10 al Professor Bertino, eccellenza alessandrina nel mondo. Ma un plauso anche a Enrico Sozzetti, e al sindaco Cuttica [Le pagelle di GZL]

di Graziella Zaccone Languzzi

 

1) Al Professor Pietro Bertino: quarantatré anni, laurea in Scienze Biologiche all’Università del Piemonte Orientale di Alessandria con specializzazione in Igiene all’Università di Milano e dottorato a Novara. Pietro Bertino dal 2007 è negli Stati Uniti per fare ricerca sul mesotelioma, e attualmente è “Associate Research Professor al Cell & Molecular Biology Department della John A. Burns School of Medicine – University of Hawaii”. Una giovane eccellenza che in Italia non avrebbe avuto futuro, e le motivazioni le spiega lui stesso nell’intervista rilasciata il 7 gennaio a Marco Caneva (alessandrianews/Il Piccolo): “All’Università delle Hawaii per studiare il mesotelioma”.
Brevemente dall’intervista: “Sto studiando l’anticorpo P4D2 che si lega in modo specifico alla galectina 9, una molecola poco studiata. Il mio laboratorio ha pubblicato i dati sugli effetti terapeutici di questo anticorpo l’estate scorsa. P4D2 non solo è in grado di uccidere direttamente le cellule di mesotelioma, ma ha un effetto molto importante anche sul sistema immunitario del paziente.” E’ una “pagella”, non posso dilungarmi, per questo consiglio la lettura completa e attenta a chi ama essere informato, perché viene fuori il perfetto quadro sulle motivazioni per le quali molti ottimi giovani “cervelli” italiani (in questo caso nostrano) sono costretti a portare il proprio bagaglio professionale all’estero, per arricchire le esperienze di studio e tradurle in ricerca. Pare che in altri paesi (per fortuna) non funzioni come in Italia, e nella ricerca non esistono “baroni” o pochi “eletti”, e i giovani laureati sono considerati, come giusto che sia, per ciò che sanno, e per il contributo che possono portare. Da “Il Sole24 Ore” viene denunciato che ogni anno nel nostro paese quattordici mila giovani laureati con curricula molto brillanti scelgono di andare a lavorare all’estero. Bel guadagno ci facciamo. Tornando al Prof. Bertino, sul sito della “Fondazione Buzzi Unicem onlus Comitato scientifico”, vi è un elenco delle ricerche, degli studi finanziati e di tutti i protocolli sperimentali attualmente disponibili a livello mondiale, in questo elenco viene citato un fondo erogato al Prof. Bertino. Al tal proposito, ricordo che la “Fondazione Buzzi” (sede Casale Monferrato) è attiva dal 2004 nel sostegno di progetti finalizzati allo sviluppo e alla ricerca di nuove strategie nella diagnosi e cura del mesotelioma. Al Prof. Bertino, che in questi giorni è in Italia, auguro un buon lavoro, e che i suoi studi lo portino ad ottenere quel risultato che tutto il mondo attende, perché l’amianto è dappertutto, e il mesotelioma è davvero una brutta ‘bestia’.
Voto: 10

 

