“Non fate ad altri quello che non vorreste fosse fatto a voi”: in mostra a Lu le acqueforti di Gagliardo

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Sabato 25 aprile presso il Municipio di Lu si inaugura la mostra “Non fate ad altri quello che non vorreste fosse fatto a voi” a cura di Zonta Club Alessandria.

Le acqueforti di Alberto Helios Gagliardo contro tutte le guerre, a tiratura limitata, sono un regalo prezioso che il Club ha ricevuto dalla Galleria Il Vicolo di Genova, una grande storia di amicizia.

Fondatrice della galleria è Piera Prigione originaria di San Giuliano Vecchio e Zontiana del Club Genova I: la raccolta che torna in mostra dal 25 aprile è stata dedicata a Francesco Grassano, partigiano anche lui di San Giuliano Vecchio ucciso a 37 anni nel giorno della Liberazione. Dal 2012 la mostra è riproposta dal Club di Alessandria per ribadire come nelle sue finalità ci sia il perseguimento della pace nel mondo.

“Il Comune di Lu celebra il 70° anniversario della Liberazione, attraverso le opere ed il messaggio di Alberto Helios Gagliardo, artista che prima di altri in un periodo in cui la Patria veniva celebrata con la retorica della guerra e della morte, ha rimarcato con le sue opere il messaggio che poi fu della Resistenza: quello di pace e dignità umana” commenta il sindaco Michele Filippo Fontefrancesco.

Alberto Helios Gagliardo (Genova: 1893 – 1987) fu pittore e incisore. La sua attività nei due ambiti fu sempre, ovviamente, interconnessa, tanto è vero che a volte trattò lo stesso tema o soggetto sia in opere pittoriche che incisorie. Per la quarta volta dal 2012 Zonta Club Alessandria dedica una mostra all’artista genovese che nel periodo 1925 -1940 realizzò 19 acqueforti con tema la guerra. I messaggi che Gagliardo dona al mondo sono inviti alla pace, “a non fare ad altri quello che non vorreste fosse fatto a voi”: ecco il legame con Zonta. Il codice d’onore del più antico Club di Servizio Femminile (è nato nel 1919) ha proprio questo precetto tra i suoi fondamenti. Il codice d’onore è del 1921 e mette in evidenza come le Zontiane siano professioniste, protagoniste della società e del mondo economico in cui vivono ma anche promotrici di pace. Il Club presieduto da Anna Girello, è lieto di esporre a Lu nel 70° anniversario della Liberazione, nel Centenario della Grande Guerra e nel 15° anniversario della fondazione di Zonta Club ad Alessandria.

Le ragioni che rendono così cariche d’interesse le 19 lastre dell’artista e che di conseguenza ne giustificano, anche a distanza di 80-90 anni, l’esposizione sono duplici e cioè di natura storico-ideologica ed estetica. È subito evidente il loro fermo carattere di condanna della violenza bellica. È difficile ricordare qualcosa di così drastico, di così deciso nel segno e nel giudizio. In Italia, forse solo i grandi disegni di Carpi sulla tragica ritirata dell’esercito serbo in Albania possono reggere il confronto. Ma in Gagliardo la definizione dell’immagine è più netta e tagliente, l’ispirazione è meno patetica. Per taluni aspetti il rimando che viene più spontaneo è quello a Otto Dix che incideva i suoi cinquanta zinchi sugli orrori della Prima Guerra Mondiale pressappoco nello stesso periodo in cui Gagliardo stava per incidere i suoi. Dalle immagini di Gagliardo, come in Dix, esulano i commenti pietistici dei fatti. Le sue immagini hanno margini duri, risentiti che sigillano spietatamente la forma, dandole perentorietà, esemplare energia. A volerle collocare dentro il gioco delle tendenze, si potrebbe vederle in uno spazio intermedio tra espressionismo e Nuova oggettività.

“Il tema della prima guerra mondiale non aveva avuto tempo di risolversi che già il secondo conflitto esplodeva più atroce: Gagliardo continua nella sua opera rivelando quanto profondi fossero i motivi del suo dissenso nei confronti della prevaricazione sull’uomo. Ed è appunto in tale dissenso che attingono forza di persuasione queste sue immagini, superando le stesse dolenti e drammatiche “occasioni” che le hanno dettate. Nei giorni di rischio e di sgomento in cui viviamo, con guerre civili appena spente sull’altra sponda del Mediterraneo e gli echi quotidiani di un conflitto in Siria che presenta un bollettino di caduti altissimo, di donne e bambini profughi in Paesi stranieri, queste immagini ci appaiono come la testimonianza del giudizio generale e immutabile che vuole la violenza fuori dai confini della nostra storia. Lo Zonta ha tra le sue finalità il miglioramento della condizione della donna, che significa il miglioramento di quell’anello della società che è fondamentale nella ricostruzione ma anche e soprattutto nei processi di pace e di mantenimento della pace tra i popoli. La mostra è un’occasione per ribadire il nostro no alla guerra, il nostro si al rispetto dei diritti umani, al rispetto delle idee e delle differenze altrui , al diritto ad essere LIBERI” afferma la curatrice della mostra Nadia Biancato, socia  e responsabile advocacy di Zonta Club Alessandria, direttore internazionale di Zonta International 2014-2016.

La mostra sarà inaugurata sabato 25 aprile alle 10.30 e rimarrà visibile al pubblico fino al 10 maggio nella sala consigliare del Municipio, Via Colli 5. Orari di apertura: Lun-sab 9,30-12,30.