Museo della Gambarina, incontri con Andrea Scotti e Carlo Prosperi

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La Società di Storia, Arte e Archeologia per le province di Alessandria e Asti propone alcuni interessanti incontri di storia locale, che si svolgeranno, alle ore 21, presso il salone multimediale del Museo “C’era una volta”, in piazza della Gambarina n.1, ad Alessandria.

Si comincia venerdì 25 settembre, relatore Carlo Prosperi, con “I Fiamminghi Alessandrini: arte rinascimentale e barocca qui da noi”. Seguirà, venerdì 2 ottobre, Andrea Scotto, che tratterà il tema: “Alessandria e i Francesi: assedi e battaglie alla fine del Medioevo”. Infine, sempre Andrea Scotto, venerdì 9 ottobre, parlerà di “Alessandria, storie di una città spagnola”.

Abbiamo incontrato Andrea Scotto, che da diverso tempo si dedica con impegno e determinazione alla valorizzazione storico artistica del patrimonio alessandrino, a cui abbiamo rivolto alcune domande.

Andrea, come e quando è nata la tua passione per la storia locale?

Dal 1983, grazie a un volume trovato in una bancarella: era uno della serie della “Storia delle Repubbliche Italiane nel Medioevo” di Sismondi. Questo autore, uno degli anticipatori del Romanticismo ottocentesco, pubblicò questa sua versione della storia d’Italia accurata per quanto riguarda il corretto utilizzo delle fonti, e allo stesso tempo raccontata con uno stile coinvolgente come quello di un romanzo: il tutto senza semplicismi o alterazioni ideologiche, una lezione ancora oggi di attualità. Oltre a questo, l’opera di Sismondi dimostra che non esistono una storia “globale” e una “locale”, perché tutti gli eventi, anche quelli avvenuti qui, da noi, sono un capitolo di un’unica vicenda, quella dell’umanità.

Qual è stato il criterio di scelta dei temi che saranno trattati nel corso dei tre incontri alla Gambarina?

La scelta è stata duplice: il tema (Alessandria tra Francia e Spagna) sarà trattato sia secondo un aspetto storico-politico sia seguendo il “fil rouge” delle opere d’arte presenti sul territorio. È un approccio multidisciplinare reso possibile dalla collaborazione tra esperti, tra cui il prof. Carlo Prosperi che ci parlerà degli artisti “fiamminghi alessandrini”.

E’ importante fare rete con le altre associazioni culturali?

Detesto il termine “fare rete”, perché le “reti” servono a prendere persone come pesci, a vantaggio di altri, senza rispetto. L’approccio che preferisco è “fare squadra”, perché in una squadra c’è rispetto dei ruoli e, quando conoscenze e capacità sono messe a disposizione, lo si fa nell’interesse di tutte e tutti. Con la Società di Storia Arte e Archeologia per le Province di Alessandria e Asti con il Museo Etnografico “C’era una volta” le premesse per “fare squadra” senza essere impigliato nel “fare rete” ci sono tutte.

I giovani si interessano alle vicende storiche della loro città?

Non solo i giovani: l’esperienza degli ultimi dieci anni a Novi Ligure, con la Società Storica del Novese, con le realtà ecclesiastiche della città, con il Museo Diocesano di Tortona e il gruppo “Antiche chiese di Novi Ligure” e con l’associazione “Amici del Forte e di Gavi” (che a febbraio prossimo compie 20 anni) mi ha dimostrato che l’interesse per la nostra storia c’è eccome. Basti poi pensare al prof. Alessandro Barbero, che continua a riempire le piazze. Certi pensano che “condire” il racconto con menzogne e forzature serva a renderlo più “accattivante”, ma la verità è già interessante di suo: bisogna però conoscerla (per farlo, servono studio, intelligenza e dedizione) e saperla raccontare.

Qui ad Alessandria si può fare di più?

Si può sempre fare di più, ma qui ad Alessandria la divulgazione è già ben messa: Società di Storia, Arte e Archeologia, il Museo Etnografico della Gambarina e altre realtà già operano “in squadra” con l’obiettivo di raccontare la nostra storia. In più, oltre ai canali “istituzionali”, c’è la pagina Facebook “Visita Alessandria” di Alessandro Decarolis: seguitela, ne vale davvero la pena.

Mauro Remotti


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