Un applauso ai Grigi, e all’on. Borgoglio. 25 Aprile a Casale: sciocca e immatura la contestazione al sindaco Riboldi [Le pagelle di GZL]

di Graziella Zaccone Languzzi

 

1) A tutti i Grigi, quindi ai giocatori, all’allenatore Moreno Longo, al Presidente Luca Di Masi e a tutta la società. Può sembrare un voto non adeguato al risultato finale della sfida di Como, e qualcuno dirà che bastava uno sforzo in più, una botta di coraggio in più e il gioco era fatto. Ma lo sforzo e il coraggio i Grigi ce l’hanno messo, eccome: serviva solo un colpo di fortuna in più (o un ritmo meno altalenante nel girone d’andata) e finalmente Alessandria sarebbe sbarcata in serie B.
Ma la seconda posizione non è certo un disonore, e rimane la possibilità di giocarsi i play off da protagonisti: i Grigi di quest’anno ne hanno tutti i mezzi.
Il mio è un voto di incoraggiamento. In questo momento la nostra squadra va motivata, perchè la stagione non è finita.
I play off vedranno al via 28 squadre dei tre gironi di serie C ed inizieranno il 9 maggio. I Grigi entreranno in scena lunedì 24 maggio con le altre due seconde dei gironi B e C, e le 5 formazioni che avranno superato i turni precedenti. A questo punto secondo gli abbinamenti che scaturiranno, l’Alessandria giocherà la gara di andata il 24 maggio ed il ritorno venerdì 28 maggio e, sempre in virtù del secondo posto della stagione regolare, l’Alessandria giocherà il ritorno in casa. Si qualificheranno 4 squadre che disputeranno le semifinali sempre con gare di andata e ritorno, e in caso di parità di risultati e differenza reti nelle due gare, si qualificherà la testa di serie, e l’Alessandria ha questa caratteristica. Le due vincenti delle semifinali si giocheranno mercoledì 9 giugno e domenica 13 giugno la quarta ed ultima poltrona per la serie B, sempre gare di andata e ritorno. In caso di parità di risultati e differenza reti, al termine della seconda gara si disputeranno eventuali supplementari e rigori. C’è ancora da “correre” ma l’Alessandria, confortata dall’affetto manifestato, giocherà con grinta e serenità. Voto 10 va anche ai tifosi che l’hanno sempre supportata. In coro: FORZA GRIGI!!!
Voto: 10

 

2) Un applauso All’on. Felice Borgoglio. Fra pochi mesi saremo in piena campagna elettorale per le Sindaco Rossa a ruota libera: bilancio di fine mandato e 'trailer' del programma elettorale CorriereAlamministrative di primavera 2022, e a parlarne per primo in un’intervista sul Piccolo del 16 aprile dal titolo: “Elezioni? Cambia poco se prima non si riforma la macchina comunale”, è stato l’on. Felice Borgoglio. Sindaco socialista di Alessandria per due mandati (roba rara per Alessandria) nel 72/75 e 75/79, e nel 1979 eletto in Parlamento, dove rimase con un ruolo di rilievo fino al 1992. Erano certamente altri tempi, ma Alessandria durante le sue due amministrazioni ebbe sicuramente dei giovamenti, quindi fu un buon sindaco. A chi ama conoscere le vicende politico amministrative della città segnalo un volume molto interessante: “Alessandria, ieri: un passato ancora presente” di Debora Pessot. In questo libro da pag.143 a pag.152 viene trattata l’epoca Borgoglio, caratterizzata da importanti politiche di sviluppo per Alessandria. Chiusa la parentesi sul curriculum dell’on. Borgoglio (per le giovani leve), eccomi al motivo della pagella di oggi, che è “riforma della macchina comunale”. Non è la prima volta che ne parla, e cito una frase sempre di Felice Borgoglio: “a Palazzo Rosso vorrei meno scrivanie, e più servizi”. Su questo tasto l’On. Borgoglio mi trova d’accordo. La politica cambia, ma la macchina comunale alessandrina è sempre la stessa da anni: va riconosciuto in realtà al sindaco Cuttica di aver inserito, dal 2017 ad oggi, diversi nuovi dirigenti, in sostituzione di una vecchia guardia non sempre brillantissima, ma nel frattempo tanti comparti hanno perso personale, per pensionamenti, ma anche richieste di trasferimenti ad altre amministrazioni. In più, l’età media di chi è rimasto è assai elevata, e magari stimoli e capacità di stare al passo con i tempi sono quelli che sono. Non si tratta di licenziare, ma una seria riorganizzazione delle competenze e degli uffici sarebbe nell’interesse della città e dei cittadini. Nell’intervista alla domanda: “Alessandria ce la farà?”, L’On. Borgoglio risponde: “La cosa fondamentale è riformare la struttura amministrativa, con un accordo tra le parti, altrimenti chiunque vince non va lontano. La macchina comunale è obsoleta…”. Infatti non siamo ben messi: obsoleti e in bolletta. Nell’intervista si parla anche delle elezioni del 2022: del resto è già partito in città il tam tam su candidati, coalizioni, apparentamenti, liste civiche e ammucchiate varie. Da mesi osservo la parte sud della città, ossia il Cristo, e da lì potrebbe arrivare la novità di una candidatura alla poltrona di Palazzo Rosso. Civica e apartitica, si dice: ma cosa c’è di davvero super partes in questo paese? Chissà se ho visto giusto. Tornando all’On. Borgoglio, che quattro anni fa fu il vero artefice del progetto Quarto Polo, ora dichiara che se ne starà fuori dai giochi, ma sempre disponibile se qualcuno chiede consigli. Chiaro è che ci vuole un bel coraggio a candidarsi Sindaco in una città che da tempo lotta per far quadrare i conti, e per concludere cito un tris di pagelle del 12 agosto 2019: “Palazzo Rosso e il risanamento dei conti: la storia infinita! [Le pagelle di GZL]”. Già, chissà quando questa storia sarà finita.
Voto: 8

