Il sindaco Rapetti: “Acqui Terme è bellissima, e il nostro territorio ha una grande voglia di riscatto. La risorsa acqua sarà il nostro futuro: ma non scordiamoci il vino!”

di Ettore Grassano

Difficile trovare qualcuno più acquese di lui, e più innamorato della sua città. Un amore ricambiato, perché quando lo scorso anno Danilo Rapetti decise di candidarsi sindaco di Acqui Terme a capo di un’alleanza civica ‘trasversale’ (“senza naturalmente rinnegare da dove arrivo: vado orgoglioso della mia storia personale e politica”), fu subito chiaro che le urne lo avrebbero premiato: troppo forte e positivo il ricordo del decennio 2002-2012, che lo vide primo cittadino dopo anni di esperienza come assessore nella giunta leghista guidata da Bernardino Bosio. Oggi, che fare il sindaco è forse ancora più difficile di allora, Danilo Rapetti è un imprenditore cinquantenne, plurilaureato (lettere, psicologia, economia) e pieno di interessi, che ha deciso di scommettere, ancora una volta, sul rilancio della sua città: fulcro di un territorio circostante altrettanto ricco di potenzialità, eppure anche, indubitabilmente, afflitto da almeno un decennio da un senso di decadenza economica, soprattutto legato alle vicende delle Terme. Cerchiamo di capire allora se davvero, anche alla luce di una serie di recenti segnali positivi, per Acqui Terme è arrivato davvero il momento del riscatto.

Sindaco Rapetti, lei è di nuovo primo cittadino di Acqui Terme, la sua città, dal 2022. Lo fu per un decennio dal 2002 al 2012. Come ha trovato la situazione, dieci anni dopo?
Ho trovato una città, una comunità e un intero territorio (pensando all’area vasta di cui Acqui è epicentro) con una grande voglia di credere in se stessi, di riscattarsi dopo anni senz’altro complicati. Da un lato la crisi socio-economica che qui ha colpito duro, dall’altro gli anni terribili della pandemia che hanno fiaccato l’intero Paese, fanno sì che oggi sia davvero indispensabile rimboccarsi le maniche. Ma davvero percepisco nella mia comunità, e in particolare nelle generazioni più giovani, una voglia di fare, e di fare qui e non altrove, da emigranti in fuga, che mi fa ben sperare. Del resto viviamo in una città, e in un’area collinare, di una bellezza straordinaria. E abbiamo risorse e capacità per far sì che l’Acquese torni ad essere un territorio ricco di proposte, e attrattivo.

Acqui splendida bomboniera, e acquese territorio dalle grandi potenzialità: da dove partire per invertire il sentimento di decadenza che si avverte, qui come altrove nella nostra provincia?
In questi giorni, più che mai, è doveroso rispondere dall’acqua termale. Una risorsa naturale semplicemente unica, che per una serie di scelte sbagliate da tempo ha smesso di essere il volàno turistico ricettivo e occupazionale che invece deve essere, e sarà. Non posso che applaudire alla recente svolta voluta dal consiglio regionale (a partire da un emendamento della Lega, ndr), grazie al quale anche in Piemonte, come già previsto dalla normativa nazionale, le fonti delle acque oligominerali e termali non saranno più soggette a concessioni perpetue, ma ventennali. Questo significa spinta verso la concorrenza e il libero mercato, naturalmente sotto l’egida di un controllo e coordinamento pubblico che è garanzia di correttezza e trasparenza. Ma le potenzialità dell’Acquese non sono solo le Terme: pensiamo ai nostri paesaggi, alle cantine, ai percorsi in collina, ai prodotti tipici conosciuti e apprezzati da tutti: vino, tartufi, funghi, formaggi, filetto baciato, e certamente ne dimentico altri. Questi per la nostra città saranno insomma anni decisivi, in cui si porranno le basi per i decenni futuri: ci saranno forti investimenti pubblici ma anche privati: penso ad esempio alla ristrutturazione da 20 milioni di euro dell’Hotel Pineta, e non solo. Acqui sta tornando ad attrarre investitori anche da fuori, anche perché esistono oggi sul nostro territorio, a livello immobiliare, opportunità straordinarie a prezzi assolutamente competitivi.

