Tram in Piazzetta della Lega [Un tuffo nel passato]

di Tony Frisina.

 

Quando una cartolina è bella… è bella.

Questa che vogliamo (ri)mettere all’osservazione dei lettori è una vera opera d’arte.

Avevamo già visto (in piccolo e fra altre) questa immagine, in una delle prime uscite della nostra rubrica; ritengo però che sia giusta e meritevole un’analisi più attenta.

Giorni or sono mi è capitata ancora tra le mani e il mio sguardo si è posato con più attenzione sui particolari di cui è ricca.

A volte la nostra mente, per motivi imponderabili, è più libera e sgombra da scorie e ciò che gli occhi riescono a guardare colpisce in profondità con una forza diversa e più intensa.

Soffermiamoci attentamente sui vecchi negozi.

Come possono passare inosservate le insegne così finemente dipinte che sovrastano le vetrine? Negozi ancora saturi del sapore dell’Ottocento trascorso da un decennio o poco più. La Drogheria Moderna (chissà quali deliziosi effluvi vi si potevano respirare a pieni polmoni nell’attesa di essere serviti), il Lloyd Italiano dei fratelli Cornaglia con una nave che spicca al centro dell’insegna d’angolo…

E sulla destra, come non rimanere stupiti dall’estrema raffinatezza della vetrina del negozio all’angolo con via Umberto I°? Vetrine installate soltanto da qualche anno, con i decori e i fregi tipici dello stile Liberty imperante in quegli anni…

Il tram. Nuovo mezzo di comunicazione che collegava gli Orti con la Stazione Ferroviaria, come si evince dall’indicazione, era in posa. Sì! Era in posa per il fotografo che aveva intenzione di realizzare una cartolina super. La dimostrazione che il tram era stato fermato per la fotografia è data dal fatto che un folto gruppo di nostri vecchi concittadini, approfittando del momento e avendone tutto il tempo di farlo, posavano anch’essi accanto alla fiammante vettura tramviaria. La vera fermata si nota, infatti, qualche metro più avanti (il cartello appeso ad un cavo ne indica il luogo esatto).

La gente.

Come non intenerirsi nell’osservare tutti i figuranti con gli abiti del tempo? Gli uomini ed alcuni ragazzi col tabarro (èl frac), tornato di moda nell’Ottocento grazie ai dandy dell’epoca. (In Italia, durante il Ventennio il mantello viene considerato addirittura un elemento d’ispirazione anarchica. In città è praticamente proibito portarlo ma sopravvive fino agli anni ‘50 usato prevalentemente in ambiente rurale. E come non notare i cappelli? Non una delle persone che si vedono ne risulta sprovvista, ad eccezione di una bambina che, chissà per qual motivo, ha dimenticato il suo foulard. Berretti in capo ai bambini, Borsalini e copricapi vari in testa agli uomini e perfino un cappello militare, indossato dall’uomo in divisa. E poi ancora un cappello portato alla malandrina …  calato sugli occhi del signore corpulento davanti alla Drogheria Moderna. Forse che possa trattarsi del droghiere in persona, visto che indossa proprio un tetro grembiule da droghiere?

Al lettore lasciamo la soddisfazione di osservare i particolari architettonici dei palazzi che ancora esistono, ma che sono stati ampiamente manomessi e imbruttiti dai soliti restauri dei tempi moderni.

E sempre al lettore chiediamo se si sia accorto di una svista del tipografo che ha stampato la bella cartolina. Il classico neo sul viso di una bellissima fata

Tram-e-Piazzetta-della-Liga

Cronachetta –  Il lunedì è un divertimento trascorrerlo in Piazzetta della Lega all’imbocco del corso Roma. I contadini fermi a trattare sono il novanta per cento. Il dieci per cento è costituito da gente che deve circolare per i fatti loro. Il guaio maggiore è che circolano (filano) automobili, trams, biciclette. Ne succede dalle nove alle dodici un caos divertentissimo. Un signore discute con un altro con il solito pacchetto avvolto in carta blue contenente grano. Niente di male, dico io e dite voi; il male è quando quel grano vola improvvisamente in aria o meglio sulla faccia paffuta e rosea del commerciante che voleva acquistarlo; daltronde che colpa ne ha quel povero garzone ciclista che pressato dalla gente ha infilato una rotaia del tram? Questo è un caso ma ve ne sono mille. E per farla breve, perchè non vietare il transito alle automobili, alle motociclette, alle biciclette?

Lascino pure passare sulle sue rotaie il tram, anzi propongo per la circolazione il tram-cisterna, quello che innaffia le strade. Almeno così la gente starà una volta tanto a posto.

« marius »

La Libertà – Settimanale Cattolico della Provincia di Alessandria – Organo della Giunta della Diocesi di Alessandria – Anno XV – Numero 36 – Alessandria – Giovedì 6 settembre 1934 – Anno XII E.F.