 

3) E’ ancora il caso di festeggiare il 25 Aprile, festa della Liberazione? Ma soprattutto, possibile che non si riesca mai a farlo in maniera condivisa, da paese maturo, che sa guardare con equilibrio ad un passato ormai peraltro non più vicinissimo? Sono nata nel ’47, ma la storia raccontatami dai miei vecchi, sulla guerra e sulla sua conclusione, è ancora impressa nella mia mente: e parte di quella storia orale non si è mai letta sui libri. Almeno su quelli scritti dai vincitori. E veniamo al dunque: mi ha fatto rabbrividire leggere su Il Monferrato di martedì 27 aprile i vari articoli (pag.8 e 9) sulla commemorazione della Festa della Liberazione a Casale Monferrato. Inaccettabili certi comportamenti appena il Sindaco della città, Federico Riboldi, democraticamente eletto dalla maggioranza dei casalesi e dotato di ampio consenso anche personale, ha iniziato il suo discorso. Cosa ha ben detto di tanto grave il Sindaco? Ecco il resoconto sulla prima pagina de Il Monferrato: “Chiedo a tutti, a nome di una memoria condivisa, di ricordare con rispetto le vittime di entrambe le parti, anche le moltissime perseguitate e uccise dopo la fine della seconda guerra mondiale”. Sono parole così offensive, o storicamente fondate ed equilibrate?
Non è più un segreto per nessuno quanto è accaduto nelle prime settimane e mesi dopo il 25 aprile, ed è storicamente scorretto sminuire i fatti accaduti in quel periodo.
Ma per alcuni (minoranza in realtà nel paese reale: ma minoranza di quelle che strapesano, a tutti i livelli) il 25 Aprile è ritenuta una festa ‘di parte’, quella buona e giusta naturalmente. Tutti gli altri devono tacere, applaudire o, al più, far finta di nulla e abbozzare. Nel 2021 siamo ancora a questo punto: un Sindaco politicamente avverso all’ideologia di alcuni dovrebbe autocensurare il suo pensiero, per evitare di finire fischiato e contestato. Da una minoranza rumorosa, ripeto: sarebbe interessante sapere cosa ne pensano davvero i casalesi. Tutto ciò che è successo a Casale Monferrato lo scorso 25 aprile mi ha ricordato certi film con Don Camillo e Peppone. Questa pagella è frutto di una mia opinione espressa nel diritto costituzionale di libertà: una giornata di enorme importanza per il nostro Paese richiede serenità e rispetto, maturità e capacità di ascolto. La democrazia del pensiero unico la lasciamo ai nostalgici dei regimi totalitari.
Voto: 2