Torniamo alle Terme Sindaco Rapetti, che fanno parte del dna di Acqui. Oggi in mani private, dopo un percorso a tappe che tutti conoscono. Qual è la situazione, e cosa può e deve fare il comune?
Inutile tornare ora sugli errori del passato: preferisco guardare al futuro, con grande ottimismo.La modifica delle norme della Regione Piemonte sulle concessioni delle acque oligominerali e termali, da perpetue a ventennali, rappresenta per Acqui una grande opportunità, e credo che i tempi per la partenza della nuova era, diciamo così, saranno brevissimi. Ci si aprirà alla concorrenza, al mercato, e su Acqui torneranno investimenti importanti, che riguarderanno certamente il comparto terme, ma anche per riflesso tutto il resto del tessuto economico locale. Cosa può e deve fare il Comune in questa fase? Ci siamo già proposti per guidare un nuovo consorzio pubblico privato che vada a rilevare le concessioni, e sia garante e amministratore delle stesse. E occorre partire, subito, con uno studio, analitico e completo, della risorsa acqua termale. Una fotografia completa e aggiornata della situazione, che definisca con precisione il perimetro di riferimento. A mio avviso del Consorzio dovranno poter far parte tutti i soggetti, pubblici e privati, che ne faranno richiesta e che avranno le carte in regola, in base a criteri chiari e trasparenti. Per tutti intendo anche, ovviamente, l’attuale società Terme di Acqui: tutti insieme per la città, per una vera rinascita del nostro territorio. Non si tratta di inventare nulla, ma di osservare quanto di buono già esiste: penso in particolare al modello veneto di gestione delle acque termali.

Perché stanno smantellando l'ospedale di Acqui Terme? CorriereAl 1

Ospedale di Acqui, e sanità territoriale. Come state cercando di fare sentire davvero la voce della comunità locale, non solo cittadina ma di tutto il vostro distretto?
L’ospedale di Acqui Terme è tra i più longevi d’Italia tra i nosocomi che sono riferimento per aree montane e collinari. Copre le esigenze di una porzione di territorio molto vasta, e dove gli spostamenti sono tutt’altro che agevoli. Per questo svolge compiti essenziali, e va rafforzato. In questi mesi è stato insediato un tavolo di lavoro tecnico istituzionale, che ha avanzato all’Asl AL richieste dettagliate e specifiche: il dialogo è aperto e molto concreto, il direttore generale Vercellino ci ha molto tranquillizzati: sono previsti investimenti infrastrutturali e in tecnologie, e l’assunzione di nuovo personale Abbiamo chiesto in particolare la presenza della cardiologia almeno h12, ossia nelle ore diurne, e ci è stato garantito che così sarà. Naturalmente ad Acqui la sanità va concepita anche come termale e curativa, per cui la collaborazione tra Asl e Terme dovrà essere sempre più stretta: anche qui, il Comune cercherà di fare la sua parte.

Per tutto l’Acquese l’economia turistica e dell’accoglienza è un asset estremamente rilevante: su cosa è opportuno puntare nei prossimi anni?
Economia turistica e dell’accoglienza da noi rappresentano una leva straordinaria, e anche in questo caso la sinergia con le Terme dovrà essere sempre più forte. Nell’acquese c’è un motto, sempre valido: “L’acqua è salute, e il vino è allegria”, che credo ben sintetizzi la nostra anima. Ad Acqui si mangia bene, e si beve ancor meglio, e per chi sceglie di vivere sulle nostre colline, o di venirci in vacanza, non c’è che l’imbarazzo della scelta: cantine, percorsi tra i vigneti, itinerari turistici per bike e trekking, scorci straordinari tutto attorno ad Acqui, paesaggio collinare molto vasto per turismo lento, fruibile da tanti. E poi naturalmente la città, con le terme e con tutta la bellezza dei suoi monumenti.

Acquese terra di grandi vini aromatici. Moscato e brachetto hanno certamente risentito della crisi internazionale dell’ultimo anno, ma restano brand forti. Come sostenere questo comparto di eccellenza?
Moscato e Brachetto sono due biglietti da visita straordinari, grazie ai quali il nostro territorio è famoso nel mondo. L’offerta è sempre più diversificata, come anche le iniziative promozionali, e legate all’accoglienza: dall’Acqui wine days a tutta una serie di proposte che coinvolgono enoteca, regione, consorzio. Proposte, abbinamenti e degustazioni fanno sì che i nostri grandi vini aromatici possano essere apprezzati qui da noi in qualsiasi momento dell’anno. Ma non mancano i progetti di marketing itinerante. Il Brachetto, ad esempio, andrà presto in tour, come una rock star, nelle principali città italiane: Torino, Milano, Roma, Napoli.

