Terzo Valico: l’unica cava controllata conteneva rifiuti. E tutte le altre?

A quanto pare le cave prescelte per depositare le terre e le rocce da scavo del Terzo Valico (il cosiddetto “smarino”) sono state approvate da Comuni, Province, Regioni e Governo senza controllare che dentro le cave fossero già seppelliti rifiuti pericolosi. L’unico controllo è stato fatto (da Arpa su richiesta del Comune di Tortona) nella cava Castello Armellino, tra Sale e Tortona, quando chi dovrebbe realizzare il tunnel, Cociv, era in procinto di utilizzarla effettivamente.

Se sui rifiuti sepolti in quella cava fosse stato messo anche lo smarino probabilmente nessuno li avrebbe mai scoperti. Ma gli effetti li avrebbero visti gli abitanti di Sale e dei comuni vicini, perché il fondo della falda superficiale è inclinato e porta l’inquinamento verso di loro.

Ma sono oltre 80 le cave prese in considerazione per il Terzo Valico, in un’area che va da Pontecurone a Sezzadio. Allora occorre farsi delle domande.

Perché tra i molti aspetti presi in esame non è stato controllato che in tutte quelle cave non fossero già stati sepolti rifiuti illegalmente?

Non è lecito sospettare che la disponibilità ad accogliere lo smarino in realtà nasconda la necessità di seppellire definitivamente rifiuti interrati in passato?

Ma c’è anche dell’altro, perché i controlli che sono stati previsti per impedire che tra le terre e rocce da scavo vengano infilati ulteriori rifiuti pericolosi (durante il viaggio o direttamente nella cava di destinazione) sono controlli a campione che, nel contesto, non servono a nulla.

E questo perché ogni camion porta una ventina di tonnellate di materiale, che dopo mezzora viene ricoperto da altrettante tonnellate di materiale dal camion successivo, e così via: un rifiuto smaltito illegalmente a mezzanotte ha sopra di se, alle sei del mattino successivo, centinaia di tonnellate di smarino. Che senso ha pensare di effettuare, in tale contesto, controlli a campione al fine di proteggere falde acquifere che servono a bere, cucinare, lavare, coltivare ed abbeverare animali in una gran parte del Piemonte?

Occorre quindi chiedere che, prima di metterci lo “smarino”, si controlli che nelle cave non ci siano già dei rifiuti pericolosi. In tutte le cave, a partire da quelle di Spinetta Marengo che sono destinate ad essere usate immediatamente.

E occorre chiedere che all’ingresso delle cave e durante il tragitto dei camion vengano effettuati dei veri controlli.

Ma con quei controlli il Terzo Valico verrebbe a costare molto di più, e allora occorre scegliere tra realizzare un’opera di cui non è mai stata dimostrata l’utilità e fermarla subito per salvare falde acquifere che sono molto più “strategiche” del Terzo Valico e che valgono infinitamente di più.

 

Tino Balduzzi – Falde sicure