Casi di tolleranza [Il Flessibile]

caruso_copertinadi Dario Caruso.

A Savona c’è una grande fortezza che si affaccia sul mare.
Il Priamar, testimone della storia della mia città, oggi separa la tranquillità inquinata del mare dal traffico cittadino che per una città di queste dimensioni non ha nulla da invidiare a Shanghai.

Alcuni giorni fa mi trovavo in auto, imbottigliato nel solito ingorgo del tardo pomeriggio sulla corsia di destra verso casa.
Il Priamar mi osservava severo: “Che ti dicevo? Una bici, ci vuole…”
L’avevo, una bici.
Nonostante avessi precauzionalmente portato in casa il sellino e blindato con catena e lucchetto, me l’hanno rubata.
Bastardi.
Bastardi che mi immagino in bici così come Fantozzi che gridava: “Alla bersaglieraaaaa!”
Non divaghiamo.
Ero in auto, sulla mia corsia.
Allo scattare del verde del semaforo, un macchinone si intrufola prepotente davanti a me con una manovra pirata. Freno di botto e mi trattengo dall’usare il clacson ed inveire.
“Pazienza – mi ammonisce il Priamar – non lo vedi che è targato MI? Non conosce la viabilità locale. Sii tollerante!”
Giusto. Bisogna essere tolleranti, mi ripeto dentro.
E flessibili.
Poi però mi sovviene alla mente un flash.

priamar_savonaLa settimana scorsa andai a Milano e in uno di quegli infiniti controviali che cingono il centro e che hanno nomi diversi pur essendo tutti uguali effettuai la stessa manovra pirata.
Mi immisi nella corsia a fianco dovendo poi svoltare a sinistra all’incrocio successivo.
Dietro di me l’ira di Dio, clacson e lampeggi di abbaglianti.
In fondo il Castello Sforzesco mi guardava severo e inveiva in lumbard contro la mia persona.

Ritorno al presente.
Al diavolo la tolleranza, metto la mano sul clacson per rendere al milanese ciò che i suoi concittadini mi avevano vomitato addosso.
Non c’è più.
Il macchinone targato MI è svanito.
Il Priamar sorride: “Bravo, ottimo esempio di tolleranza. E flessibilità!”

Non è che a essere tolleranti e flessibili si finisce per esagerare?
Alla bersaglieraaaaaa!