La Madonna fiamminga e conturbante di Fouquet [Very Art]

Foquet Madonna del latte homedi Cristina Antoni

 

Considerata tra le più stupefacenti Natività dipinte in tutta la storia dell’arte, scopriamone in questo articolo il mistero e la magia che la circonda: ‘La Madonna del Latte’ di Jean Fouquet.
Sensualità conturbante unita all’algida e composta eleganza senza tempo sono le caratteristiche principali di quest’opera, simbolo del Rinascimento francese, ben distante dalle bonarie e rasserenanti Madonne del Quattrocento fiorentino alle quali siamo abituati.

La pelle eburnea, la testa calva, il corpetto slacciato, lo sguardo fiero, il seno bellissimo offerto allo sguardo rendono questa improbabile figura sacra quasi un demone tentatore di lussuria e nel contempo un’icona moderna, attualissima e proiettata nel futuro.

Il Dittico di Melun di cui la Madonna in questione è una parte è un dipinto attribuito a JeanEtienne de chevallier dittico Melun Fouquet, databile intorno al 1450- 1455 e oggi smembrato. Lo scomparto sinistro, con Etienne Chevalier (il committente dell’opera) presentato da Santo Stefano si trova alla Gemaldgalerie di Berlino, mentre lo scomparto destro con la Madonna del Latte in trono con Bambino si trova al Koninkljjk Museum voor schone Kunsten ad Anversa. Ne era parte anche un medaglione con un autoritratto dell’autore, che oggi si trova al Louvre. Molti sono gli elementi di commistione tra tradizione italiana e mondo transalpino, per i quali Jean Fouquet rappresenta una figura di incontro e fusione.

Fouquet realizzò l’opera dopo il viaggio in Italia, lavorando alla Corte di Carlo VII.
Circondata da cherubini rossi e serafini blu (che rimandano alla sapienza e all’amore di Dio) la Madonna si staglia in forma piramidale con imponenza incutendo una sorta di timore reverenziale misto ad un brivido di erotismo, suscitando nello spettatore un’ambigua malia, quasi come in un’alchimia magica, in una rappresentazione sicuramente più laica e profana che religiosa.

Più che una Madonna la figura pare quella di una Regina posta su un trono ornato di gemme e perle. Una luce gelida illumina i colori puri e privi di sfumature.
Si ritiene che l’opera sia stata dedicata ad Agnes Sorel, bellissima ed elegante amante di Carlo VII.
Le cronache dell’epoca, parlando di Agnes, riportano infatti parole chiare sulla sua bellezza ed eleganza: ‘le sue vesti e di gioielli erano di rara bellezza, possedeva pellicce di martora e sete d’Oriente, gli strascichi delle sue vesti erano le più lunghe di tutto il Regno….teneva a mostrare ciò che aveva di più bello e spesso scopriva le spalle ed il petto.’

Bellini Madonna cherubini rossiRe Carlo conobbe la fanciulla nel 1441, ed invaghitosene dopo tre anni la fece entrare a corte come dama di compagnia della moglie, Maria D’Angiò. Dalla relazione nacquero tre figlie che furono educate a corte. Agnes morì a soli ventotto anni, o a causa di un aborto o ‘si vocifera’ per un possibile avvelenamento da mercurio. Forse la cortigiana era troppo influente e potente. A distanza di cinque secoli infatti un team di ricercatori francesi ha deciso di riesumare il corpo della nobildonna ed i resti della Dame de Beauté sono stati passati al vaglio dei più moderni strumenti di ricerca. Risultato: sospetti forti di omicidio per avvelenamento ed una ricostruzione al computer del bellissimo volto di Agnes, riproponendolo cosi come avrebbe potuto essere e ripetendone il miracolo della bellezza.

Il dittico commissionato dal tesoriere del re potrebbe essere quindi un omaggio alla signora ‘dal bel seno’, come veniva definita all’epoca.

Un dipinto rinascimentale italiano accostabile a quest’opera, seppur diversissimo, dall’auraBellini particolare cherubini rossi più sacra, ma comunque circondato dai cherubini rossi è la tavola di Giovanni Bellini del 1490 dal titolo ‘la Madonna dai Cherubini rossi’. I putti del Bellini sono genuini e candidi, lontani dagli angeli fiamminghi, raffinati ed inquietanti al tempo stesso di Fouquet. La Madonna del Bellini ha uno sguardo amorevole per il Bambino, ed anche qui la distanza è forte tra le due tavole. Nella Madonna di Fouquet madre e figlio sono raggelati ciascuno nel proprio essere.