
di Ettore Grassano
“La provincia di Alessandria, dal capoluogo ai diversi centri zona, fino ai tanti bellissimi piccoli comuni, offre davvero molto, in termini di qualità della vita. Deve solo imparare ad essere meno autoreferenziale, e farsi conoscere all’esterno: dalle tre grandi città del vecchio triangolo industriale, agli stranieri che amano sempre di più le nostre colline”. Paolo Arrobbio, da maggio Presidente della Cassa di Risparmio di Alessandria, è un casalese che conosce davvero a fondo non solo tutta la provincia alessandrina, ma tutto il nord ovest del Paese, che ha frequentato a lungo per ragioni professionali, come dirigente di un grande gruppo bancario, con particolare focus sulle imprese dei territori. E dubbi non ne ha: “Anzi, nei primi mesi alla guida della Fondazione mi sono ancora più convinto che la nostra provincia è un’area estremamente attrattiva, e ciò che ci viene chiesto dalle centinaia di realtà che ho incontrato è di essere motore e coordinamento della promozione e dello sviluppo del territorio”. Manager abituato all’azione, dopo l’analisi, il Presidente Arrobbio la macchina operativa l’ha già perfettamente oliata prima della pausa estiva, e da settembre si parte senza tentennamenti: il nuovo logo con immagine coordinata, e il grande progetto Le Vie del Gusto sono i primi tasselli di un mosaico che andrà a dispiegarsi pienamente nel corso dei prossimi 12 mesi, con l’ambizione di incidere in maniera forte e positiva sull’intero tessuto sociale ed economico dei nostri territori.

Presidente Arrobbio, i primi tre mesi della sua Presidenza sono stati davvero intensi, e l’autunno si prospetta estremamente dinamico: prima di parlare dei singoli progetti, ci aiuti a inquadrare lo scenario..
Facciamo un passo indietro, e precisiamo che non è in cantiere nessuna rivoluzione. Ossia la Fondazione, per scelta mia e di tutta la giunta e del consiglio generale che mi affiancano nella gestione, continuerà, come ha sempre fatto, a sostenere le comunità del nostro territorio, a partire dall’attenzione molto concreta al sociale, al volontariato, ai più fragili. Prime prove concrete sono gli investimenti a sostegno delle associazioni che si occupano di primo soccorso in sanità per l’acquisto di ambulanze e altri strumenti, e i contributi ai nostri ospedali sul fronte dell’innovazione tecnologica, come abbiamo fatto a luglio con Oculistica a Casale Monferrato. Ma sono solo, ripeto, i primi passi. Tuttavia ci sembra arrivato il momento di fare un salto di qualità, e di essere ambiziosi: non per noi, ma per il territorio nel quale abbiamo l’onore di operare.

Il nuovo logo è un primo segnale di questo cambiamento?
Sicuramente sì, è un segnale di innovazione, nella continuità. E’ frutto di un lavoro di squadra, all’interno della Fondazione, con il contributo decisivo dell’architetto Balduzzi, componente del consiglio di amministrazione. Non nascondo che qualche timore lo avevamo, consapevoli di quanto i simboli siano importanti. Invece le reazioni sono state tutte straordinariamente positive, forse perché nei nostri territori esiste davvero un’esigenza diffusa di rinnovamento, di una nuova spinta in avanti. E un logo, con la sua immagine coordinata al seguito, ha una valenza forte, immediata. Tra l’altro, e questa è una novità di sostanza, chiediamo a tutti coloro che ricevono contributi e sostegno dalla Fondazione di dare al logo una visibilità adeguata, in tutte le forme di comunicazione, cartacea e online. Questo in passato non sempre succedeva, ma i nostri uffici ora saranno puntuali e attenti nella verifica.

