Perchè diciamo no all’impianto a biogas di Valmadonna

Il Comitato “Noi dell’Osterietta”, intende intervenire in merito all’impianto proposto dal gruppo Genovese Ravano Power con osservazioni, visto che sarà interessata la zona Osterietta e la vicinanza  delle nostre case.

Egregi Signori,

diciamo NO, il nostro territorio è già in partenza una zona poco privilegiata dove in autunno o primavera  basta un maltempo più corposo che si rischia allagamento con i Rii Ponte Rosso e Longina che prima di gettarsi nel Nuovo Rio Loreto allagano in gran parte campagne e a volte qualche abitazione (vedi Via dell’Osterietta) calcolando che ogni centimetro quadrato di quell’impianto verrà cementificato e sicuramente  aumenterà la portata di acqua in arrivo a valle, con pericoli maggiori per le nostre abitazioni,visto e considerato che tutti sappiamo che se si va a togliere terreno vergine manca assorbimento quindi chi è a valle cosa fa? Verreste voi ad asciugare le mura delle nostre  case, ricomprarci mobili, elettrodomestici e suppellettili, noi abbiamo già dato abbondantemente in questo senso.

Un ulteriore NO:  altro punto che ci crea danni e disagi: è stato fatto uno studio sul traffico? Bene! Allora vi sarete resi conto che si tratta di strade di campagna, ad es. via Porcellana è una Strada Consortile, un Consorzio nato nel 1900 e quindi anche la strada è tale,  dal 1900 ad oggi pochi interventi e uno più corposo,  una asfaltatura ma il suo sottofondo non reggerà il peso e il traffico previsto,noi residenti siamo i proprietari di questa strada anche se vicinale ad uso pubblico con due ponticelli sul Nuovo Rio Loreto, qualcuno ne ha preso atto e verificato  la loro portata? Le verifiche andrebbero fatte subito e non dopo visto l’importanza del progetto e la sicurezza della viabilità con un ponte autostradale già limitato a 25 tonnellate regola rispettata fino ad oggi, e non vorremmo vedere che anche lì si potrà transitare dall’oggi al domani con pesi superiori, ma se cosi fosse visto che il traffico su questa direttrice è di 12 mesi solo per il rifornimento dell’impianto, senza calcolare lo spargimento del digestato, invitiamo il Comune di Alessandria a prenderla tutta in carico e di provvedere alla sua manutenzione e vedremo quanto resiste, inoltre non cercate di farci credere che in quella strada passeranno anche i camion, un autotrasportatore ai giorni nostri prende la via più veloce con meno problemi (tempi di percorrenza facilità di manovra consumi),quindi si andrà a intasare ancora di più la viabilità di San Michele percorrendo  la SR10 fino all’uscita Osterietta e via sulla SP 494 direzione Valenza andando a intasare questa arteria. Osservazioni fatte dai due tecnici incaricati dal Comune di Alessandria che dicono che si passa benissimo con un autocarro e  si legge: “ In  data 01/07/2020 è stato condotto dalla Soc. RGP Biometano un sopralluogo presso il sito di impianto con il Comune di Alessandria ed in particolare con l’Arch. Gambarini del Settore Polizia Municipale e il Geom. Ravetti del Settore Lavori Pubblici. In tale occasione sono stati percorsi con un mezzo pesante le viabilità locali comunali e consortili, in particolare Strada Cerca, Via Porcellana e Strada Loreto indicate in rosso nella ripresa area 5.1, in analogia a quanto avverrà durante l’esercizio dell’impianto.

La prova eseguita ha permesso di riscontrare che la viabilità locale individuata per raggiungere l’impianto è sostanzialmente idonea anche ad essere percorsa da mezzi pesanti.” Domanda: quali erano le dimensioni e il peso dell’autocarro? Quale è il mezzo utilizzato per la prova? Perché sono state fatte foto solo della strada ma non del mezzo usato mentre era in transito? Tali strade hanno divieti, come mai dal nulla sono diventate praticabili? Se Strada Cerca si possa percorrere solo con dei trattori, sono stati valutati dimensioni e pesi? Il risultato del passaggio triplicato di tali mezzi è già preventivato, traffico in tilt e strade che si sbricioleranno.

E ancora NO, su queste osservazioni: non capiamo perché viene chiamato BIOGAS,  di bio che cosa ha?  Per noi eccessivo sfruttamento del terreno ,un raccolto  per il fabbisogno alimentare, altri uno o due per produrre energia con quale convenienza poi.  Con questi mezzi che sprigionano cavalli a terra e quindi emissioni in atmosfera , si prepara il terreno per la semina più volte quindi fertilizzare, arare, seminare, irrigare, raccolto, trasporto e trattamento e si ricomincia quindi cosa c’è di BIO?  Senza contare poi che nell’ area di lavorazione per produrre biogas si utilizza materiale fatto fermentare quindi miasmi che renderanno l’aria poco piacevole, utilizzando liquami di stalla,  principalmente composti da urina con alte percentuali di ammoniaca, riconosciuta tossica  che oltre a respirarla verrà utilizzata insieme al digestato come fertilizzante quindi cosi “ottimale” per le nostre falde e culture , inoltre questo impianto verrebbe costruito dove già esiste un deposito carburanti e forse il livello di sicurezza non è il massimo.

Diciamo NO,  in una zona dove già esiste un inceneritore per scarti di macellazione che ogni tanto rilascia odori nauseabondi a questo si aggiunge il depuratore degli Orti (problema dei miasmi risolto in primavera inoltrata 2020) ma anche quello si spera resista ai nuovi allacciamenti preventivati al collettore con un aumento delle acque reflue e si ricominci a vivere nel fetore. Ci chiediamo pure, come mai nel nostro territorio siano già presenti parecchie centrali a biogas che producono solo energia elettrica sul posto,forse per effetto della nuova centrale, visto la richiesta sempre più crescente di materiale di produzione cesseranno le loro attività per mancanza dello stesso o magari si adegueranno trasformandosi anche loro,dove sarà possibile in tante piccole centrali produttrici di “biogas”? Inoltre per la produzione e la lavorazione di questo “biogas” servirà acqua, molti  metri cubi (visti i filmati in rete) quindi il terreno verrà trivellato per fare un pozzo con quali conseguenze per le nostre falde (problema già emerso anni fa con il progetto di produzione di energia elettrica bruciando del gas metano a San Michele).

Diciamo NO, noi residenti dell’Osterietta siamo consapevoli di vivere in una zona disagiata e da tempo svalutata, dove non ci sono ville “fiabesche”, persone famose o di peso politico alla pari dei residenti del sobborgo Valmadonna che proprio per lo status di territorio ritenuto prestigioso, stanno giustamente lottando contro la Centrale, noi dell’ Osterietta riteniamo che ciò che inquina o rechi danni di ogni genere, non va bene per nessuno sia per un sobborgo disagiato che residenziale.

Infine: Chiederemo di poter partecipare alle varie Conferenze di Servizio come uditori ed eventualmente presentare le nostre osservazioni per scritto in funzione delle Leggi vigenti su una questione che ci riguarda da vicino.


Per Il Comitato Noi Dell’Osterietta
Il Presidente Armando Mattana