
Un tricolore (e anche la bandiera dell’UE e della Regione Piemonte) in ogni classe: l’iniziativa del sindaco nel primo giorno di scuola
Primo giorno di scuola a San Salvatore: il sindaco Corrado Tagliabue e il Dirigente Scolastico Maurizio Carandini installano in ogni classe tre bandiere.
Donati agli studenti anche la Costituzione e il Manifesto di Ventotene. Un’iniziativa unica nel panorama scolastico nazionale per piantare i semi della cittadinanza.
Un inizio d’anno scolastico all’insegna dei valori civici e dell’identità istituzionale quello vissuto oggi dagli studenti dell’Istituto Comprensivo “Paolo e Rita Borsellino”. In occasione del primo giorno di lezione, il Sindaco Corrado Tagliabue e il Dirigente Scolastico hanno visitato personalmente ogni singola classe del plesso per un gesto simbolo destinato a fare scuola: l’installazione permanente di tre bandiere in ciascuna aula — il Tricolore italiano, il vessillo dell’Unione Europea e la bandiera della Regione Piemonte. Un’iniziativa che con ogni probabilità rappresenta un unicum nel panorama scolastico italiano, dove la presenza simultanea dei tre simboli in ogni singola aula costituisce una rarità assoluta.
“Le stesse che ho io in ufficio”, ha spiegato il Sindaco Tagliabue rivolgendosi ai ragazzi durante le consegne. Oltre ai vessilli, collocati direttamente dagli studenti chiamati a inserire le aste nei supporti delle aule, ogni classe ha ricevuto una copia della Costituzione della Repubblica Italiana e il libro sulla storia del Manifesto di Ventotene, accompagnato dal racconto delle figure di Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi e del loro sogno di un’Europa unita e pacifica. L’iniziativa era stata anticipata dallo stesso primo cittadino in un editoriale pubblicato sull’ultimo numero del giornale comunale, in cui aveva definito la giornata come un momento di “semina” civica:
“Spiegherò perché quel pezzo di stoffa ci rappresenta, perché vale la pena tenerlo in classe come si tiene un ricordo di famiglia sopra il camino. E poi quella blu, con le stelle gialle […] frutto della fatica di generazioni che hanno provato a tenerci uniti. Quel giorno sarà speciale perché sarà un giorno di semina. E un gesto così non chiede il raccolto subito: chiede solo che qualcuno, un giorno, si ricordi di aver piantato qualcosa.”
L’intervento congiunto dell’Amministrazione Comunale e della Direzione Scolastica ha trasformato il rituale del rientro sui banchi in un momento di profonda riflessione sul significato delle istituzioni, del senso di appartenenza e della memoria storica.
Di seguito il testo dell’articolo pubblicato su San Salvatore in Tasca di fine agosto.
UN TRICOLORE IN OGNI CLASSE (Il giorno della semina)
Ci ho pensato a lungo e ora è arrivato il momento. Quello giusto, non uno qualunque, ma proprio quello, come se i momenti avessero un’anagrafica e questo avesse finalmente compiuto gli anni.
Il primo giorno di scuola entrerò in ogni classe con con la Costituzione, il Manifesto di un’Europa che ancora crede in sé stessa, e tre bandiere. L’Italia, l’Europa e il nostro Piemonte.
Il primo suono della campanella ha sempre avuto un potere strano. Ha il profumo plastificato dei quaderni intonsi, lo zaino rigido che non conosce ancora il peso dello studio, il fascino, quasi mistico delle penne nuove. Da ragazzi aspettavamo quel giorno con una fatalità rassegnata, come si aspetta la pioggia d’autunno: inevitabilema necessaria per far fare un passo avanti alla vita.
Ecco perché quest’anno compirò un gesto antico. Mi metterò in spalla uno zaino non pieno di libri, ma di simboli. Sceglierò tre ragazzi. Chiederò loro di piantare l’asta del Tricolore nel supporto, raccomandando di proteggerla dai cancellini volanti (ah già, oggi ci sono le lavegna elettroniche!) e spiegherò il senso di quella pezza di stoffa: non un orna,ento burocratic, ma la mappa di chi siamo quando ci guardiamo dentro. Poi racconterò di quella blu, con la sua corona di stelle dorate: una trovata testarda e bellissima dei nostri nonni, inventata con l’unico scopo ragionevole di evitare di prenderci a fucilate ogni trent’anni. Il 14 settembre sarà un giorno di semina. E un gesto così, non chiede il raccolto subito. Chiede solo che qualcuno, un giorno, si ricordi di aver piantato qualcosa.
Corrado Tagliabue


