Degrado cimiteri e rifiuti: basta con lo scaricabarile! Un plauso alla Protezione Civile [Le pagelle di GZL]

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di Graziella Zaccone Languzzi

1) Sui cimiteri di Alessandria ‘la colpa è sempre di quelli di prima’. Ma dare sempre la colpa agli altri non basta più, specie se amministri la città da quattro anni. Gli studiosi la definiscono esternalizzazione delle responsabilità: chi governa attribuisce ai propri predecessori le difficoltà amministrative o finanziarie incontrate durante il mandato, spostando così l’attenzione dalle proprie scelte alle presunte eredità ricevute. È una strategia che può funzionare all’inizio di un mandato. Serve a giustificare ritardi, a spiegare promesse non mantenute e a consolidare il consenso del proprio elettorato ma con il passare del tempo perde inevitabilmente efficacia, perché i cittadini smettono di guardare al passato e iniziano a giudicare chi governa per ciò che ha fatto, o non ha fatto, nel presente durante il suo mandato. Per questo motivo colpiscono le dichiarazioni  verbali e scritte pubblicate dal sindaco Giorgio Abonante l’11 giugno 2026 su Facebook, che cito: “Quattro anni fa abbiamo trovato una gestione dei cimiteri inadeguata. Abbiamo cambiato modello e oggi facciamo un altro passo concreto: sono iniziati i lavori nei cinque sepolcreti del cimitero monumentale, chiusi da troppo tempo..”. Successivamente aggiunge: “In merito alle colpe distribuite. Qui le colpe me le prendo sempre solo io, anche quando non ne ho. Nel caso specifico dei cimiteri, l’amministrazione precedente a quella che guido ha fatto una gara che non stava in piedi. Lo dico io, ma lo dicono le migliaia di cittadine e di cittadini che hanno visto i cimiteri indecorosi per molto tempo. Non appena ci siamo insediati abbiamo cominciato a raccogliere migliaia di pagine di documentazione per affrontare la revoca dell’appalto, che abbiamo finalmente fatto l’estate scorsa. Perché abbiamo dovuto raccogliere la documentazione? Perché, come poi avvenuto, la ditta revocata ha fatto causa al Comune. E le cause si vincono se siamo in grado di dimostrare davanti a un giudice che la revoca è stata fatta per giusta causa. Noi alessandrini lo sappiamo, ma dobbiamo spiegarlo in tribunale. Detto questo, dall’estate scorsa e fino a febbraio del 2026 abbiamo gestito in modo molto migliore di quanto avvenisse prima i cimiteri di Alessandria, pur nei limiti delle risorse comunali ma facendo interventi di grande urgenza; e dall’inizio dell’anno abbiamo aggiudicato, con una nuova gara fatta meglio, la gestione dei cimiteri. Capitolo sepolcreti. Sono chiusi perché accedervi era molto pericoloso. Molto. Metterli in sicurezza costa circa 500.000 euro. Non è facile trovare questi fondi per un Comune come il nostro. Li abbiamo trovati. Abbiamo costruito una modalità — quella degli accordi quadro — per cui siamo riusciti non solo a reperire queste risorse, ma anche a spenderle nei tempi giusti. È il nostro lavoro non servono applausi, però è giusto puntualizzare colpe e meriti”. Sono affermazioni che meritano qualche riflessione, e attenzione alle date che citerò: hanno un peso importante sui fatti. Giorgio Abonante è sindaco di Alessandria dal giugno 2022. L’affidamento della gestione dei cimiteri era stato predisposto dalla precedente amministrazione attraverso l’assessore ai Lavori Pubblici Giovanni Barosini, oggi vicesindaco proprio della giunta Abonante. Un particolare che rende quantomeno singolare continuare ad attribuire ogni responsabilità esclusivamente a “quelli di prima”.
La concessione ventennale è partita formalmente il 14 febbraio 2022, e la precedente amministrazione ha quindi avuto poco più di quattro mesi di gestione successiva all’avvio dell’affidamento. Dal giugno 2022 fino alla revoca dell’appalto nel 2025 è invece trascorso un periodo ben più lungo, sotto la piena responsabilità dell’attuale amministrazione comunale. La domanda è semplice: dopo oltre tre anni di governo della città, fino a che punto è ancora credibile attribuire il degrado dei cimiteri quasi esclusivamente a chi ha amministrato prima?
In questi circa tre anni le segnalazioni dei cittadini sono state continue. Gli organi di informazione hanno pubblicato decine di articoli sulle condizioni dei cimiteri, personalmente ne conservo un archivio ricco di documentazione. Se davvero la situazione era così grave fin dall’inizio, sarebbe stato lecito aspettarsi controlli più incisivi, interventi più rapidi e risultati visibili molto prima. A mio giudizio, il principale errore della giunta Cuttica fu quello di affidare la gestione dei cimiteri a un soggetto esterno. Ma da quel momento in avanti spettava a chi era in carica a partire dal sindaco, dall’assessore con Delega ai cimiteri e al dirigente preposto, vigilare sul rispetto degli obblighi contrattuali, intervenire tempestivamente e tutelare un bene pubblico così delicato. Nel frattempo le criticità non sembrano essere scomparse perché ripartono le lamentele: “San Giuliano Vecchio: calcinacci tra le tombe, il degrado che offende la memoria”.

