Priano (FdI): “Quale strategia ha Alessandria per fronteggiare l’aumento della temperatura? Servono alberi, non slogan”

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“Le politiche Green – afferma Fabrizio Priano, consigliere comunale FdI ad Alessandria – non si fanno con le parole, ma con i fatti. Aumentare gli alberi in città è la cosa più semplice e utile per migliorare l’aria e abbassare la temperatura. Invece ad Alessandria succede il contrario: si tagliano gli alberi e non si sostituiscono, o lo si fa in modo totalmente insufficiente. Via Maria Bensi, via Paolo Sacco, Corso Borsalino, via De Gasperi: esempi chiari di una scelta sbagliata.Se vogliamo davvero una città più vivibile, il Comune deve smettere di tagliare e cominciare a piantare seriamente. Oltre alle piante serve una vera “urbanistica del caldo”, aumentare la vegetazione, le zone d’ombra, la presenza di acqua e tanto altro ancora, soprattutto serve una vera politica green e non parole.Questo è il motivo per cui presento la mozione allegata, che vuole portare in Consiglio Comunale una vera discussione sull’Urbanistica del Caldo con provvedimenti che se attuati porterebbero Alessandria ad essere una delle prime città italiane ad affrontare in modo serio ed articolato questo problema. Alcuni di questi argomenti saranno inseriti anche come emendamenti al Dup di prossima discussione”.

Di seguito la mozione completa di Fabrizio Priano

Al Sindaco della Città di Alessandria
Al Presidente del Consiglio Comunale di Alessandria

Alessandria, 9 agosto 2026

OGGETTO: Mozione d’indirizzo per l’adozione di linee guida e interventi strutturali di “Urbanistica del Caldo”, nella pianificazione e gestione del territorio comunale.

Il sottoscritto Fabrizio Priano, Consigliere Comunale

Considerato necessario intervenire in modo organizzato e strutturato, rispetto alle problematiche legate alle temperature sempre piu’ roventi, con periodi di caldo sempre più lunghi.

Visto quello che avviene in altre parti del mondo e visto quanto prescritto dalla cosiddetta urbanistica del Caldo che cerca di dare risposte efficaci e strutturali all’innalzamento delle temperature che attanaglia sempre di più il nostro paese

Considerato che proprio i dettami della cosiddetta urbanistica del Caldo, prevedono una progettazione urbana, edilizia e paesaggistica per adattare le città alle ondate di calore estreme, con diversi punti che potremmo brevemente riassumere nel seguente modo:

  1. Urbanistica e Pianificazione Territoriale
    Ridisegno dei corridoi d’aria:
    Mappare e preservare le traiettorie naturali dei venti dominanti per favorire la ventilazione naturale e la dispersione del calore accumulato tra i canyon urbani.
    Riduzione delle superfici impermeabili e assorbenti:
    Limitare l’asfalto e il cemento tradizionali, che immagazzinano energia termica durante il giorno e la rilasciano lentamente di notte, favorendo l’effetto isola di calore.
    Densificazione strategica:
    Progettare altezze e orientamenti degli edifici capaci di garantire l’ombreggiamento reciproco delle strade e degli spazi pubblici durante le ore più calde.
  2. Soluzioni Basate sulla Natura
    Infrastrutture verdi diffuse:
    Incrementare drasticamente il numero di alberi ad alto fusto lungo le arterie stradali per garantire ombra diretta ai pedoni e alle piste ciclabili.
    Integrare parchi tascabili e aree verdi nei quartieri densamente edificati per sfruttare il raffrescamento per evapotraspirazione.
    Gestione intelligente dell’acqua pubblica:
    Installare fontane, veli d’acqua e giochi d’acqua interattivi che sfruttano il raffrescamento evaporativo per abbassare la temperatura percepita nello spazio pubblico.
    Progettare sistemi di drenaggio urbano sostenibile per trattenere l’acqua piovana nel sottosuolo, alimentando la vegetazione anche nei periodi di siccità.
  3. Involucro Edilizio e Architettura Bioclimatica
    Tetti e coperture ad alta riflettanza:
    Utilizzare materiali di copertura chiari o trattamenti con un elevato indice di riflessione solare per impedire l’assorbimento del calore da parte degli edifici.
    Facciate verdi e tetti giardino:
    Promuovere il verde verticale e pensile per isolare termicamente gli edifici, riducendo sia il carico termico interno sia il riscaldamento dell’aria circostante.
    Sistemi di ombreggiamento passivo:
    Integrare brise-soleil, lamelle orientabili, logge profonde e persiane tradizionali per bloccare la radiazione solare diretta prima che colpisca le vetrate.
    Utilizzare vetri a controllo solare per minimizzare l’effetto serra all’interno degli ambienti.
  4. Materiali e Tecnologie per lo Spazio Pubblico
    Pavimentazioni a freddo:
    Adottare asfalti e pietre drenanti, permeabili e con tonalità chiare o riflettenti, capaci di assorbire meno calore rispetto al bitume nero tradizionale.
    Illuminazione e arredi urbani termicamente neutri:
    Scegliere materiali che non si surriscaldino eccessivamente al sole (evitando metalli esposti o plastiche scure) e integrare pensiline e pergolati fotovoltaici che offrano ombra producendo al contempo energia pulita.
  5. Strategie Sociali e di Vivibilità
    Micro-rifugi climatici:
    Creare una rete diffusa di spazi pubblici climatizzati o fortemente ombreggiati e ventilati (biblioteche, centri civici, stazioni, accessibili gratuitamente a tutta la popolazione, con particolare attenzione alle fasce fragili (anziani e bambini).
    Progettazione inclusiva:
    Garantire che ogni cittadino si trovi a breve distanza (es. 5-10 minuti a piedi) da un’area ombreggiata o da una fonte d’acqua potabile durante le giornate di picco termico.