Ed eccoci a Le Vie del Gusto: un progetto di cui sentiremo parlare parecchio nei prossimi mesi..
Soprattutto mi auguro che se ne parli parecchio a Milano, a Firenze, a Torino e in tutte le altre città in cui presenteremo l’iniziativa, che nasce da un’esigenza molto semplice: portare le nostre eccellenze enogastronomiche (a partire dai tartufi e dai vini) ma anche artistiche e culturali in piazze che certamente ancora non le conoscono a fondo, e che rappresentano per il nostro territorio una potenzialità enorme. Penso al turismo, naturalmente, ma anche alla possibilità che l’alessandrino diventi per tanti milanesi una scelta di vita stanziale, ossia un territorio in cui trasferirsi. Anche qui, la riflessione condivisa con la giunta viene da lontano: oggi la qualità di vita nelle grandi città, soprattutto per chi vive di lavori ‘normali’, ossia non da centinaia di migliaia di euro l’anno, è diventata impossibile: affitti alle stelle, costi esorbitanti per qualsiasi servizio. Se a Milano non si trovano più persone disposte a trasferirsi per lavori da insegnante, autista di autobus o infermiere una ragione c’è: non ha più senso dal punto di vista economico, oltre che per stress, sicurezza e quant’altro. Allora la riflessione è semplice: è meglio vivere in un anonimo palazzone dell’hinterland milanese, o in una bella casetta con giardino sui colli tortonesi, o nel Monferrato? O anche ad Alessandria città, dove il prezzo degli immobili è estremamente appetibile.

Ragionamento chiaro: Le Vie del Gusto sarà leva di promozione di eccellenze enogastronomiche, ma anche ‘ambasciatore’ del territorio alessandrino a tutto tondo. Resta però, Presidente, lo snodo dei trasporti, che tutti sappiamo essere questione aperta, tutt’altro che risolta..
Naturalmente non intendiamo invadere il campo di competenze altrui, dalla Regione Piemonte alla Fondazione Slala, che sono gli interlocutori istituzionali del Ministero e delle Ferrovie. Però anche lì la strada mi pare tracciata. Con il completamento del terzo valico, e il conseguente ‘sdoppiamento’ tra linea merci e linea passeggeri, i collegamenti con Milano sull’asse Tortona Novi Genova saranno eccellenti. Occorre insistere molto, invece, sul potenziamento dei collegamenti con Milano per Alessandria e per Casale Monferrato.

Altra sfida della Fondazione è sostenere la crescita di Irccs e ricerca scientifica, oltre alla sanità..
La domanda di salute è sempre più forte, e sostenere la nostra sanità è per noi mission essenziale. Oggi sanità è anche, grazie al riconoscimento del primo IRCCS pubblico del Piemonte tra Alessandria e Casale Monferrato, ricerca scientifica: il che significa crescita dell’Upo (pensiamo al nuovo campus degli Orti) ma anche contestualmente lievito per l’economia del territorio, a partire dal mercato immobiliare. Insomma, una filiera virtuosa in cui certamente la Fondazione farà appieno la sua parte, al fianco dei soggetti istituzionali cui spetta naturalmente il compito di guidare questo specifico, fondamentale settore.

Infine, ma non certo ultimo per importanza, c’è il mondo delle imprese, che da tanto ormai lamentano difficoltà nelle loro relazioni con il sistema bancario. La Fondazione non è una banca, ma di qualche istituto di credito è azionista, e di altri è certamente interlocutore privilegiato….cosa potete fare?
A fine luglio, a Palatium Vetus, mi sono incontrato con i Presidenti di tutte le Fondazioni di origine bancaria del Piemonte e della Liguria, e questo è uno dei temi sul tappeto. Il tessuto imprenditoriale del Piemonte, e per quanto ci riguarda in particolare dell’Alessandrino, ha certamente bisogno di un rapporto più diretto, efficace e semplificato con il sistema bancario, così come ci sono tanti cittadini, che sono anche risparmiatori e investitori, che oggi lamentano la chiusura a tappeto degli sportelli sul territorio. Questo è un altro aspetto che intendiamo affrontare, con un intervento sistemico che coinvolga tutti gli attori istituzionali. Per ora non aggiungo altro, ma per la Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria sarà un’altra delle grandi sfide dei prossimi mesi.