Mi sono arrivate poi foto dal cimitero di San Michele dove il decoro ha fatto la valigia da tempo e nel tagliare l’erba un po’ “grossolanamente” o con poca attenzione, sono state danneggiate alcune lapidi delle tombe a terra. La memoria dei cittadini, contrariamente a quanto qualcuno forse immagina, non è così corta, le date contano, i documenti contano e i fatti reali contano ancora di più. Dopo quattro anni di mandato, continuare a spiegare ogni problema con il ritornello “è colpa di quelli di prima” rischia di trasformarsi da giustificazione politica a confessione di incapacità nel risolvere ciò che si è avuto tutto il tempo di affrontare. I defunti nei cimiteri meritano rispetto, le famiglie meritano risposte e i cittadini hanno il diritto di valutare un’amministrazione per i risultati raggiunti, non per le responsabilità che continua ad attribuire agli altri.
Voto: 2

2) Settore rifiuti ad Alessandria, il parere dell’Antitrust riapre il confronto politico. Il nuovo parere dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) sulla gestione dei rifiuti nel Bacino Alessandrino riaccende il confronto tra maggioranza e opposizione. Da una parte il consigliere regionale e comunale di Forza Italia Davide Buzzi Langhi parla della conferma di un sistema con “gravi criticità”: “Rifiuti, Buzzi Langhi (Forza Italia): “Autorità Garante Concorrenza e Mercato conferma criticità sistema alessandrino”. Dall’altra l’assessore comunale all’Ambiente Daniele Coloris sostiene che il percorso di adeguamento richiesto dall’Autorità sia già stato avviato: “Rifiuti Alessandria, assessore Coloris replica a Forza Italia: “Paghiamo scelte sbagliate del centrodestra”. Dare le colpe a quelli di prima ormai per questa amministrazione è uno slogan fisso. Ma cosa contesta l’AGCM? Nel suo parere l’Autorità ricorda di essere già intervenuta nel 2023 e rileva che le criticità evidenziate allora non sono ancora state completamente superate. Il nodo riguarda il modello di affidamento del servizio di raccolta rifiuti. Secondo l’AGCM, il Consorzio di Bacino si trova in una posizione potenzialmente incompatibile con la normativa  poiché svolge il ruolo di Ente affidante e allo stesso tempo detiene una partecipazione in Amag Ambiente, società che gestisce il servizio. L’Autorità sottolinea inoltre che gli impegni assunti dal Consorzio, tra cui la dismissione della partecipazione societaria e la riorganizzazione del sistema, non risultano ancora completati. Per Buzzi Langhi il parere conferma le criticità del sistema e dimostra la necessità di attuare rapidamente le indicazioni dell’Autorità, richiamando anche i risultati della raccolta differenziata. Coloris replica sostenendo che il Comune abbia già avviato il percorso richiesto attraverso la gara a doppio oggetto, destinata a ridefinire l’assetto societario e l’affidamento del servizio. I ritardi, secondo l’assessore comunale, sarebbero legati soprattutto a questioni tecniche e patrimoniali, in particolare alla vendita della quota del Consorzio in Amag Ambiente. L’assessore Coloris attribuisce inoltre molte delle criticità attuali alle scelte delle precedenti amministrazioni di centrodestra, sostenendo che alcune decisioni assunte negli anni abbiano contribuito a determinare l’assetto oggi contestato dall’Autorità. Al di là dello scontro politico, il parere dell’AGCM riguarda esclusivamente la conformità del modello di affidamento alle norme sui servizi pubblici locali e non esprime giudizi sulla qualità del servizio svolto da Amag Ambiente né accerta irregolarità di natura penale o amministrativa, resta però un elemento che inevitabilmente alimenta il dibattito politico. Se da un lato l’assessore Coloris continua a richiamare le responsabilità delle amministrazioni precedenti, faccio notare che l’attuale giunta governa Alessandria da quasi quattro anni e nel frattempo ha rinnovato i vertici delle principali società partecipate. Per questo a mio pensare ma anche secondo le minoranze, è arrivato il momento di valutare i risultati delle scelte compiute dall’attuale amministrazione più che continuare ad attribuire le criticità esclusivamente al passato. La verifica decisiva sarà ora l’esito delle procedure di riorganizzazione già avviate, che dovranno dimostrare di rispondere alle osservazioni formulate dall’Autorità. Saranno infatti i prossimi passaggi amministrativi a stabilire se il nuovo assetto sarà ritenuto conforme alle indicazioni dell’Antitrust e in grado di chiudere una vicenda che da tempo alimenta il confronto politico cittadino.
Voto: 3

