Bello il Meier: ma chi fa manutenzione? Archivio di Stato, perchè non in Valfrè? Guerra, l’Italia dà il peggio….[Le pagelle di GZL]

di Graziella Zaccone Languzzi

 

 

1) Il Ponte Meier inaugurato nel 2016, solo otto anni fa, necessita di un’abbondante manutenzione: la notizia: “Scrostato, arrugginito, maltrattato: c’era una volta il ponte Meier ad Alessandria”. Ora io non mi soffermo su ciò che viene segnalato nell’articolo oggi, ma vado indietro nel tempo, precisamente nell’agosto 2017 quando fu segnalato da cittadini a La Stampa che la struttura era già senza vernice, e parti di vernice bianca era diventata nera sul sesto strallo partendo da piazza Gobetti. Al tempo dall’Ufficio della Direzione Lavori venne dichiarato che il ponte Meier era in garanzia e che avrebbero provveduto a segnalare alla ditta vincitrice dell’appalto per i lavori. Oggi non si sa se la ditta abbia provveduto, però si consideri il fatto che era trascorso solo un anno dal suo collaudo. Arriviamo a gennaio e a seguire febbraio 2018 con la denuncia che il ponte presentava i primi problemi, come le aste orizzontali che uscivano dalle proprie sedi e la pericolosità della copertura in legno in caso di maltempo, tanto che la passerella pedonale era stata chiusa al traffico, e per le rampe veniva denunciata una variazione del progetto esecutivo, che aveva sottratto un elemento di sicurezza rispetto all’idea originale dell’architetto: il parapetto prevedeva infatti un vetro antisfondamento a protezione delle aste orizzontali, per metterlo in sicurezza dal potenziale scavalcamento, oltre a protezioni anti ossidazione. Cito due articoli, di gennaio 2018 e febbraio 2018 Il ponte Meier ha una garanzia ed è di proprietà della città di Alessandria, quindi non tocca al cittadino occuparsene, ma agli uffici tecnici comunali. Lo stanno facendo? Sperem…Domanda: quanti anni di garanzia ha il ponte? Auspico che chi ha la responsabilità e il compito di occuparsi di questo bene (sempre riferito alla dirigenza comunale) faccia valere tale diritto, perché sono tante le magagne venute fuori in soli otto anni dalla consegna del ponte, e la manutenzione non dovrà essere a carico della città.
Voto: 2

 

2) Questa del 16 maggio è una di quelle notizie da punto interrogativo: “Da edificio industriale a grande archivio per la provincia: dal Ministero della Cultura 1.6 milioni”. Cito: “Il Ministero della Cultura ha annunciato lo stanziamento di 1.6 milioni di euro per l‘acquisto e l’adeguamento antincendio di un edificio industriale da destinare a polo archivistico per le province di Alessandria, Novara e Vercelli. Questo intervento verrà realizzato in Piemonte nell’ambito del decreto attuativo firmato dal ministro della Cultura, con il ministro dell’Economia e delle Finanze” . Ho voluto capire di più e ho trovato la notizia completa sul sito del ministro Franceschini. Qui faccio domande: ha senso acquistare un edificio industriale dismesso da adeguare con le norme di sicurezza per conservare documenti anche storici e delicati che non devono subire umidità da destinare ad Archivio di Stato, creando un polo di tre province quali Alessandria, Vercelli, Novara? Ma stiamo scherzando? Perché bisogna sempre raggruppare e per dirla meglio fare “ammucchiate” per “razionalizzare le spese” (lo dice Franceschini) e creare in un capannone industriale gli Archivi di Stato di tre province? Ogni provincia ha diritto di avere il suo e noi uno spazio lo abbiamo già, una porzione della Caserma Valfrè dove peraltro sono stati spesi denari allo scopo. Rinfresco la memoria: ad Alessandria è già stato destinato un luogo per spostare l’Archivio di Stato che è la Caserma Valfrè, sono stati eseguiti tutti i lavori necessari per 1200 metri quadrati, resi agibili e collaudati. Il suo recupero funzionale è stato effettuato tra il 2017/2018 ed è costato 1.672.939.83 euro, si legge qui. Nel momento in cui il nostro Archivio alessandrino avrebbe potuto traslocare, la struttura è stato data in prestito all’ASL/AL per la vaccinazione Covid . Chiuso l’hub vaccinale e al momento di spostare l’Archivio, lo stesso stabile viene richiesto dal Prefetto per essere utilizzato da ricovero per i profughi ucraini. E in futuro per cosa verrà utilizzato? E il capannone industriale dove verrà trovato? Ad Alessandria un po’ difficile, a Vercelli o piuttosto a Novara? Magari nel novarese vi è qualche proprietà ex Fiat/Agnelli da “rifilare” ad Enti pubblici? E che ne facciamo dei dipendenti in funzione della scelta della provincia ospitante il polo? Faranno i pendolari? Perderanno il lavoro? Ma sentite cosa dice Franceschini: “Questi scrigni della memoria collettiva vengono dotati di nuove risorse per garantire la tutela dei documenti conservati e assicurare la massima sicurezza per studenti, studiosi e ricercatori che ogni giorno li consultano per ricostruire la nostra storia”. E bravo il ministro, “studenti, studiosi e ricercatori che ogni giorno li consultano per ricostruire la nostra storia”, se sarà per ipotesi Novara, alessandrini e vercellesi dovranno spostarsi per consultare i documenti ogni giorno? Da tempo a Roma “battono i coperchi” a mio vedere, e prima questo Governo se ne va meglio è. Sinceramente non sentirò la mancanza di una legislatura che si è rivelata un altro “buco nero” nella storia del paese.
Voto: 2

