Agricoltori a Sanremo, c’erano anche Alessandria e Asti

Il collettivo Agricoltori Autonomi Alessandria e Asti venerdì era a Sanremo con una nutrita delegazione per portare un messaggio al Festival della canzone italiana. Il testo che è stato letto da Amadeus in sintesi e poi distribuito in sala stampa è stato condiviso e sottoscritto da più movimenti, tra cui Riscatto Agricolo e il nostro. Per questioni di tempo non è stato possibile apportare alcune modifiche, tra cui la firma collettiva, genericamente “Agricoltori in protesta”.

Agricoltori Autonomi Alessandria e Asti è nata spontaneamente senza bandiere e sigle e così si è presentata a Sanremo e ha voluto portare al Festival la voce corale di tutti gli agricoltori in protesta.

Gli Agricoltori Autonomi proseguiranno con iniziative proprie e accanto a gruppi con cui condivide scelte, modalità e tematiche. Prossimamente ad Asti e Alba. Prossimamente valuterà di attivarsi collegialmente ad altri collettivi per azioni a livello piemontese.

DISCORSO SANREMO

Gli agricoltori italiani pagano lo scotto di decisioni politiche non basate sulla scienza. Basti pensare a politiche comunitarie quali il green deal, la direttiva sulla qualità dell’aria o il regolamento sui fitofarmaci, fortunatamente ritirata dalla Commissione UE grazie alle nostre proteste; tutto queste politiche, a nostro avviso eccessivamente sbilanciate a favore dell’ambiente, vanno a discapito di tutta l’agricoltura italiana, con particolare riferimento alle piccole aziende.
Su queste questioni pesa poi la spada di Damocle dei prezzi pagati agli agricoltori. Ricordiamo a tutti che noi non possiamo programmare il prezzo di vendita dei nostri prodotti, perché siamo sottoposti ad un mercato drogato dalle speculazioni, dove il prezzo a noi pagato è un decimo di quello che pagano i consumatori.
Per questo stiamo protestando questi giorni: chiediamo una legge chiara che garantisca la giusta distribuzione del valore lungo la filiera agroalimentare, con reciproci benefici per i produttori agricoli e per i consumatori. I prezzi pagati agli agricoltori sono fermi da trent’anni, tanto che ai consumatori alcuni prodotti arrivano a costare fino a dieci volte di più. Siamo l’unica categoria a non poterci basare sui costi di produzione a non poter applicare i costi, subendo tutti gli svantaggi del mercato e delle possibili intemperie della stagione, pur avendo costi alti e certi legati alla semina e alla produzione.
Non stiamo ora a tediarvi elencandovi nel dettaglio quello che chiediamo, che abbiamo più volte spiegato alla stampa e portato all’attenzione della politica, ma vogliamo limitarci a trasmettere un messaggio molto semplice: noi agricoltori non siamo in piazza per chiedere aiuti o sussidi, ma solo per assicurarci che ci venga corrisposta la giusta remunerazione per il duro e insostituibile lavoro che svolgiamo quotidianamente, grazie al quale ogni cittadino può mangiare ogni giorno. Questo purtroppo non avviene da tempo, tanto che oggi la maggior parte dei frutti del nostro lavoro è ampiamente sottopagato, con ricavi che sono abbondantemente inferiori ai costi di produzione. Protestiamo quindi per difendere la DIGNITA’ di tutti gli agricoltori e per chiedere con forza che venga corrisposto il GIUSTO VALORE alle nostre produzioni.
Tutto questo semplicemente perché senza agricoltura non c’è vita, non c’è sovranità alimentare, non c’è libertà; chiediamo solo la possibilità di continuare a onorare gli insegnamenti dei nostri genitori e dei nostri nonni, che con rispetto, amore e dignità ci hanno portato a coltivare il valore della terra e di ciò che rappresenta, con il solo e unico obiettivo di lasciare un mondo migliore ai nostri figli.
Concludiamo con un saluto all’Italia e un ringraziamento alla Rai e ad Amadeus per averci fatto salire su questo prestigioso palco, così da dare voce agli agricoltori in quello che a tutti gli effetti è il tempio della musica italiana.
E come disse Papa Francesco: “non c’è umanità senza coltivazione della terra”.