E’ bello curiosare fra i commenti degli addetti ai lavori su facebook, a bocce ferme dopo le elezioni. Soprattutto perchè, archiviati gli slogan elettorali, per fortuna torna a filtrare qua e là un po’ di ironia.
Paolo Filippi nel settore è sempre un paio di passi avanti, e ieri pomeriggio chiedeva affranto notizie di Scelta Civica (“Cercavo i risultati di Scelta Civica. Boh, paiono scomparsi. Peccato”). E’ palesemente di buon umore, l’ultimo Presidente della Provincia di Alessandria, e ne ha tutto sommato motivo: sarebbe certamente generoso e antipatico sostenere che “Si scrive Ottria, si legge Filippi”, però non nascondiamoci dietro un dito: l’elezione del consigliere regionale del Pd (e civatiano) Walter Ottria è stata anche una prova di forza di Filippi stesso, a cui il Pd alessandrino ha negato la possibilità di una candidatura, puntando i piedi così forte che ad un certo punto il segretario regionale del partito Gariglio ha desistito, per evitare spaccature insanabili e nocive in campagna elettorale.
Ma di queste potete leggere anche nella cronaca politica di apertura di oggi.
Tra l’altro, sempre sul tema, ieri mattina un esponente del Pd ci segnalava che Walter Ottria è stato anche rieletto sindaco del suo paese, Comune di Rivalta Bormida. E, in caso di rinuncia al ruolo di primo cittadino, il comune verrà commissariato. Mentre se, per contro, Ottria rinunciasse al ruolo di consigliere regionale, gli subentrebbe nel ruolo il terzo classificato della lista Pd (dopo Ravetti, e lo stesso Ottria), Graziano Moro.
Francamente, chiedere a chi ha fatto una campagna elettorale ‘a pancia sotto’ e l’ha vinta di rinunciare, ci pare improponibile.
E se invece, all’italiana, Ottria puntasse su una proroga sine die, e ricoprisse entrambi i ruoli? Si può, non si può: nel Paese delle eccezioni, e dei provvedimenti ad personam, qualcuno si scandalizzerebbe?
Sempre a proposito di libere considerazioni post elettorali: 2 nuovi europarlamentari, e 4 neo consiglieri regionali sono tutto sommato un bel bottino per la provincia. E pazienza se un nostro amico, pensatore raffinato, finge di arrabbiarsi e dice che “il territorio produce pomodori. I politici dovrebbero piantare le loro radici nei progetti, non nella terra, con una visione da campanile”. L’esperienza italica insegna in realtà, a tutti i livelli e le latitudini, che il politico capace può anche essere, per il territorio, un bel fertilizzante, diciamo così. Certo, attraverso idee e progetti, ma senza scordarsi da dove viene insomma, e chi lo ha eletto.
A proposito: in pochi lo evidenziano, ma il 2014 è anche stato, rispetto alle Europee del 2009 e ancor più alle Regionali del 2010, l’anno del crollo delle preferenze individuali, e chi l’altro giorno è stato eletto in Regione, con quei numeri quattro anni fa sarebbe rimasto a casa. Su cosa voglia dire, aspettiamo anche vostre chiavi di lettura.
Intanto, considerato che tutti i 6 eletti alessandrini in Europa e in Regione sono new entry, non ci resta che augurar loro sinceramente buon lavoro: nessuno almeno potrà lamentarsi di mancanza di ricambio.
Ps: in bocca al lupo anche a due amici di CorriereAl che sono stati eletti sindaci dei loro comuni: Domenico Priora a Gabiano e Franco Ferrari a Vignale Monferrato.