economia circolare. Molta attenzione ovviamente all’agricoltura, e a tutto quello sviluppo che può incrementare il turismo, sia direttamente che indirettamente. In questo campo la rivoluzione che vorremmo attuare sta nel fatto che non si veda più l’economia rurale solo come produzione e vendita di prodotti, ma anche come valorizzazione del paesaggio rurale: e in questo il nostro territorio ha una ricchezza notevolissima.
Mi piace poi sottolineare che enti di grande prestigio come Soprintendenza, Aipo e Enea, Politecnico di Milano (con uno studio sulla navigabilità del Tanaro sia dal punto di vista del turismo fluviale, sia, potenzialmente, per lo spostamento delle merci leggere) stanno mostrando grande apprezzamento per il progetto Coesione, e stanno essi stessi valutando l’opportunità di sviluppare progetti sul nostro territorio.

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Viene spontaneo pensare ad aree come l’ex zuccherificio, archeologia industriale alle porte di Alessandria ormai da troppi decenni: realtà simili potrebbero rientrare nel progetto Coesione?
Si tratta di aree di proprietà di privati, quindi sta naturalmente a loro farsi avanti con progetti adeguati, che certamente verrebbero valutati con grande attenzione. Nostro compito in questa fase è fare in modo di divulgare in maniera capillare le opportunità legate alla Coesione, in maniera che tutte le realtà, pubbliche e private, siano adeguatamente informate, e possano valutare se e come sviluppare e proporre un progetto.

Poi c’è tutto il capitolo dei servizi pubblici: Alessandria Smart City sarà davvero una rivoluzione?
Credo assolutamente di sì, e preferisco parlare di smart land, perché ha un significato più ampio: la smart land è un luogo in cui i progetti di sviluppo fondati sull’uso della tecnologia e l’ottimizzazione delle risorse prendono forma a partire dal coinvolgimento attivo delle diverse identità e realtà territoriali: ambiente, artigianato, cultura, economia, architettura paesaggistica e produttività vengono valorizzati attraverso la sinergia tra pubblica amministrazione, aziende e cittadinanza. Amag sta ponendo le basi per tutto questo, non solo lavorando ad un peraltro sacrosanto rinnovamento dell’illuminazione pubblica e della raccolta e smaltimento rifiuti, ma anche ad una serie di interventi innovativi nel campo delle rinnovabili e dell’utilizzo di alcuni rifiuti per produrre energia a bassissimo impatto ambientale. Si sta davvero disegnando il profilo non solo dell’Alessandria dei prossimi decenni, ma quello dell’intero territorio della Coesione e questo, va sottolineato, grazie al supporto di tutti i sindaci che stanno veramente facendo rete senza ostruzionismi politici o di campanile.

Ci aggiorni sulle altre coesioni: a che punto sono?
Alessandria fa volentieri da punto di riferimento, abbiamo tracciato un percorso inesplorato, e ora davvero ci fa piacere dare una mano a chi decide di partire: anche perché non parliamo di una logica ‘sottrattiva’ ma moltiplicativa. Gli effetti della Coesione non si fermano al confine di un comune, ma si propagano verso i territori limitrofi, è una crescita che stimola altra crescita, un cambiamento che genera cambiamento. Dopo la Coesione del Bacino del Tanaro sta partendo ora quella relativa all’Area di Coesione Monferrato Casalese e Terre di Po, che ha ovviamente in Casale e Valenza i comuni principali. Dopo di noi è la Coesione allo stadio più avanzato del progetto. Infatti è ormai costituita operativamente, e stiamo costruendo la strategia d’area del territorio. Ho detto stiamo perchè collaboro stabilmente con il Comitato per la Coesione Territoriale di cui abbiamo già detto, che è partner di progetto ufficiale anche di questa coesione.
Il dialogo e la collaborazione tra noi sono e saranno costanti, ma ci stiamo confrontando anche con altri tre analoghi progetti che coinvolgono Asti, Alba e molti comuni dell’astigiano, dell’alessandrino e del cuneese.  Non solo: ci sono le condizioni perché anche l’area della Val Bormida e del Tortonese possano intraprendere percorsi analoghi, e abbiamo già avviato un confronto anche con loro. I progetti di Coesione, nel decennio appena cominciato, possono davvero cambiare il destino di questa parte di Piemonte. In Regione il coinvolgimento è notevole, in queste settimane si sta valutando una cabina di regia per coordinare lo sviluppo di altre aree, per far sì che il nostro lavoro ‘pionieristico’ possa produrre frutti per tutto il Piemonte.
Bisogna crederci, e ovviamente lavorare con grande serietà. Vi terremo costantemente informati!