A Volpedo la presentazione del libro “Ezio Lucarno: oltre il partigiano”

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Sabato 28 novembre alle ore 21.00, nella Scuola elementare di Volpedo (AL) in via Mazzini, si terrà la presentazione del libro Ezio Lucarno: oltre il partigiano.

Ezio Lucarno è una giovanissima medaglia d’oro della Resistenza, ucciso a soli 18 anni. Di famiglia e di residenza genovese, aveva parenti e frequentazioni in val Curone (cascina Cavanera di Casalnoceto e Cà Barbieri a Volpedo) e questo particolare rende la sua vicenda umana ulteriormente interessante.

Ezio Lucarno
Nato a Genova l’11 agosto 1926, caduto in Val Vobbia (Genova) il 28 novembre 1944, apprendista meccanico, Medaglia d’oro al valore militare alla memoria.

Era ancora un ragazzino quando, a Genova, aveva avuto i primi contatti col movimento antifascista clandestino. Fu così che, dopo l’8 settembre 1943, “Cialacche” (questo il nome di copertura che aveva scelto e che in genovese significa chiacchiere) e cinque dei suoi compagni, dopo aver appoggiato gli scioperi antifascisti, distribuito volantini e recuperato armi, salirono armati ed equipaggiati in montagna. Ben presto il ragazzo si impose per il suo coraggio e per il senso di responsabilità e fu nominato commissario di distaccamento della Brigata “Jori” della Divisione Garibaldi “Cichero” . Cadde sul Monte Antola dopo un furioso scontro con i nazifascisti.

La Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria di “Cialacche” ha questa motivazione: “Giovane diciottenne, entusiasta ed animoso, entrava tra i primi a far parte del movimento partigiano, ripetutamente distinguendosi per temerario ardimento. Dopo essersi più volte portato in difficili e sanguinose azioni nel corso di duri rastrellamenti, alla testa del suo distaccamento, affrontava ancora una volta il nemico in combattimento notturno. Accerchiato da preponderanti forze, con pronta decisione e cosciente sacrificio, si portava da solo in posizione adatta ad attirare, con il fuoco della sua arma, la attenzione ed il fuoco nemico. Permetteva così ai dipendenti di sganciarsi e di ripiegare e cadeva, dopo lunga resistenza, crivellato di colpi. Nobile esempio di virtù guerriera e di alto senso del dovere”.
A Genova a Ezio Lucarno è stata intitolata una via, prospiciente l’edificio della scuola media che porta il suo nome accomunato a quello di Massimo D’Azeglio.

Sul luogo dove il ragazzo è caduto combattendo c’è un cippo che reca incise queste parole, dettate da Giorgio Gimelli: “Dicevi: l’esempio del commissario/ è marciare per primo/ e mangiare per ultimo./Così sei partito per primo in pattuglia/ contro il reparto nazista/ che qui ti ha ucciso./ Noi vorremmo poter ancora/ sentirti parlare dell’avvenire/ come facevi nelle riunioni/ del Distaccamento Mandoli/ e avremmo tante domande da fare/ tanti dubbi tante critiche tanta delusione/ da esprimere./ Ci fossi ancora tu/ Commissario Cialacche/ ad aiutarmi col tuo sorriso/ la tua fiducia nel Popolo/ e nella Classe Operaia”.