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Crisi energetica e crisi idrica: Acqui si sta muovendo con progetti specifici?
Ci stiamo muovendo per costituire una o più comunità energetiche: puntando sul fotovoltaico, ma anche sul geotermico, data la straordinaria risorsa di cui dispone la nostra città. L’obiettivo è quello di produrre energia pulita, puntando anche sulle agevolazioni fiscali previste dal Governo, da mettere a disposizione soprattutto delle fasce meno abbienti della popolazione, individuando partner industriali con un forte spirito etico. Sul fronte idrico, Acqui fu antesignana: abbiamo vissuto la prima, vera e profonda crisi idrica nell’ormai lontano 2003, durante il mio primo mandato da sindaco. Vent’anni fa ci rendemmo conto (due mesi senz’acqua in città!) che il nostro torrente Erro non era e non sarebbe stato più sufficiente. La realizzazione del tubone, con la possibilità di attingere a partire dal 2009, oltre che dall’Erro, anche dai pozzi di Predosa, fa sì che oggi Acqui (grazie alla proficua collaborazione con Ato6 e con Amag) possa contare su un approvvigionamento idrico abbondante, e di qualità. Ma sia chiaro: questo non significa ignorare la necessità di comportamenti etici e consapevoli da parte di tutti: la risorsa acqua è preziosa, e purtroppo sempre più scarsa. Dobbiamo abituarci tutta ad utilizzarla con parsimonia.

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Rifiuti e economia circolare: in quale direzione intende muoversi Acqui sul fronte raccolta e smaltimento rifiuti nei prossimi anni?
Il ciclo dei rifiuti, ossia raccolta e smaltimento, non è di competenza diretta del comune, ma di realtà consortili: nel nostro caso il consorzio acquese ovadese, novese e tortonese. La raccolta è competenza di Econet, lo smaltimento in discarica di Srt. La raccolta differenziata in questi anni ha prodotto risultati significativi, che apprezziamo. Personalmente ritengo però che questa metodologia di raccolta, nel centro storico di una città a forte vocazione turistica come la nostra, sia ancora parecchio invasiva, per cui non mi spiacerebbe valutare anche la possibilità di qualche miglioria, ossia mini aree urbane di raccolta, con cassonetti controllati, con chiave personale. Ma, ripeto, la competenza fa capo ai consorzi, e Econet sta facendo un ottimo lavoro.


Chiudiamo con uno sguardo al futuro: quale Acqui Terme nel 2027? E Danilo Rapetti quali progetti ha in politica?
2027? Immagino Acqui Terme vivace, innovativa ma forte delle sue tradizioni: un’offerta offerta termale arricchita, il Grand Hotel aperto e in piena attività, e così la piscina termale, l’Hotel Pineta, e ancora l’Hotel Carlo Alberto e le terme militari trasformate in accoglienza di lusso, e cantieri aperti ovunque, con il rilancio del lago delle sorgenti, di tutte le altre strutture e dell’intera città. Si badi bene, non è fantascienza: si tratta solo di valorizzare tutto ciò che già abbiamo, in un’ottica di innovazione e modernità. Acqui Terme può e deve essere la città dell’accoglienza, del relax, del piacere. Con un target di visitatori italiani come stranieri, interessati a vivere un’esperienza unica nel suo genere, che ruoti attorno ad una sanità termale di altissimo livello. Ma attenzione: penso anche ad una città inclusiva, attenta ai bisogni e alle esigenze dei più deboli, capace di creare ricchezza distribuita, e anche di offrire adeguato sostegno a chi non ce la fa.
Cosa farò io? Davvero non lo so. Oggi sono totalmente coinvolto dal mio incarico di sindaco: consapevole dei miei limiti, ce la metto però davvero tutta, con passione e amore, per servire meglio che posso la comunità in cui sono nato e cresciuto. Per ora va benissimo così: essere il sindaco di Acqui vent’anni dopo la prima elezione, per volontà della grande maggioranza dei miei concittadini, è davvero una grande soddisfazione, ma anche una responsabilità. Se poi ci saranno altre opportunità vedremo: adesso c’è davvero tanto da fare. Tutti insieme, per il bene di Acqui Terme.