 

3) Guerra. Per Draghi e per quei partiti nel governo che lo appoggiano in toto anche a costo di far sprofondare negli abissi il paese e noi italiani, sugli aiuti incondizionati all’Ucrania il motto è: “avanti Savoia!”. Forza che ce n’è per tutti ma attenzione….sempre meno per gli italiani: “Draghi, piano Marshall per l’Ucraina. Italia pronta a fare la sua parte”. Fare la sua parte per l’Italia significa mettere soldi e imprese per ricostruire la parte del paese distrutto quando che, qui in Italia, i danneggiati dei vari terremoti attendono ancora un “piano Marshall ” tutto italiano. Come per la gestione Covid&Vaccini, anche per questa guerra assurda dichiarare pubblicamente la propria opinione fuori dal coro è pericoloso, ma reprimere la propria opinione è una violenza per chiunque, io non mi violento e parto da qui: questa è la guerra dell’ibernato Biden, della Nato contro Putin, il mezzo usato è Zelensky che dall’inizio della guerra è in conferenza perenne con il mondo intero a chiedere, incitare aiuti da tutti e rimproverare se non viene soddisfatto. Lo fa al sicuro e protetto in un palazzo che non mostra segni di bombardamento, mentre da immagini TV che vanno in onda mattina, pomeriggio, sera e notte il suo paese è sotto bombardamenti, con donne, bambini, anziani che scappano in altri paesi, chi rimane muore e i loro uomini perdono la vita per combattere. Città, case, strutture, industrie distrutte e questa è pura follia provocata da chi e perché…..qui è meglio che mi taccio. Chiaro è che la continuazione del conflitto non è nell’interesse di nessun paese occidentale. Gli Stati Uniti e i loro alleati europei hanno già speso cifre enormi per armare, equipaggiare, addestrare l’Ucraina, aggravando il loro deficit e la loro pressione fiscale. Alimentare in questo modo la guerra in aggiunta alla politica di sanzioni inflitta a Mosca è assurdo. Anche ignorando i rischi crescenti per la nostra sicurezza, sono riusciti a creare un gigantesco effetto boomerang, provocando un’ulteriore impennata dei prezzi delle materie prime, l’inflazione è galoppante e la prospettiva di una nuova recessione assolutamente concreta. I paesi UE, Biden, la Nato mi paiono extraterresti provenienti da Plutone (un pianeta lontanissimo dalla Terra) tanto presi in quel ruolo e assolutamente lontani dalla volontà popolare.
Le opinioni pubbliche di tutti i paesi occidentali, anche quella statunitense e britanniche nella loro stragrande maggioranza, sono nettamente contrarie ad un coinvolgimento diretto dei loro paesi nella guerra e all’invio di materiale bellico agli ucraini, semmai sono favorevoli a trattative per arrivare a una soluzione negoziata. Ma l’ONU, il cui obiettivo principale da sempre dovrebbe essere il mantenimento della pace e della sicurezza mondiale, lo sviluppo di relazioni amichevoli tra le nazioni e i “soloni” mondiali che governano la Terra, che fa?  Sono anni che parlano di pace, ma sono solo dei falliti, stanno gestendo questo conflitto come hanno gestito la pandemia, nel caos e in ordine sparso, li ritengo incapaci nel ruolo di governare i propri paesi a salvaguardia del bene dei popoli e della Terra. L’Italia è quella che sta peggio di tutti.
Voto: 2