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C’era anche Cia Alessandria-Asti – rappresentata dalla presidente Daniela Ferrando – alla seduta aperta del Consiglio provinciale ad Alessandria, dedicata alla Peste Suina Africana (PSA).
Cia ringrazia il Presidente della Provincia e il Consiglio per la convocazione dell’incontro utile a fare il punto, numeri alla mano, sulla diffusione del virus e sulle azioni di depopolamento dei cinghiali, ma allo stesso tempo la considera “un’occasione mancata” a causa dell’assenza del Commissario Giovanni Filippini.
Commenta Ferrando: «Cia lo ha detto e ribadito più volte nel tempo: la fauna fuori controllo è un grave problema, e dopo anni stiamo ancora discutendo sulla gestione dell’emergenza Psa. È un problema anche il cambio di strategia, che è cambiata da contenimento a depopolamento, con ritardi e perdita di opportunità. Quando la squadra era pronta a partire, formata e attiva resa possibile da Provincia, ASL e biocontrollori, c’è stato un repentino stop che, di fatto, rischia di vanificare gran parte del lavoro svolto».
Tutti gli attori della vicenda hanno riportato la difficoltà data dall’avvicendamento dei vari Commissari straordinari e dalle numerose ordinanze emanate. I dati degli abbattimenti dimostrano che la presenza dei cinghiali sul territorio è in sovrannumero, l’immediata riduzione delle richieste danno (in numero e valore) e non emerge una correlazione con l’espansione della malattia. Nonostante tutto, pare che la diffusione del virus rallenti e gli ultimi allargamenti potrebbero essere dovuti dal contagio con vettore umano/volatili piuttosto che tramite selvatici.
Inoltre, la dibattuta questione della rete voluta dall’UE che Cia ha sempre criticato: «Non deve essere un pretesto per un mero scontro politico; i problemi arrecati al comparto agricolo sono ingenti e va valutato se questa azione è ancora attuale ed efficace, altrimenti la manutenzione sarà una spesa davvero inutile. L’avanzata del virus ha cambiato più volte la delimitazione delle zone, arrivando anche in Alto Piemonte. Oggi parliamo di cinghiali – conclude Ferrando – ma tutta la fauna selvatica lasciata senza controllo costituisce un problema: noi agricoltori siamo messi in grave difficoltà anche da caprioli, nutrie, piccioni e ultimamente anche dal lupo».