3) Parliamo di Protezione Civile. La Protezione Civile è fondamentale perché interviene quando il disastro si è già verificato, ma una società davvero efficiente si misura soprattutto sulla capacità di prevenire. Le alluvioni non possono essere considerate inevitabili, ma con una corretta gestione del territorio, una manutenzione costante e un’adeguata pianificazione, molti dei loro effetti possono essere ridotti o evitati. La prevenzione non dovrebbe essere considerata un costo, ma il più importante investimento per la sicurezza delle persone, dei loro beni, dei beni pubblici  e dell’ambiente. Ho letto con interesse l’articolo dedicato ai primi venticinque anni del Coordinamento provinciale della Protezione Civile di Alessandria, pubblicato su La Stampa (edizione cartacea, pagine 36-37, domenica 19 luglio 2026 ). L’articolo ricorda come Alessandria sia stata una realtà pionieristica nello sviluppo della Protezione Civile, contribuendo alla nascita e al consolidamento delle strutture comunali, provinciali e regionali. Per quanto conserva la mia memoria, il punto di svolta fu l’alluvione del 1994. In quei giorni drammatici un sindaco dai nervi d’acciaio seppe gestire con lucidità i primi interventi di quella che di fatto era una sorta di embrione della Protezione Civile moderna. Mi dispiace che la città sembri averlo dimenticato: quel sindaco si chiamava Francesca Calvo. Da quell’esperienza nacque la consapevolezza della necessità di costruire un sistema di Protezione Civile più snello, più rapido e più vicino ai cittadini e alle esigenze del territorio, introducendo anche un nuovo modo di comunicare, informare e formare. Nel 2000 fu pubblicato uno dei primi testi dedicati a questi temi: “La pianificazione delle emergenze” di A. D’Errico, F. Cola e L. De Luca, con la prefazione di Franco Barberi, allora direttore dell’Agenzia Nazionale della Protezione Civile. Quel libro rappresentò per molti di noi impegnati nei Comitati Alluvionati, uno strumento prezioso per comprendere meglio un sistema che stava evolvendo. Tornando all’oggi è giusto riconoscere il valore di chi da volontario o da operatore, dedica tempo e competenze per soccorrere la popolazione durante le emergenze. La Protezione Civile rappresenta una delle migliori espressioni del senso civico del nostro Paese, proprio per questo credo sia arrivato il momento di affrontare una riflessione più ampia. Terremoti, eruzioni vulcaniche, maremoti, tifoni sono eventi naturali sui quali l’uomo può fare ben poco se non prepararsi e organizzare i soccorsi. Le alluvioni invece sono una realtà più complessa. Le piogge intense fanno parte della natura e con i cambiamenti climatici stanno diventando sempre più frequenti ed estreme, ma la gravità dei danni dipende anche da come il territorio viene gestito. Alvei ostruiti, argini degradati, rii tombinati , opere di regimazione rimandate per anni e manutenzioni insufficienti possono trasformare un evento meteorologico intenso in un disastro. Da troppo tempo qui sul nostro territorio, sentiamo parlare di finanziamenti, piani straordinari, programmi di messa in sicurezza e interventi di manutenzione. Ogni emergenza porta con sé annunci, conferenze stampa e promesse di opere che dovrebbero ridurre il rischio. In molti casi, però, tra l’annuncio e l’apertura dei cantieri trascorrono anni. Talvolta i lavori vengono rinviati, modificati o non partono affatto. Nel frattempo potrebbe arrivare un’altra alluvione (Emilia Romagna insegna) e il copione si ripete. Una manutenzione costante, una pianificazione seria e opere di mitigazione realizzate nei tempi previsti possono ridurre in modo significativo i danni a persone, abitazioni e attività economiche. Per questo motivo sarebbe opportuno parlare di Protezione Civile e difesa del suolo come di due facce della stessa medaglia. la prima interviene quando il pericolo è ormai presente e salva vite umane, la seconda dovrebbe lavorare ogni giorno, spesso lontano dai riflettori, per evitare che l’emergenza assuma proporzioni ancora più gravi. Da tempo ho capito che la prevenzione non fa notizia come un elicottero che salva persone da un tetto o una colonna di mezzi che raggiunge una zona allagata. È un lavoro silenzioso fatto di manutenzione degli alvei, controllo degli argini, monitoraggio dei versanti, gestione dei corsi d’acqua e programmazione delle opere, ma è proprio questo lavoro che, nel lungo periodo, può fare la differenza. Sulla Protezione Civile si investe molto ma è doveroso, sarebbe altrettanto doveroso pretendere che gli interventi di prevenzione non restino per anni soltanto sulla carta perché la migliore emergenza è quella che grazie a una gestione responsabile del territorio, non diventa mai un disastro … ma ho la sensazione di parlare ad un muro, e che le mie parole non servano a nulla.
Voto: 7


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