Le cartoline di una città sono sempre le più rappresentative dei luoghi del passeggio. Fotografi, tipografi ed editori cercano di produrre immagini relative ai soggetti più rappresentativi e di maggior successo. Questo è il principale motivo per cui le immagini del centro storico riproducono sempre i luoghi “più comuni”, mentre le periferie e le zone cosiddette “degradate” o povere non hanno cartoline o se ne esistono hanno un buon grado di rarità.
Altra interessante cartolina con l’immagine di Corso Roma ripreso verso la metà, nei pressi nella Banca di Novara.
Notevole la bella vetrina incastonata sotto il balcone della casa in primo piano. Il momento dello scatto non vede molti protagonisti del passeggio ma inquadra invece, presumibilmente, persone che abitavano nelle adiacenze o forse attratte dalla presenza (insolita per l’epoca) del fotografo.
Siamo all’incirca nel 1910 e questo dato lo si deduce dall’assenza delle rotaie tramviarie, oltre che dalle caratteristiche della cartolina, che per qualità della carta e dal tipo di stampa fanno inquadrare l’oggetto, appunto, nella data citata.
Interessante leggere, scorrendo i giornali d’epoca, una notiziola “un poco forte” di un evento accaduto, proprio in quel periodo, nella tranquilla e sonnecchiosa cittadina di provincia di quegli anni lontani. Eventuali errori sono presenti tra le righe di cronaca e lasciati inalterati.
Una canzonettista ferita in pieno giorno – Arresto del feritore e del marito.
Sul Corso Roma in prossimità del negozio della ditta Savio, un individuo mentre passeggiava in compagnia di una canzonettista, tutto ad un tratto la assalì e dopo averla gettata a terra, le vibrò un colpo con un accuminato coltello producendole uno sfregio sulla guancia destra.
I passanti, esterrefatti per la fulmineità della scena non ardivano affrontare l’esaltato individuo; ma ecco che il sergente maggiore Savino Orlando, riuscì ad afferrare l’uomo riducendolo all’impotenza e quindi coll’aiuto di alcuni agenti, tradurlo in Questura.
La canzonettista è certa Clelia Ascoli, in arte Rina Ferretti. Il feritore si chiama Giulio Fiori d’anni 24 di Roma ferroviere.
Dopo due giorni la Ferretti riprese il suo lavoro e tutto pareva finito; ma ecco che il marito della Ferretti, Aldo Ascoli, e certo Celi Dante, romani, usciti da pochi giorni dal carcere di Perugia, venuti a conoscenza del fatto a mezzo della stampa, si portarono in Alessandria col proposito di uccidere lo sfregiatore e la Ferretti.
La questura informata del fatto, riusciva a trarli in arresto non appena giunti nella nostra città inviandoli alle carceri a disposizione dell’autorità giudiziaria.
LA LEGA LIBERALE – Giornale settimanale – Politico – Amministrativo – Letterario – Anno XXIII – Numero 53 – Alessandria, Venerdì 18 Dicembre 1908.