Presenta la seguente mozione:

IL CONSIGLIO COMUNALE DI ALESSANDRIA

Premesso che:
Le ondate di calore estreme, acuite dai cambiamenti climatici in corso, rappresentano una minaccia crescente per la salute pubblica, il benessere psico-fisico e la qualità della vita della cittadinanza di Alessandria, con particolare impatto sulle fasce più vulnerabili della popolazione (anziani, bambini, persone con patologie croniche e lavoratori esposti all’aperto).

Il contesto urbano alessandrino, caratterizzato da un’elevata densità di superfici impermeabili, asfalto e cemento, soffre marcatamente del fenomeno dell’isola di calore urbana, che trattiene le temperature elevate anche durante le ore notturne.
Le tradizionali strategie di risposta emergenziale non sono più sufficienti: è necessario un cambio di paradigma strutturale che sposti l’asse dalla gestione dell’emergenza alla prevenzione attraverso la pianificazione urbanistica, edilizia e paesaggistica.

Considerato che:
Un’efficace “Urbanistica del Caldo” agisce su molteplici leve: la tutela e implementazione delle infrastrutture verdi (alberature diffuse, parchi tascabili), l’adozione di soluzioni basate sulla natura, l’utilizzo di materiali ad alta riflettanza, il recupero dei corridoi di ventilazione naturale e la gestione intelligente della risorsa idrica.
Tali interventi non solo mitigano le temperature estive, ma migliorano complessivamente la qualità dell’aria, riducono i consumi energetici per il condizionamento degli edifici e restituiscono spazi pubblici più vivibili e inclusivi.

IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA COMUNALE
ENTRO 180 GIORNI DALL’APPROVAZIONE DELLA SEGUENTE MOZIONE

  1. Ad inserire i principi dell’Urbanistica del Caldo e della resilienza climatica come criteri guida all’interno dei prossimi strumenti di pianificazione urbanistica, regolamenti edilizi e piani di rigenerazione urbana del Comune di Alessandria.
  2. A promuovere un piano straordinario di incremento della vegetazione urbana e di forestazione, con particolare attenzione alle zone più densamente edificate e alle aree di sosta e transito pedonale e ciclabile, privilegiando essenze arboree ad alto fusto idonee a garantire un’efficace ombreggiamento.
  3. A favorire l’utilizzo di materiali e tecnologie di mitigazione termica (quali coperture riflettenti o verdi e pavimentazioni drenanti e a ridotto assorbimento di calore) negli interventi di manutenzione straordinaria e di nuova realizzazione di edifici pubblici e spazi aperti di competenza comunale, integrare pensiline e pergolati fotovoltaici che offrano ombra producendo al contempo energia pulita.
  4. A mappare e potenziare la rete dei “rifugi climatici” urbani (spazi pubblici climatizzati o fortemente ombreggiati e dotati di punti di abbeveraggio) facilmente accessibili alla cittadinanza durante i periodi di picco termico estivo.
  5. A prevedere forme di premialità o incentivi regolamentari per i privati che, nei progetti di ristrutturazione o nuova costruzione, adottino soluzioni architettoniche bioclimatiche, facciate verdi, tetti giardino e sistemi di ombreggiamento passivo.

Fabrizio Priano


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