Rita Rossa ultima, ma…

SondaggiVai a votare quest’anno? No, grazie a Dio non mi serve niente (Ficarra e Picone)

 

I tifosi del Sindaco non si preoccupano troppo (e forse fanno bene) mentre gli oppositori gioiscono (prematuramente).

Chi avrà ragione lo sapremo tra un annetto abbondante, ma nel frattempo mi voglio divertire pensando come sempre al passato, in questo caso al vostro, che sto imparando a conoscere anno dopo anno. Potremmo iniziare parlando di un partito che si chiamava Democrazia Cristiana, che pare nessuno ammettesse di votare, tutti all’apparenza ne erano insoddisfatti ma per 40 anni ha guidato l’Italia. Poi arrivò Tangentopoli, che frantumò i partiti tradizionali, il popolo era furibondo quando gli certificarono per vere quelle ruberie di cui si vociferava, ma nonostante tutto i partiti cambiarono il nome e molti di quei personaggi ritrovarono nel voto a loro favorevole una nuova verginità politica.

Nel frattempo scandali vari, mazzette, mafiosi,corruzione, prostitute e tanto altro, ma al governo c’è sempre una costola della vecchia DC che allegramente governa con l’acerrimo avversario a sua volta altra costola della stesso partito.

Cinquestelle che avanzano, arretrano, gridano, si indignano ma spostano masse solo sul web, ai raduni con spettacolo di Grillo e alle tornate elettorali senza preferenze….già, perché quando si è trattato di votare per le regionali, con in lista l’amico dell’amico di quello che ti potrebbe dare una mano, il coraggio è evaporato vedendo crollare i consensi anche del 30%.

Detto questo se poi si parla di sondaggi, intenzioni di voto e classifiche si salvi chi può! Dalle “bandierine” azzurre di Emilio Fede che in base agli exit poll posizionava su tutte le 22 regioni d’Italia (son meno di 22,ma l’entusiasmo era tale che a momenti le piazzava anche su Corsica e Svizzera) salvo poi tingerle di rosso man mano che i risultati diventavano reali. Era se non sbaglio il 1995.
Nel 2006 tutto sballato ma si attribuirono gli errori dei sondaggisti alla difficile legge elettorale. Insomma negli ultimi 20 anni classifiche, sondaggi, proiezioni ed exit poll han spesso fatto disastri quindi meglio controllare le emozioni.

Un dato certo esiste. Nel 2009 l’allora presidente uscente della provincia di Alessandria si presentò alle urne penultimo nella classifica di gradimento dei sui “pari grado” ma rinvinse: non in scioltezza, ma ai tempi supplementari, e restò in sella un altro mandato.

Più che leggere dati virtuali, fossi in voi aspiranti governanti di domani mi impegnerei di più a trovare persone nuove e competenti, punterei su programmi veri piuttosto che su favolette quasi mai realizzate o realizzabili. La gente si indigna ma dimentica, si arrabbia ma perdona.

Il popolo delega, non si impegna più in prima persona, gli studenti sono troppo impegnati a dire che a loro la politica fa schifo, inconsapevoli che in questo modo si stanno scavando la fossa, così come i grandi movimenti di protesta che nascono e muoiono con la velocità di un fuoco d’artificio.

In questi anni vi hanno rubato le pensioni, chiesto immani sacrifici, la disoccupazione ha toccato vertici mai visti da decenni eppure non c’è più stato un solo “autunno caldo”, le piazze sono vuote, tutti a casa a consolarsi con le imitazioni di Crozza.

Quindi a chi pensa che l’ultimo posto di Rita Rossa sia una sentenza ripeto:
state calmi, se potete.

 

Diogene (il cane)