Il consigliere provinciale De Angelis: “Servizio ferroviario in smantellamento, ampi territori verso l’isolamento”

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Ricette all'Italiana: Acqui, Murisengo e San Sebastiano Curone da lunedì su Retequattro con Davide Mengacci CorriereAl 5

Non possiamo più assistere in silenzio al progressivo smantellamento della mobilità su ferro del nostro territorio. Come Consigliere Provinciale, rivolgo un appello urgente e accorato a tutti i Sindaci e agli amministratori locali dei Comuni attraversati dalle nostre linee ferroviarie: è il momento di unire le forze e far sentire un’unica, fortissima voce nei confronti di RFI e Trenitalia.

La situazione non è più tollerabile. All’annosa e mai risolta vicenda della linea Acqui-Genova — lasciata cadere nell’indifferenza e nel silenzio dei gestori —, si aggiunge ora la pesante interruzione della linea Acqui-Asti. Questa tratta non è una semplice linea secondaria: è l’arteria fondamentale per raggiungere Torino, utilizzata ogni giorno da tantissimi studenti universitari e lavoratori pendolari che vedono calpestato il loro diritto alla mobilità.

Una ferrovia non è soltanto un binario che unisce un punto di partenza a un capolinea. È un’infrastruttura viva che serve decine di stazioni, ciascuna rappresentante di una comunità, di un Comune e di un’amministrazione locale. Se le decisioni di RFI e Trenitalia vengono calate dall’alto con sospensioni e ritardi che si trascinano per tempi inaccettabili, non possiamo rispondere in ordine sparso. Seppur la manutenzione delle linee sia necessaria, i tempi di intervento non possono paralizzare la vita di chi vive e studia qui.

C’è poi una profonda contraddizione strategica che dobbiamo denunciare insieme. Parliamo continuamente di sviluppo locale, speriamo nell’arrivo del famoso investitore pronto a realizzare resort da “mille e una notte” per valorizzare le nostre colline, ma come possiamo credere che questo accada se ci tagliamo da soli i collegamenti?
L’area acquese e le zone limitrofe non dispongono di una rete stradale comoda o veloce. Il treno è la scelta primaria per tantissimi visitatori, in particolare stranieri, che apprezzano la sostenibilità, la comodità e i costi contenuti del trasporto ferroviario. Isolare il territorio significa condannare a morte qualsiasi prospettiva di turismo ed economia locale.

Per questo motivo, serve un’azione corale. Invito tutti i colleghi amministratori a fare fronte comune per pretendere immediatamente un tavolo di confronto coordinato con RFI e Trenitalia, ponendo sul tavolo richieste chiare e non negoziabili:

Un calendario di manutenzione certo e vincolante: Basta con cantieri a tempo indeterminato e proroghe continue.

Chiusure concordate col territorio: I periodi di stop forzato devono essere contrattati con le comunità locali per ridurre al minimo l’impatto su studenti e lavoratori.

Ristori e sconti veri: Servono riduzioni reali e significative sui costi degli abbonamenti per i pendolari, non piccole “elemosine” di facciata per compensare i disagi subiti.

Garanzia di un servizio efficiente post-lavori: A manutenzione ultimata dobbiamo avere la certezza di una linea moderna, accessibile e soprattutto puntuale, superando questa intollerabile rassegnazione che ha reso il ritardo una norma quotidiana.

Uniti possiamo fare la differenza. Il nostro territorio e i nostri cittadini meritano rispetto, efficienza e il diritto di restare connessi.

Nicola De Angelis
Consigliere Provinciale Partito Liberaldemocratico


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