Assemblea dei sindaci “Sulla sanità il territorio chiede risposte”

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Mettere il cittadino al centro, ascoltare i professionisti e trasformare le esigenze del territorio in risposte concrete. È questo il filo conduttore dell’Assemblea dei Sindaci del Distretto Sanitario ASL AL di Alessandria e Valenza, riunita martedì 29 settembre u.s. sotto la presidenza del Sindaco di Castelletto Monferrato, Gianluca Colletti. Per questa seduta l’Assemblea ha scelto una sede particolarmente significativa: il Presidio Riabilitativo “Teresio Borsalino” di Alessandria.

IL BORSALINO, UN’ECCELLENZA DA VALORIZZARE
Prima dell’avvio dei lavori, i Sindaci hanno effettuato una visita del Presidio accompagnati dal dott. Luca Perrero, Direttore della Struttura Complessa di Neuroriabilitazione – Unità Spinale – Gravi Cerebrolesioni Acquisite. Sono stati illustrati i principali percorsi riabilitativi e le modalità attraverso le quali la struttura integra competenze professionali, innovazione tecnologica e personalizzazione delle terapie. “Il Borsalino rappresenta un patrimonio sanitario del quale il nostro territorio deve essere orgoglioso – dichiara il Presidente del Distretto Gianluca Colletti. Qui abbiamo visto una sanità capace di mettere insieme tecnologia, ricerca, professionalità e soprattutto umanità. È questo il modello di eccellenza che dobbiamo continuare a valorizzare.” Un ringraziamento particolare è stato rivolto alla Direzione Sanitaria per aver concesso la visita e per aver ospitato l’Assemblea, insieme a tutto il personale medico, infermieristico e sanitario. “La vera forza del Borsalino sono le persone che vi lavorano ogni giorno. A loro va il nostro ringraziamento per la professionalità, la competenza e l’umanità con cui accompagnano pazienti e famiglie in percorsi spesso complessi.”

Un riconoscimento particolare è stato rivolto al dott. Perrero: “È un grande professionista, appassionato del proprio lavoro, capace di unire competenza ed equilibrio umano. In un ambito come quello della riabilitazione questo significa anche saper alleviare il peso del ricovero e del percorso di recupero, dando sostegno non soltanto al paziente ma anche alla sua famiglia.”

MEDICINA TERRITORIALE: LE RIFORME DEVONO ESSERE COMPRENSIBILI

I lavori dell’Assemblea sono quindi proseguiti con il confronto con i responsabili delle AFT dei Medici di Medicina Generale. Al centro del confronto la riorganizzazione della medicina territoriale e il ruolo che dovranno assumere le Case di Comunità, con particolare attenzione alla concreta sostenibilità del nuovo modello. I quesiti predisposti per i MMG hanno affrontato, tra gli altri, il tema della presenza dei medici nelle Case di Comunità, delle risorse necessarie, dell’integrazione tra ospedale e territorio, della presa in carico dei pazienti cronici e fragili e della gestione dei cittadini privi temporaneamente di un medico di medicina generale. “È emersa con forza una necessità – commenta Colletti: la riorganizzazione deve essere spiegata ai cittadini. Non possiamo pensare che sia sufficiente cambiare l’organizzazione dei servizi se il cittadino non sa cosa cambierà per lui.” Le Case di Comunità – prosegue Colletti – non devono essere semplicemente nuove strutture fisiche. Devono diventare un sistema comprensibile e realmente accessibile, capace di collegare medicina generale, specialistica, infermieristica, servizi sociali e ospedale.” La documentazione di confronto con i MMG individua tra le priorità proprio la necessità di chiarire quale presenza concreta della Medicina Generale sia possibile garantire nelle Case di Comunità e quali servizi possano risultare realmente utili alla quotidianità dei professionisti e dei cittadini.

CENTRO E PERIFERIE: NESSUN TERRITORIO DEVE ESSERE LASCIATO INDIETRO
Un altro elemento centrale riguarda l’equilibrio territoriale. La nuova organizzazione dovrà evitare che la concentrazione dei servizi nelle Case di Comunità produca, soprattutto per le aree periferiche, ulteriori difficoltà di accesso. “La sanità territoriale deve avvicinarsi al cittadino. Non possiamo chiedere ai cittadini delle periferie di percorrere distanze sempre maggiori per accedere ai servizi. Questo è uno degli aspetti che dovrà essere affrontato nella costruzione del nuovo modello.”

PFAS: PRIMO PASSO AVANTI, ORA SERVE CONTINUARE
L’Assemblea ha quindi affrontato il tema dei PFAS, a seguito dell’audizione svoltasi presso la Regione Piemonte. Il Sindaco di Montecastello e Vice Presidente dell’Assemblea, Gianluca Penna, ha relazionato sull’incontro con l’Assessorato regionale alla Sanità, illustrando il percorso avviato sul tema della presa in carico sanitaria delle popolazioni interessate. L’Assemblea ha ribadito la necessità di proseguire il lavoro affinché l’area di biomonitoraggio possa essere ampliata sulla base di criteri tecnico-scientifici, individuando in modo appropriato le popolazioni da sottoporre agli approfondimenti e verificando l’eventuale presenza di PFAS nel sangue. “Sui PFAS abbiamo compiuto un primo passo avanti, ma non possiamo fermarci – sottolinea Colletti. Su una questione che riguarda la salute delle persone servono risposte fondate sulla scienza, dati e monitoraggi adeguati. L’obiettivo deve essere quello di comprendere in maniera sempre più precisa l’eventuale esposizione della popolazione e garantire la massima attenzione istituzionale.”

I SINDACI: ASCOLTARE, COORDINARE, DARE RISPOSTE
“L’Assemblea di martedì – conclude Colletti – dimostra quale debba essere il ruolo dei Sindaci nelle politiche sanitarie territoriali: ascoltare le comunità, confrontarsi con i professionisti e portare le esigenze dei cittadini ai tavoli istituzionali competenti. Il nostro compito non è sostituirci agli operatori sanitari o ai tecnici, ma fare in modo che le esigenze del territorio non rimangano inascoltate. Dal Borsalino alla medicina territoriale, fino alla questione PFAS, abbiamo affrontato temi diversi ma uniti da una stessa responsabilità: lavorare perché la tutela della salute dei cittadini sia concreta, accessibile e sempre più vicina alle persone.”


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