Vertice Psa: Cia chiede nuovamente azioni di depopolamento cinghiali

Incontro sullo stato dell’arte dell’espansione virus, ma i danni agricoli sono ingenti

C’era anche Cia Alessandria-Asti all’incontro svolto in Provincia di Alessandria per fare il punto della situazione riguardo la PSA-Peste suina africana, giovedì 3 aprile. Erano presenti i vertici istituzionali, rappresentanti del mondo politico o organizzativo, i tecnici, in collegamento il commissario straordinario Giovanni Filippini; Cia era rappresentata dalla presidente Daniela Ferrando e dal vicedirettore Franco Piana.

L’assessore regionale all’Agricoltura Paolo Bongioanni ha riconosciuto il lavoro della provincia come esempio virtuoso per come è stato affrontato il problema, Filippini ha esposto dati e cartografia sull’espansione dell’infezione annunciando l’emissione di un nuovo Piano strategico al termine del mese di proroga della precedente ordinanza in corso. Il Commissario ha ribadito più volte l’importanza di arrestare l’espansione verso le aree est e ovest dove risiedono importanti distretti suinicoli italiani (Lombardia, Emilia Romagna e zona Cuneese).

Cia è intervenuta insistendo sul fatto che manca ancora incisività nelle azioni di depopolamento dei cinghiali, in ragione dei danni sempre più ingenti causati alle aziende agricole, e ha aggiunto che è stata fallimentare la costosa scelta europea della recinzione, ormai distrutta in varie parti dopo poco tempo dalla sua installazione. Riguardo il depopolamento richiesto con insistenza da tempo da Cia per arginare i danni del mondo agricolo, il problema – è stato spiegato – consiste (anche) nella distinzione tra danni causati da cinghiali sani e danni causati da cinghiali infettati, per cui sono previste azioni di contenimento diverse.

L’impressione che Cia registra è che i danni all’agricoltura in provincia di Alessandria restino una questione meno prioritaria rispetto ad altre, pertanto Cia Alessandria-Asti richiede maggiore attenzione al territorio alessandrino, essendo stato il primo a registrare i casi, convivendo da anni con questo ulteriore problema.

Cia ritiene che questa burocrazia stia strozzando il settore agricolo, rallentando soluzioni a problematiche concrete. Gli agricoltori subiscono danni alle semine, alle produzioni e al raccolto finale indipendentemente dalla presenza della malattia sui cinghiali. In conclusione, al vertice svolto in Provincia, il clima era di ottimismo, ma Cia resta piuttosto scettica.