2) Ad Enrico Sozzetti. Non è la prima volta che gli dedico una pagella positiva: Sozzetti è un 10 a Enrico Sozzetti, zero agli anonimi del web! [Le pagelle di GZL] CorriereAlprofessionista nel giornalismo di livello. I suoi articoli sono chiaramente il frutto di un lavoro di ricerca e attenzione, con dovizia di particolari nei confronti della notizia che tratta. Nei suoi scritti rilevo sempre opportunità di autonomia e la libertà di giudizio nell’esporre un argomento, “possibilità” di libertà a volte rara anche per un buon giornalista. Nello scorrere la lettura dell’articolo che a seguire citerò, vi è un punto che spiega nel modo più chiaro il “tallone di Achille” del Comune, un punto debole che sta nel sistema della macchina comunale. Personalmente me ne sono accorta da tanto tempo, solo che pochi ‘realizzano’. In un Comune di qualsiasi dimensione è necessaria la disciplina dell’assetto organizzativo, che sta nella stretta collaborazione sincera e fattiva tra organi politici, la struttura tecnica e il personale. Lo scopo è perseguire la logica di servizio in maniera prioritaria, e con una cultura ‘di risultato’, e obiettivi di qualità migliorativa. Per questo che desidero trattare l’argomento consigliandone la lettura completa per capire che politica, dirigenza, personale tutti devono essere collaborativi ed uniti se si vogliono raggiungere risultati. L’articolo: “Le zone artigianali, il Comune di Alessandria e la creatività. Ma alle volte basta solo la buona volontà e una organizzazione efficiente [Centosessantacaratteri]”.
Questo è il ‘cuore’ dell’articolo: “Forse però sarebbe più opportuno migliorare la macchina organizzativa comunale, controllando in modo più rigoroso le attività, i cantieri e la programmazione. La latitanza degli interventi di manutenzione è anche il frutto di un mancato controllo del rispetto della programmazione dei lavori. Anni fa, proprio in relazione alla eterna questione del mancato taglio dell’erba nelle aree artigianali e industriali, un assessore rispose a chi scrive: “Gli uffici mi hanno assicurato di essere intervenuti”. La risposta è stata: “Assessore, ma lei un sopralluogo in D3 lo ha fatto?”. La replica: “No, in effetti”. L’assessore un giro lo fece, dopo qualche giorno, e per miracolo l’erba venne tagliata. Semplicemente ‘gli uffici’ avevano detto una cosa, ma la realtà era ben un’altra. Certo, non è pensabile che si debba controllare tutto di persona. Ma nemmeno pensare di abdicare a un ruolo pubblico solo perché abbagliati da un possibile risparmio. Nelle imprese private l’ottimizzazione dei processi produce risparmi, efficienza e migliora la competitività. Non è scritto da nessuna parte che l’amministrazione pubblica non debba fare altrettanto al suo interno.”A buon intenditor poche parole…
Voto: 9

3) Rio Lovassina. Il buon voto va alla giunta guidata dal sindaco Cuttica, dal momento e dopo anni di attesa l’amministrazione comunale sta prendendo seriamente in carico il grave problema del Rio Lovassina, nonostante sia di competenza regionale giacchè il rio Lovassina percorre sotto altro nome molti comuni prima di giungere a Spinetta Marengo e fare i peggiori danni. A questo proposito tutto ciò che può fare il sindaco Cuttica è pretendere dalla Regione che il problema sia risolto in toto. La notizia: “Il sindaco Cuttica: Rio Lovassina a Spinetta Marengo: intervento risolutivo da 15 milioni di euro”.
Avrei qualcosa da dire, visto che da molto tempo mi sono posta questa domanda: perché la Regione da almeno trent’anni gioca a scaricabarile, esponendo la popolazione di Spinetta e dintorni, ad ogni maltempo, ai peggiori rischi e danni personali, ambientali e sanitari?”. Sappiamo tutti che il Lovassina è uno dei rii più inquinati di Italia. Perché è di competenza regionale? Un po’ di storia a firma Andrea Vignoli: “Novi e quei vecchi rii sotterranei” Cito: “Rio Merlario, rio della Cerchia, rio Gazzo, rio Chiavarina, rio Brenno, piccoli corsi d’acqua che oggi sembrano spariti. In realtà ci sono ancora, ma passano sotto l’abitato e non ci accorgiamo più di loro, fino a quando eccezionali precipitazioni ci fanno ricordare della loro presenza. Il rio Gazzo è tristemente famoso perché, quando dopo Pozzolo diventa Lovassina, detiene il triste primato di corso d’acqua più inquinato della nostra provincia Il percorso del rio Gazzo è abbastanza lungo: arriva da chissà dove e uscito da Novi passa nella zona di Castel Gazzo (dove cede parte delle sue acque al depuratore) e attraversa il territorio di Pozzolo. All’uscita di Pozzolo il rio cambia ancora nome, diventando rio Lovassina. Il suo corso prosegue lungo la statale per Alessandria, fino a Spinetta dove viene nuovamente interrato. Alla fine del suo tragitto il rio Gazzo, divenuto Lovassina, cambia ancora nome diventando rio Ressia per gettarsi finalmente in Tanaro”. Un plauso al Sindaco Cuttica e l’esortazione a tenere duro, e pretendere il rispetto delle responsabilità da chi ha il reale compito di risolvere questa annosa ‘grana’.
Voto: 8