PD verso il congresso: Paolo e Rita contro il resto del mondo [Controvento]

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Dall'ANPI di Casale grazie a Mons. Catella CorriereAl 2di Ettore Grassano

 

 

Paolo e Rita contro il resto del mondo. La partita in corso nel Partito Democratico alessandrino (provincia e circoli) tutti gli addetti ai lavori la sintetizzano così. Altro che largo ai giovani, altro che prestanomi spacciati per ‘candidature dal basso’. La mitica base, insomma, che in realtà si fa ormai proprio fatica a identificare.

Ex sindaco di Alessandria e ex presidente della Provincia provano invece a ‘contarsi’, per capire se ancora ci sono gli spazi (almeno all’interno dello ‘striminzito’ universo degli iscritti al partito: meno di 300 ad Alessandria, quanti complessivamente in provincia?) per ‘pesare’, in vista delle prossime sfide elettorali. Che sono due, anzi tre: elezioni politiche (primavera 2018), elezioni regionali e comunali, con particolare riferimento a Casale Monferrato (primavera 2019).

L’obiettivo (il sogno?) pare essere la candidatura di Rita Rossa alle politiche, e quella Parlamentodi Paolo Filippi al consiglio regionale, o in subordine come sindaco di Casale Monferrato. Dipende anche dalle intenzioni dell’attuale primo cittadino casalese ovviamente, Titti Palazzetti: si dice che il clima nella maggioranza di centro sinistra casalese sia tutt’altro che tranquillo, e il rapporto Palazzetti Filippi non idilliaco. Tanto che pare già sfumata l’ipotesi di un assessorato casalese per il ‘moderato’ alessandrino Claudio Falleti, caldeggiata dall’ex presidente di Palazzo Ghilini, e di cui si è discusso per settimane.

Chi conosce un po’ la ‘geografia politica’ del PD di casa nostra sa che questo passaggio congressuale, tra ottobre e novembre, è tutt’altro che ‘pro-forma’: è vero che i ruoli di segretario locale di partito, oggi, non sono certo espressione di reale potere (e neppure di guadagno personale: è bene ricordarlo, sono tutti incarichi ‘no profit’), però possono risultare decisivi al momento dell’espressione delle candidature per le partite ‘che contano’. Sempre che naturalmente da Roma non arrivi il ‘pacchetto completo’ di nomine, e sempre tenendo conto che non è ancora neppure chiaro con quale legge elettorale si voterà in primavera.

E un paese che ogni volta riscrive le regole in prossimità delle urne, in relazione ai calcoli e alle necessità di chi comanda, ricordiamocelo, una democrazia compiuta e matura deve ancora conquistarsela. (Un amico mi dice che questo inciso è ridondante: a me invece pare fondamentale, voi che dite?)

Oneto Vittoria 2Per intanto, gli appassionati di politica possono godersi la sfida all’O.K. Corral del PD mandrogno: l’ex assessore di Palazzo Rosso Vittoria Oneto (sostenuta appunto dal tandem Rossa Filippi: entrambi assenti però alla presentazione ufficiale) contrapposta al segretario provinciale uscente Fabio Scarsi, ovadese, morandiano doc. Sulla carta il favorito, essendo sostenuto sia da renziani che orlandiani. Se poi il risultato della partita sia così scontato, e con quali ‘bilanciamenti’, lo capiremo a breve.

Per quanto riguarda i circoli cittadini, invece, ad Alessandria pare certa la Coloris (PD), storia di un anno vissuto pericolosamente: “giusta l’autocritica, ma guardiamo avanti con passione” CorriereAl 1ricandidatura dell’ex consigliere comunale Daniele Coloris, gradito al tandem Rossa Filippi, ma persona in realtà apprezzata da tanti per il suo pacato equilibrio. Basterà questo a mettere tutti d’accordo? Difficile, a questo punto e date le scelte ‘conflittuali’ a livello provinciale. Pare che renziani e orlandiani si stiano preparando ad una candidatura alternativa: si parla della ‘disponibilità’ di Rapidardo Antinucci, socialista romano di nascita e alessandrino ‘per amore’, già consigliere regionale laziale, parlamentare ed europarlamentare. Uno che ha ‘masticato’ la politica vera insomma, e che appare sempre più attivo anche sul fronte locale.

Ma attenzione all’unica verifica che conta davvero: quella delle urne nella prossima primavera. Da lì, al di là dei giochi di corrente e di poltrone (e seggiole sempre più sgangherate) il Partito Democratico dovrà davvero ripartire. E potrebbe trattarsi di una ripartenza davvero in salita.

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